Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

IL TEMPO DI UNA STORIA

Le istruzioni sono:

scrivi un racconto che si svolga in un arco di tempo limitato..UN MINUTO, UN'ORA, UN GIORNO indicando tra parentesi (storia in un minuto, ecc...).


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

Mi ricordo, si, mi ricordo.

Di lei mi ricordo quando mi chiese di allacciarle il reggiseno che le si era sganciato, dietro alla antica chiesetta del borgo; mi ricordo un 25 aprile con la sua testa sulla mia pancia dopo pranzo al sacco con i capelli neri sulla maglietta bianca ed un viaggio di ritorno da una gita sulla neve passato abbracciati ad accarezzarle i capelli mentre dormiva rannicchiata a me.

Mi ricordo di aver visto con lei i fuochi di un 19 luglio dopo una serata in pizzeria e di essere stato di notte sulla scogliera a sedere silenziosi sui sassi al buio ad assaporare il salmastro.

Mi ricordo di aver giocato e chiacchierato con lei all’epoca dei suoi quattordici anni, e dei miei più del doppio dei suoi, e che siamo stati ad un passo dal metterci insieme, ma nessuno dei due era convinto di farlo per motivi diversi.

Mi ricordo di aver recitato, l’unica volta che l’ho fatto, la parte di Antoine in un lavoro tratto dal “Piccolo Principe”. E lei era il Piccolo Principe.

Mi ricordo che si siamo... (continua)


Glauco Ballantini 10/09/2018 - 07:54
commenti 4 - Numero letture:324

Argomento: IL FINALE

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Una avventura

Partenza da Amburgo, la nave prende il largo fra uno stridio di gabbiani. La sua rotta è una di quelle da sogno verso il Polo Nord, il modo più comodo per raggiungere il tetto del mondo. Man mano che la meta si avvicinava l’aria si faceva più frizzante, l’afa di Roma diventava un ricordo e il maglione il mio più fedele amico. Cielo bigio e mare scuro ma non ci facevo più caso perche è una caratteristica di queste zone artiche, non dovevo aspettarmi la gioiosità e il calore delle nostre terre sempre baciate dal sole. Qui il sole si può vedere anche all’una di notte e la luce illumina l’oceano…un sole che non tramonta mai, se vuoi dormire, tiri le tende e crei la tua notte. Viaggiavo da solo, sui 30 anni, brillante avvocato, fuggivo da un matrimonio fallito. Capo Nord mi sembrava il luogo dove avrei potuto voltare pagina. Non lasciavo quasi mai la cabina, la gente mi infastidiva e leggere nei loro occhi la felicità della vacanza mi faceva male. Solo dopo cena mi fermavo in uno dei tanti ... (continua)

mirella narducci 07/09/2018 - 19:04
commenti 8 - Numero letture:269

Argomento: IL FINALE

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Las Vegas gigolò

Las Vegas gigolò

Certo che guardandola dall’alto, dalla finestra di una suite del Bellagio, di giorno fa tutto un altro effetto… fa davvero schifo, se vogliamo dirla tutta. Privata delle rutilanti luci che illuminano la notte, è come guardare una vecchia racchia dopo che si è levata trucco e parrucco. Se escludiamo il deserto su cui poggia e il cielo che ci sta sopra, è tutto falso… tutto uno sporco gioco! Se non ti piace giocarti qualcosa, e non intendo solo il denaro, è inutile venirci a cuocere in mezzo al deserto.
Qui ci si sposa per gioco il giorno stesso che ci si incontra… e sempre per gioco ci si separa un’ora dopo. E’ uno schifo! Anche se io, che del gioco nelle sue svariate forme ne ho fatto una professione, dovrei essere l’ultimo a lamentarmi dell’andazzo generale. Il fatto è che non avrei mai immaginato che giocando con le debolezze delle mie clienti per lavoro, potessi innamorarmi davvero.

Il mio, chiamiamolo “lavoro”, consiste nel rendere piacevole il soggiorno a ... (continua)


vecchio scarpone 07/09/2018 - 18:49
commenti 11 - Numero letture:207

Argomento: IL FINALE

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UNA STORIA

Non frequento i bar, specie di sera.
Ma ieri, venerdì, la giornata era stata veramente pesante, un’interminabile riunione di lavoro e si era già fatta ora di cena e alla poca voglia di rincasare mi era venuta improvvisamente voglia di tornare in quel vecchio locale di viale Miramare in cui, da studente, ero andato a ballare tante volte con amici o compagni di scuola.
Ballare per modo di dire…un muoversi e un dimenarsi sulle musiche del jukebox su quella piccola terrazza prospicente il mare.
Mia moglie l’avevo conosciuta lì, quasi per caso. Faceva parte di un’altra compagnia che quel sabato sera era capitata a consumare gli ultimi momenti della serata, attirata dal nostro schiamazzo. L’avevo urtata, ballando, lei mi aveva sorriso e poco dopo me l’ero ritrovata praticamente tra le braccia in uno di quei balli collettivi che si faceva all’epoca.
Così la conoscenza, lo scambio di numeri telefonici, la frequentazione e ….l’innamoramento.
Ci eravamo sposati qualche anno dopo ed il nos... (continua)

Adriano Martini 06/09/2018 - 06:19
commenti 11 - Numero letture:318

Argomento: IL FINALE

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