Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

IL TEMPO DI UNA STORIA

Le istruzioni sono:

scrivi un racconto che si svolga in un arco di tempo limitato..UN MINUTO, UN'ORA, UN GIORNO indicando tra parentesi (storia in un minuto, ecc...).


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

Due angeli

Non m'era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. Già, ma dove sono qui i ponti? Solo a Roma ci sono ?? Roma..la mia cara Roma...Ormai sono cinque anni che non ci metto piede... I miei pensieri mi distraggono dal mondo intero e da quello che ora gira intorno a me in questa strana città chiamata Limerik..facendomi dimenticare che le mie vecchie superga stanno calpestando le strade dell irlanda...Sogno di una vita! Avevo cinque o sei anni e già sognavo i colori, i profumi , i cieli di questo posto ..Solo che mi vedevo felice , ricca e ...Cuore, amore, mare e . Mbha lasciamo stare va , fammi vedere piuttosto dove sono arrivata, a trent'anni e' ora di smetterla con i sogni.
Sono quasi le nove di sera e l aria ormai... (continua)

Valentina Foco 22/04/2017 - 03:38
commenti 5 - Numero letture:563

Argomento: INCIPIT

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Di tulle blu

Non m'era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finchè ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla natura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. Anzi no, per stendermi e basta.
Il lungo viaggio intrapreso da Genova a Marsiglia mi aveva offerto squarci bellissimi di natura, macchiati a tratti, dalla mano pesante del'uomo, che aveva infierito su molte zone deturpando bellezza e armonia. L'ora del tramonto mi aveva regalato una sensazione di riconciliazione con me stessa, ma al momento dell'arrivo alla stazione Saint-Charles di Marsiglia avevo di nuovo sentito quella voragine interiore che fagocitava ogni mia emozione e sentimento. Come un contenitore vuoto mi aggiravo dentro la stazione, alle 20.30 di quel 31 luglio il termometro digitale posto di lato al “Cafè pour toi “, parlava di una sera molto calda c... (continua)

Grazia Giuliani 17/04/2017 - 00:38
commenti 6 - Numero letture:688

Argomento: INCIPIT

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Reporter di grido

Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. Avevo 26 anni e deciso di trascorrere una settimana con i clochard, dormendo con loro per strada, ero un aspirante reporter che investigava sulla vita dei senzatetto. Ero sotto copertura per conquistarmi le loro simpatie e considerato uno di loro, sarebbe stato più facile scoprire le loro storie, oltre che vivere in prima persona le difficoltà che una situazione del genere comporta. In redazione mi fu affidato questo reportage e dall’articolo dipendeva il mio futuro di giornalista d’inchiesta; da sempre sono suggestionato dal giornalismo romantico, quello legato al saper raccontare e svelare, alle fonti di prim’ordine, agli interlocutori principali e le relazioni... (continua)

Savino Spina 14/04/2017 - 06:40
commenti 6 - Numero letture:1550

Argomento: INCIPIT

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Il ragazzo pieno di cielo.

Incipit: Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte...

Sotto un ponte, avrei guardato le stelle, avrei sentito fresco sulla pelle, avrei pensato a mia madre, mio padre, mio fratello. Avrei cercato la pace nel silenzio. Non avevo paura di nulla. Avevo solo me stesso, e questo era tutto, ed era tanto. Non mi sarei perso di nuovo, non avrei permesso a nessuno, mai più, di dirmi come avrei dovuto essere, cosa avrei dovuto fare, per rientrare nella categoria dei comuni "normali". Chi stabilisce cosa lo sia? Chi può esser tanto presuntuoso da giudicare chi lo sia? Se mi avessero parlato di convenzionalità, non mi sarei sentito ferito. Avrei annuito... avrei riso, e confermato che no, non sono un uo... (continua)


Lylas Lena 12/04/2017 - 23:53
commenti 0 - Numero letture:382

Argomento: INCIPIT

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