RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Dedicato da te a me

Marco si chiude la porta alle spalle, come a chiudere fuori tutto il mondo, accende la lampada alla scrivania, dalla tasta estrae un foglio di carta ed inizia a leggere.
" l'errore che si commette sempre, è quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo, ma il destino ha molta più fantasia e proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento tutto cambia, tutto si stravolge, da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita,
e tutto diventa emozione.
le tue dita che sfiorano i miei capelli, il tuo respiro sulle mie labbra, i tuoi occhi nei miei, le tue parole sussurrate in un abbraccio, le mie dita che ti provocano un brivido, vederti ridere e ridere con te, guardarsi e dirsi tutto senza dire niente,lasciarci amare così, naturalmente.
io non posso darti soluzioni a tutti i problemi della vita,... (continua)

FABIO QUERO 16/10/2017 - 08:51
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Il mare verde

Un ricordo in particolare è ancora vivo nella mia mente.
Ero seduto su un prato, era l’imbrunire e vedevo la luna piena pian piano apparire nel cielo sempre più scuro. Il sole stava calando e con lui ogni rumore pareva affievolirsi.
Tirava un vento leggero che dondolava appena le foglie degli alberi e ondulava tutto il prato che davanti a me si estendeva a perdita d’occhio. Era un immenso e scuro mare verde. Deve essere così il regno di pace e silenzio. Un benessere tutto interno che trova espressione nella danza del vento. I miei pensieri furono interrotti da un gruppo lontano di tre cani che correvano, abbaiavano e scodinzolavano guardando il cielo, in un movimento così unitario e armonioso che parevano anch’essi danzare. Come era bello. Molto tempo fa anche io guardavo il cielo. Aspettavo impaziente tutta la giornata per poter tornare a casa e parlare con lui. Il cielo notturno era mio amico. Con tutte quelle luci, la luna, le stelle, i satelliti e i pianeti. Un regno lontano pi... (continua)

Federico Torelli 15/10/2017 - 17:29
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Quel vino rosso rosso slavato

Dal profumo che si era sparso per la casa, si capiva che il dolce era riuscito; mele, fichi secchi e la nostrana uva nera erano finiti nell’impasto e avevano reso il dolce una bontà. Almeno questo era stato il gradimento dei commensali, riuniti per il pranzo durante la giornata in cui si vendemmiava. Il padrone di casa aveva aperto una bottiglia del suo vino; di colore rosso slavato, dal sapore gradevole e frizzante, anche se non poteva certamente vantarsi di chissà quale etichetta, faceva bella copia con il dolce di Teresa. Al pomeriggio si tornò al vigneto, la nebbia del mattino se ne era andata e al suo posto un bel sole dava calore e buonumore. Tra i filari una lunga fila di colorati secchi in plastica si riempiva presto di grappoli, qualche cesta superstite di lontane vendemmie faceva ancora bene il suo compito e chiacchiere questo o su quello riempivano l’aria, dove nugoli di fastidiosi moscerini la facevano da padroni. Qualcuno ogni tanto svuotava i secchi nel carro che avanzava... (continua)

Ivana Piazza 14/10/2017 - 16:34
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Il silenzio della neve

Quel giorno era giunta la notizia del trasferimento a Isernia, nel lontano Molise, e Giovanni, allora impiegato presso la Banca d'Italia di Livorno, non l'aveva affatto presa bene.
Lui e la sua famiglia vivevano lì ormai da tre anni. La città era molto carina, e poi c'era il mare, e moglie e figlia, ogni estate, facevano la spola in autobus tra Livorno e la vicina Ardenza, oppure Tirrenia, trovando la cosa assai divertente.
La moglie Carla, al contrario di Giovanni, fu subito entusiasta della notizia.
Non temeva i cambiamenti, era un tipino molto dinamico e amante delle novità, a differenza del marito, dedito al lavoro anima e corpo e, per il resto, molto "amico" della sua poltrona e delle sue pantofole.
Non c'era comunque la possibilità di rifiutare: Giovanni aveva scelto di fare carriera, e quindi anche di accettare trasferimenti poco graditi.

La piccola Giulia, che allora aveva appena sette anni, si trovò presto nel vortice dell'ennesimo trasloco. Per lei l'unico gr... (continua)


Mimmi Due 13/10/2017 - 12:45
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La montagna

Sento il vento che mi sfiora la pelle nuda. Un vento fresco e pulito, incontaminato. D’altronde siamo molto in alto. La natura è preservata. Gli alberi si agitano impetuosi. Io sono sdraiato. Vedo la cima innalzarsi verso il cielo. Sono maestosi. Fiuu, fiuu. Il sibilo viene amplificato. La luce non filtra. Chiudo gli occhi. Sento gli uccelli cinguettare, ma non li vedo. Forse sono nascosti. Il sottobosco è gagliardo. L’erba rorida tutt’intorno emana un sentore di freschezza. Fa freddo. Ma è confortevole. A me piace il freddo. Ma non saprei spiegarlo. Mi piace e basta. Mi sento a casa. Mi sento me stesso. Sono sdraiato sull’erba. Ascolto. C’è silenzio. C’è solo la natura. L’aria intorno è tranquilla. Tutto è al proprio posto. Sento l’aria impregnarsi di un profumo delicato. Carezzevole. Un sentore dalle note dolci. Credo sia lavanda. No, non può essere lavanda. Non so cosa sia ma mi piace. C’è molta calma. Ascolto il mio corpo, il mio respiro. Il battito cardiaco,tum tum tum. Regolare.... (continua)

Cristian Iapaolo 13/10/2017 - 10:33
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