RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Blood

buttami giù... buttami giù perché la terra mi accoglie come un dolce bambino.. un dolce bambino che piange lacrime rosse che sanno solo scorrere.. che sanno solo ricordare quanto un uomo sia fragile... fammi cadere... la terra penserà ad accettare quello che ho da dargli a differenza di tutti gli altri.. nessuno sa accontentarsi.. nessuno sa dire questo è abbastanza.. la terra non chiede.. la terra sa solo dare quello che chiedi.. lei non si tirerà mai indietro.. anche se la tratterai male.. anche se darai il tuo lurido corpo a lei.. lei lo abbraccerà.. lo terrà stretto a se... come una mamma che coccola il suo bambino... nessuno sa tenerti stretto come lei... anche se stai perdendo le tue lacrime scarlatte lei.. le asciugherà.. ti leccherà le ferite.. e infine le guarirà in silenzio... la terra non vuole ringraziamenti.. non vuole nulla in cambio.. lei ci sarà ci sarà sempre... anche quando tutto ti crolla addosso... lei è li... li pronta ad abbracciarti.. e farti sentire il suo cal... (continua)

Giuseppe Frontino 12/06/2015 - 12:44
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INTRECCI

Strani pensieri.
Piove e ti penso, non posso fare a meno di pensarti.
Anche ora, che dovrei essere totalmente immersa nel finale del racconto horror sui licantropi,
passeggi avanti ed indietro nella mia mente, tra una zanna ed una luna piena.
Ti vorrei qui, seduto accanto a me, che mi aiuti a scrivere e mi distrai con i tuoi baci leggeri, con le tue parole mai banali che raccontano i nostri sentimenti forti ed i tuoi desideri.
Così dai tasti del mio pc scappa fuori un lupo mannaro gentile di nome Agamennone, che invece di prendere a morsi la bella di turno, le canta Tu sì 'na cosa grande pe' me, facendole perdere la testa , come tu la fai perdere a me.
E mentre mi fai alzare dalla sedia per potermi stringere tra le braccia ed io mi muovo adagio contro di te, la mia protagonista prosegue da sola la sua storia col licantropo Aga, recitandogli la solita scontata poesia di Prevert.
Poi mi tolgo i jeans ed il golfino e mentre tu mi accarezzi piano, il lupo, rinfoderate le zanne, ba... (continua)

marisa cappelletti 11/06/2015 - 18:42
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C'era la volta in cui...

C'era la volta in cui, qui, Pecchio aveva amiche ed amici, era loro amico, erano sue amiche e suoi amici.
Lo sono, adesso, altrove, in altri modi: le deve cercare, li deve cercare, trovare (se e quando riesce): al cellulare, chattando, inviando mails, sui social networks.
Lo cancellano, erigono un cancello invalicabile, con punte acuminate, un muro, in confronto al quale quello di Berlino era un dilettante allo sbaraglio.
Il muro di Berlino non si poteva oltrepassare: i muri di oggi non si vogliono oltrepassare.
La nostra volontà di oltrepassarli ci sembra un'onta di cui non vogliamo macchiarci la coscienza: stringiamo la coscienza tra le cosce finché non la soffochiamo.
La nostra volontà di oltrepassare i muri di oggi prende il volo e si allontana da noi: dovrebbe apparire noioso, dare noia alla nostra coscienza, ma, ormai, soffocata, invece, no.
C'era la volta...Ci sarà la svolta?...Spero di sì!!!... (continua)

Luca Lapi 11/06/2015 - 14:58
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Rosso di sera

Sarà che per anni è stata – nei venti giorni del suo svolgersi – la caratteristica dei mesi estivi degli anni settanta, ma la festa provinciale dell'Unità di Livorno è stata sempre legata, nel mese di Luglio, alle estati che vanno dall'inizio dell'adolescenza fino alla sua fine.
Mio padre vendeva i libri della casa editrice del PCI e quindi tutte le sere, dopo cena, andavamo alla festa.
Fino a mezzanotte tutte le sere tra i banchi, un tempo numerosi, dentro e fuori della Rotonda di Ardenza, con puntate di ”azzardo” ai giochi che si facevano per vincere qualcosa di inutile.

Il gioco del porcellino era il più divertente. Un porcellino d'india veniva messo sotto una scatola. Intorno le tane, numerate, legate ai numeri che venivano dati ai partecipanti; veniva quindi alzata la scatola a forma di piramide e l'animale andava a rifugiarsi in una di quelle.
Lo spettacolo “vero”, non era il povero porcellino, ma era l’accanimento delle persone per dirigere lo spaesato animale verso il buc... (continua)


Glauco Ballantini 11/06/2015 - 09:50
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Correre insieme al tempo

Noi esseri mortali al tempo che nasciamo puri e innocenti nel mondo tutti siamo, oh l'ingenuo candor dei primi anni!
Allora giocando correvano più del tempo, fingevamo d'esser grandi imitando il dottore, la maestra e mille personaggi da far girar la testa.
Quanta semplicità!
Intanto passan gli anni ed ora corriamo insieme al tempo, con lui giochiamo l'altalena dei tanti sogni vani e tanti affanni, dolce nostalgia dei verdi anni!
Non ritroviamo più quella serenità e vanno ancora gli anni, ed ora corre il tempo, in noi c'è un altro cambiamento ornate abbiam le chiome con fili bianchi e argento, nel cuore c'è rimasto un unico rimpianto; vorremmo ancor giocare correndo insieme al tempo.... (continua)

giuliana marinetti 09/06/2015 - 23:20
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