RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

1879

Nei momenti più confusi le grigie voci della mente richiamano ululati dal profondo essere. Confuso mi dissolvo nel vino versato nel bicchiere, tra un tic toc del pendolo e l’assordante silenzio della notte, i fragori si confondono con la realtà circostante. Attimi di delirio trascrivo nel foglio bianco… ora non più bianco. Una goccia d’inchiostro ha macchiato questo istante, questa attesa così bianca, così vergine da ogni azione da rendere tutto così insignificante, da rendere tutto così strano. Mi affaccio sul balcone com’è d’abitudine ormai da anni per osservar e meditar nella riflessione. “La luna è rossa” in questo 1879. Tutto tace, tutto si è fermato. La gente in paese dice: “Non c’è da fidarsi a vederla così rossa, sicuro, è il demonio che la indossa, bada a non contemplarla nobile paroliere nella sua veste attuale nulla di romantico la potrà catturare, volta le spalle e inventa una maledizione, oppure taci o come noi rifugiati nella disperazione” Ed’io penso: “Ah pazze credenze... (continua)

Sined Gabbana 02/12/2014 - 21:24
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Melano (il gatto parlante)

Un giorno Beppe si svegliò, convinto che il proprio gatto sapesse parlare.
Melano stava sonnecchiando nel corridoio, sulla sua coperta preferita, e quando vide passare il suo padrone, che stava canticchiando allegramente dirigendosi verso la sala da bagno, socchiuse appena un occhio, seguendolo con lo sguardo finché la porta del bagno non si chiuse alle sue spalle. Poi si addormentò.
- Melano! - Beppe lo stava chiamando dalla cucina, a voce alta.
Lui si svegliò, si stirò come era sua abitudine: prima le zampe davanti, poi quelle di dietro, puntando le zampe per terra ed inarcandosi bene bene. Fatto questo, si riavvolse a ciambella e si riaddormentò.
- Melanoooo! - lui lo stava chiamando di nuovo, e adesso urlava a squarciagola.
Questa volta si svegliò quasi completamente, e dopo aver ripetuto il sacro rito del gatto che si stira, si avviò con calma verso la cucina, per farlo contento.
- Ti ricordi dove ho messo la scatola dei croccantini?
Melano si guardò attorno, ma nella sta... (continua)

livio benvenuti 01/12/2014 - 18:11
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Le cose che ho imparato....

Ho imparato che amare e' libertà, che non importa quante volte fai una cosa, l'importante e' farla col cuore, una volta sola;
ho imparato che amare e' follia, ma una follia condivisa;
ho imparato che non si vive di insicurezze, e che bisogna sempre aprire il cuore;
ho imparato che si cresce in poco tempo e che il tempo non e' mai abbastanza;
ho imparato che per quante cose ti vengano dette, le orecchie del cuore sono soltanto due, la tua e la sua;
ho imparato che per quanto creda di conoscere una persona, questa ti sorprenderà sempre;
ho imparato che l'amore non e' un treno che passa una volta sola, ma un trenino, di quelli che ami prendere da piccolo, che fa sempre lo stesso giro ed ogni volta riesci a vedere cose diverse...

Gaetano Pecoraro... (continua)


Gaetano Pecoraro 01/12/2014 - 17:59
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Caroline Lynn

«Tenga pure il resto» disse Sophia al taxista, mentre scendeva dalla vettura.
«Grazie e buona giornata!» le rispose l’uomo, prima di immergersi nuovamente nel traffico newyorkese con la sua auto gialla.
Stava iniziando a piovere e un vento freddo proveniente dall’Atlantico fece ripiombare la città in inverno, nonostante fossero già i primi di aprile.
La ragazza salì di corsa le scale consumate che portavano al portone del vecchio palazzo in stile vittoriano, che con quel brutto tempo sembrava ancora più spaventoso, con i suoi mattoni rossi che s’intravedevano dall’intonaco grigio.
Pensava di essere in ritardo ma, appena arrivò nella sala d’aspetto, si accorse che la porta dello studio del dottor Green era ancora chiusa e, da dentro la stanza, sentiva provenire la sua voce e quella di un paziente.
«Buongiorno signorina McKenney! Il dottore ora è occupato, ma sarà subito da lei. Se intanto si vuole accomodare…».
Si voltò e si ritrovò a faccia a faccia con la segretaria, Margareth. ... (continua)

Chiara B. 01/12/2014 - 10:50
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Ballando con le teste di Modigliani

Fatto strano, mia nonna Marieera morta da tempo, eppure era davanti a me,continuava a sorridere a crepapelle, cosa che non le avevo mai visto fare durante gli anni che avevamo
trascorso insieme nella casetta che ha visto fiorire la mia gioventù.
Era sicuramente un sogno, anche se il raggio di sole stava sbiadendo e l’inconfondibile ticchettio della pioggia sui vetri materializzava nuovamente Forks ed il suo grigiore.
Però non era un sogno la carezza sulla mia guancia della mano rugosa e forte di Marie.
La paura aveva preso il sopravvento sulle altre emozioni, desideravo con tutta me stessa domandare, esprimere, urlare, ma non riuscivo ad articolare la mandibola ne tantomeno a muovere un muscolo.
Muta, immobile, occhi dilatati, bocca spalancata, nonna Marie che mi guardava e rideva, la pioggia aumentava d’intensità, una morsa sconosciuta mi afferrava e mi scuoteva.
“Carole svegliati! Dai Carole riprenditi!”
La voce sembrava proveniva dalla stanza attigua e mentre cercavo di abbi... (continua)

paolo signorini 30/11/2014 - 23:10
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