RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Peccato

È un peccato, davvero un gran peccato...

perché un po’ per come siamo, un po’ per come eravamo e un po’ per come eravamo noi, avremmo potuto far storcere il naso persino agli Dei

perché per ciò che ci ha colpito quando “eravamo”, per ciò che abbiamo vissuto e “passato”, potevamo permetterci il lusso di sentirci immortali, grazie a una bella dose di forza e capacità di incassare i colpi...

perché per quanto ci tenevamo, ogni volta che singolarmente non si stava bene, eravamo sempre pronti a vestirci da clown o da dottori di felicità...

perché bene o male, certo non sempre, riuscivamo a prendere a calci il corretto e noioso via vai delle cose, scacciando via la monotonia...

perché forse era arrivato il momento per iniziare a mettere l’unghia dell’alluce nella mattonella del futuro...

perché potevamo superare tranquillamente anche questa, ma non ce l’abbiamo fatta, siamo crollati davanti a qualcosa che poteva anche non succedere e ci siamo riscoperti mortali...

perché... (continua)


Pietro Ramadhi 16/11/2017 - 10:21
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Fa male

Poco più di tre anni fa, dopo un malore che avevi avuto nel giorno della festa della donna, iniziammo a girare a trottola da vari specialisti, l'uno ci rimbalzava all'altro, fin quando non entrammo nello studio di quella che poi sarebbe diventata la tua Dottoressa.
Lei disse Alzheimer e così fu.
Nei controlli che facevamo, la tua malattia, nonostante la cura , progrediva e la dottoressa mi spiegava che saresti regredita ad uno stato più o meno infantile, avresti perso sempre più informazioni e le azioni più semplici per te sarebbero diventate sconosciute.
Non avevi un segno sul viso, un colorito particolare che rendesse evidente il tuo male, così per alcuni era difficile comprendere che tu eri malata. E' strano, quando mangiavi ci guardavi e con un sorriso ci mostravi il cucchiaio dicendo “ insegnatemi che cosa devo fare perchè io non lo so più”, sì è molto strano tu, malata, suggerivi a noi sani, come dovevamo comportarci. Alcuni pensavano tu fossi matta, a volte aggressiva, ma ... (continua)

Grazia Giuliani 15/11/2017 - 19:26
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Lo Scrittore D'Oro.

C'era una volta... in una città di un grande continente, uno scrittore che valeva tanto oro, quanto ne poteva contenere il suo pianeta.
Il pianeta era abitato da bravi lavoratori, ma le cose per il commercio locale non andavano tanto bene.
Così lo scrittore durante i giorni alternava tanto lavoro comune, quanto si appassionava a scrivere componimenti d'ogni genere che poi pubblicava.
Fortunatamente guadagnava a sufficienza per le necessità della sua famiglia, anche se egli era, ogni giorno, sempre più impegnato.
Dopo alcuni anni e tanta fatica, pubblicò svariati racconti.
Il tempo passava e le sorti economiche di quel piccolo mondo, non miglioravano molto, per tale ragione, lo scrittore per diligenza propria, s'impegnava infaticabilmente nel suo lavoro. Un giorno le sue letture furono notate dal più importante critico letterario di quel pianeta.
Questi era stato molto appassionato dai racconti d'altri scrittori importanti, lodando le loro sublimi opere.
E quando studiò le storie... (continua)

Paolo Ciraolo 15/11/2017 - 15:59
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PALESTRE di VITA (prima parte)

A Riccardo W.P. -
Odiava la mensa. Pete un tempo pensava che la mensa avrebbe fatto per lui – e si sbagliò di grosso! Una sua cliente anziana gli disse che una volta era tutto diverso, c'erano meno ragazzi da servire – che poi si fermavano pure a parlare, e ad ogni festività gli inservienti venivano ricompensati dagli stessi ragazzini coi doni relativi alle ricorrenze. Altri tempi – “Ma va che bel figurino che ti ritrovi lavorando in cucina!”. Sì, sul filo dell'anoressia – peggio di un tumore! Ribatté, borbottando sottovoce mentre ritornava dentro, il povero Pietro. Non doveva fare la scuola alberghiera “Pete”, come lo chiamavano i suoi vecchi amici – che Amici non erano più! Viveva nel suo mondo incantato, sì quello invisibile, di cui le Anime più candide difficilmente si separano col passaggio dell'età... adultera! “Traditori infami, la pagherete tutti!” Vendicò Pete, riferendosi a tutti quelli che un tempo gli erano vicini, ed ora scomparsi come fantasmi – pessimi illusionisti!
Un... (continua)

Andrea Buggin 14/11/2017 - 22:51
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Le pentole quando bollono si devono scoperchiare

Brano ironico in italiano e in dialetto siciliano

C’era una volta un tizio,
diciamo… un tipo assai normale,
che poteva assomigliare a me, a te,
proprio… tale e quale!

Mise a bollire una pentola ad un certo momento,
sopra la cucina a gas, a fuoco lento lento…

La volle coprire per tutta sicurezza,
poi s’allontanò pensando di fare una sua solita prodezza.

Uscì fuori casa sua e si mise a sproloquiare,
e tutti quelli che vedeva, comincia a criticare.

Non solo espletava questo mestiere
per suo conto, incessantemente,
ma calpestava altrui i sentimenti
senza badare che lo faceva apertamente.

Quei poveri maltrattati che lo conoscevano abbastanza,
sopportavano, facevano sempre e solo tanta pazienza

Per l’amore della pace della tranquillità,
tolleravano quell’essere infido a sazietà

Eppure quello continuava imperterrito e più non so!
Non pensando che la prudenza
prima o poi si ferma dove può

E come quella pentola che continuava
su quel fuoco a sbollenta... (continua)


Vincenzo Scuderi 14/11/2017 - 22:02
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