RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Jasmine

Era la domenica delle palme di quest'anno quando accadde ciò che sto per narrarvi, nella speranza che in queste mie parole io vi possa trasmettere le emozioni che erano in me in quel momento. Mi trovavo un po' scosso, dato che in quel periodo leggevo Dostoevskij e che, nonostante la mia giovane età, la mia perizia letteraria e la mia leggera avversità nel formarmi una famiglia, aveva seminato in me un certo fascino nei confronti dei bambini tanto da farmi cambiare il modo di guardarli. Quel giorno andavo con questi pensieri a fare volantinaggio fuori al cimitero. Era un lavoro come altri -tipo fare il cameriere- che dava e da, a noi studenti, qualcosa per poterci permettere dei libri decenti e magari anche un pagamento di qualche tassa. Era quella bella primavera che ti dà quella sensazione nello stomaco di voler vivere per sempre quelle giornate, con un clima gradevole, profumi di fiori e persone felici che davano una cornice ossimorica al mio stato d'animo: ero incazzato nero. Ciò ch... (continua)

Salvatore Mauro 21/11/2015 - 17:36
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Catina: Ovvero l'amore che sa attendere

“Catina, oh Catina”, sospirava Giovanni, la sua risata squillante, argentina gli apriva l’animo. In casa sua, no, simili manifestazioni di allegrezza non c’erano; sua madre Serafina, buona donna, paciosa e serafica come il nome che portava, aveva troppo daffare, specialmente da quando la piccola Antonia era caduta giù dal poggiolo. Era successo in un pomeriggio di fine febbraio, il ballatoio era rimasto ghiacciato, il pallido sole uscito, non ce l’aveva fatta a sciogliere il sottile strato di ghiaccio che da giorni stazionava sopra le assi, a dire il vero, un po’ sconnesse. E che dire dei pioli della ringhiera, c’era un buco, lei lo aveva detto ad Antonio, suo marito, lui aveva alzato un po’ le spalle, sì lo avrebbe aggiustato ma non ora. Se ne sarebbe rammaricato, Serafina non lo perdonò; la piccina (aveva compiuto due anni a dicembre) riportò un grosso trauma e il suo sviluppo intellettivo fu compromesso per sempre. E il cuore di mamma Serafina si sarebbe ammalato. Era dura la vita l... (continua)

Ivana Piazza 21/11/2015 - 14:13
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IL PAESE DOVE NON SI VEDE IL MARE

La ragazza si passò una mano tra i capelli, arruffati dal vento. Era tornata lì per una scommessa con sé stessa, e alla fine non si era sbagliata, quel luogo, la città dove era nata, non era cambiato per nulla. Tutto sembrava uguale, non erano cambiate le abitudini, non era cambiata la gente che camminava in fretta guardando dritta davanti a sé, non era cambiato lo stato delle strade, anche se erano cambiati i nomi delle vie, anche i palazzi le sembravano uguali a come erano nei suoi ricordi. Tutto era esattamente come lo ricordava, la polvere, i ragazzi in motorino o quelli seduti sulla scale del municipio, l'aria che si respirava, tutto era rimasto immutato, eppure quella città non somigliava affatto alla prigione dei suoi ricordi. C'era qualcosa, qualcosa che ora gliela faceva apprezzare e per ironia della sorte, o per uno strano scherzo del destino era lo stesso motivo per cui se ne era allontanata, tanti anni prima. Si passò ancora una mano tra i capelli. Quando il vento decideva... (continua)

Marirosa Tomaselli 20/11/2015 - 11:51
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Lettera al mio amore ubriaco.

Caro amore ubriaco,
ricordo ancora quando ci tenevamo per mano raccontandoci storie di fantasia. Quando mi recitavi a memoria le battute dei film e delle opere teatrali. Ti arrestavi lì, in piedi su quella panchina, ad alta voce ripetevi il mio lungo nome. La gente ti guardava e applaudiva, due vecchietti piansero nell'udirti. Ed io ti ammiravo, come una bambina quando vede per la prima volta la neve. Giocavo con te, ridevo e sentivo di stare bene.
Non eravamo parte di questo mondo, non lo siamo mai stati. Io con le mie ossessioni e tu con le tue paure. Ossessioni di cui neanche sapevo l'esistenza e quanto tempo sprecato nel combattere le tue ansie e a sopportare i tuoi malumori. Sapevo che sarebbe stato impossibile, lo sapevo benissimo.
È un po' come quando corri, sai di non avere più fiato ma tu continui, continui perché ci credi. Fai l'impossibile anche se sai che non esiste.
Mi prendevi di nuovo per mano e mi trascinavi lungo il mare, quell'odore di salsedine ci piaceva tan... (continua)

FraAaron 759 19/11/2015 - 21:53
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IL RUMORE DELLE ONDE - SECONDA PARTE

Ada era tutta presa dai suoi pensieri, lo sconosciuto aveva aperto la 24 ore che aveva con sé e ne aveva estratto dei documenti che ora rivedeva con grande interesse. Il volto serio era atteggiato in una maschera fredda e concentrata, che toglieva un po' di affabilità ai suoi lineamenti, ma non ne scomponeva la bellezza. Rabbrividì a quel suo stesso pensiero. Era sicura che dopo Andrea non sarebbe più riuscita a guardare un uomo, ed invece si era sbagliata, ci riusciva ancora. E la paura cominciò a farsi strada in lei, sino ad attanagliarle il cuore. Possibile che non avesse imparato nulla? Cercò di dare un corso razionale ai suoi pensieri, ma non era sicura di poterci riuscire.
Ogni tanto lanciava qualche fuggevole occhiata allo sconosciuto ed un paio di volte lo sorprese ad osservarla. Si sentiva strana, ma non avrebbe saputo spiegare perché, forse era il ritrovarsi dopo tanto tempo sola, con un uomo che non conosceva, in uno spazio così ristretto o forse più semplicemente il fatt... (continua)

Marirosa Tomaselli 19/11/2015 - 11:40
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