RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

I giorni disordinati

Non so gli altri, ma io, ogni tanto, ho dei giorni disordinati.
Di quelli, dove hai tanto da fare e non sai da che parte cominciare. Giorni, dove non ne va bene una e hai voglia di urlare, mollare tutto, e metterti lì seduta, a pensare. Giorni, dove interloquisci con te stessa, perché non hai da mettere in ordine solo fuori, ma soprattutto dentro la testa, e tutto il resto lavare i piatti, rifare i letti, spolverare, caricare la Lavatrice, possono anche andare al diavolo.
Uno sciopero corporale, dove faresti a meno anche di mangiare: se lo stomaco prepotente sindacalista non si rifiutasse di collaborare.
Allora eccoti lì, che per forza maggiore, ti alzi da quella sedia con l’intento di scrollarti di dosso un po’ di torpore e svogliatamente riprendi ad armeggiare, un po’ qui, un po’ là.
In cucina … un sugo veloce: giusto una pastasciutta, perché la ciurma non si accorga del tuo stato d’animo. “ Non hai certo voglia di rispondere alle loro insistenti domande.” Non puoi! Perché anche... (continua)

Claretta Frau 08/09/2013 - 17:43
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Oltre il giardino

Rompo le zolle con le mani, a volte con il legno appuntito, rompo le zolle al ritmo della pelle del cinghiale che mio fratello piccolo sta suonando con accanimento. Suona, Ken, suona, nella mia testa le tue piccole mani dure sulla pelle tesa rimbombano, rimbombano nelle mie braccia che rompono le zolle perché questa terra sia pronta.
Sarà pronta presto, suona più veloce Ken. Il seme è da parte e le piogge sono vicine, io so cosa faccio.
Nessuno ci credeva, all’inizio. Poi le donne hanno impastato la farina fine che io avevo schiacciato tra le pietre dai chicchi gonfi, e poi hanno rimpastato e cotto, e tutti mangiavano e mi davano grandi pacche sulle spalle.
Suona Ken, suona sempre più veloce e le mie mani, le mie braccia, non sentiranno la fatica, la terra è già quasi pronta. Una brezza mi rinfresca il collo, il torace sudato. Quando si alza questo vento leggero, le mie mani incapaci di fermarsi si muovono ancora più veloci, ma la mente si allontana, si separa da me.
Ritorna nel gi... (continua)

Irene Fiume 06/09/2013 - 18:40
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La zia Mariettina del tempo che fu

In punta di piedi entrai nella stanza a riprendere il cappellino nuovo di paglia di Panama che avevo appena comprato alla fiera di Copacabana per indossarlo alla cerimonia di fidanzamento della mia cara amica per la pelle.

Una figura esile, dai lineamenti gentili, era ferma davanti allo specchio dell’armadio (quelli grossi degli anni trenta) di zietta Mariettina a controllare che non vi fossero altre imperfezioni della pelle sul volto emaciato e pallido da fantasma del Louvre, Belfagor.

Era sempre molto attenta a curare il suo corpo per preservarlo dalla inclemenza…. del tempo; non badava a spese, Agnese, quando andava all’estero, nei negozi di “body care” o “boots” dove nessuno dei conoscenti poteva vederla, nessuno doveva sapere…Quante creme per il viso, lozioni, intrugli idratanti per le cosce, ritrovati per rassodare il seno, belletti per apparire quella che non era, ma avrebbe voluto essere.

Oh, eterna giovinezza! Che cosa non avrebbe dato pur di tornare indietro di ... (continua)


Marianna Bonno 06/09/2013 - 14:27
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MARIO e GIGGINO

...I nostri giorni più belli erano quelli passati nel Bar della stazione, che spesso io e Mario frequentavamo. Guardavamo i treni passare. Quelli i pomeriggi più belli che vestivano i nostri volti di gaiezza e ironia. A quell'ora un treno rallentava la corsa, che finiva sul primo binario. All'improvviso sbucavano dal finestrino tante facce incuriosite. Non so perchè, ma ci guardavano e sorridevano. Mario non faceva altro che raccontare barzellette ad alta voce, rallegrando anche quei pochi astanti che si accingevano a salire sul treno. Alcuni passeggeri scendevano da quel treno che per 5 minuti restava lì ad aspettare i soliti pendolari, altri invece scendevano per dissetarsi ad una fontalella tutta in ferro battuto in stile art-noveau, messa lì da tempo immemore da qualche fabbro della zona. In un giorno di forte noia escogitammo per scommessa che avremmo fatto di tutto per rallegrare quei volti spenti dalla stanchezza. Era quasi carnevale, nessuno poteva sottrarsi alla follia.... fan... (continua)

Lucia Marolla 05/09/2013 - 14:02
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ANATOMIA DI UN INCONTRO

Ore 17, 36.
Via Roma è un ammasso di corpi in movimento. La gente passeggia, osserva le vetrine, si lascia travolgere dall’onda colorata dei mille desideri che assorbono la luminosità dei riflettori. È primavera inoltrata, il sole macchia di luce bianca l’aria e il cielo che resta immobile nel suo azzurro imperfetto.
Non ho fretta. Mi godo l’euforia di un colloquio che mi ha lasciato dentro la convinzione di avercela fatta. Finalmente. Forse ho azzeccato la tinta del rossetto o la piega dei capelli. Magari il tipo biondo che sembrava il responsabile del progetto ha notato il mio sedere. Ho fatto bene a mettermi i jeans attillati. Adesso chiamo Mariella e le racconto… ma, quello, quello là in fondo mi sembra Sandro, sì, è lui. Dio mio, il cuore… perché mi batte così forte? È passato un anno, non ci pensavo più, no, cosa dico, non è passato giorno che… cosa faccio, guardo una vetrina e faccio finta di non vederlo? Non riesco neppure a respirare. Dai, forza, un bel sorriso, un abbraccio... (continua)

sergio boldini 04/09/2013 - 20:35
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