RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Il principe del piano in mezzo

Un uomo giovane, dal viso fresco e genuino, i capelli neri perfettamente pettinati, stava appoggiato al balcone del suo castello, troppo in alto per vedere le persone che passavano sotto di lui, troppo in basso per scorgere la bandiera rosso fuoco piazzata in cima alla montagna più alta, e il panorama splendido. Era a mezza altezza, e questo lo turbava pesantemente. "E perché mai?" Penserete voi. Perché nel piano di sotto, probabilmente, avrebbe potuto osservare le fanciulle che passavano, splendide nei loro vestiti di raso, e una di queste sarebbe potuta diventare sua moglie. Eppure, il panorama che si scorgeva dall'alto, era talmente meraviglioso e affascinante che sarebbe rimasto per ore ad osservare il sole calare lentamente... Ed il cielo diventare prima rosa, poi rosso, per poi essere inghiottito dal blu notte; l'aria diventava talmente densa e fresca, che si faceva fatica a respirare. Insomma, se ne restava affacciato al balcone in mezzo tutto il giorno, tutte le ore,c... (continua)

Valentina Diretto 19/09/2016 - 18:35
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L'autostima

Mario amico del marito di Gloria, una specie di psicologo; un trainer, esperto nel curare l’immagine pubblica dei VIP, entrò nella vita di Agnese, dalla porta principale, quel sabato di agosto di due anni fa. Quando lo vide a cena la prima volta la turbò: abbronzato, naso perfetto, capelli neri e una bella bocca. Per tutta la sera non la guardò mai; non le rivolse la parola durante la cena, conversando con tutti, meno che con lei, come se non esistesse. Agnese non si offese, forse perché aveva l'autostima sotto i piedi in quel periodo. Sposare quell'uomo anziano per interesse, le era sembrata la soluzione a tutti i suoi annosi problemi. Non rischiava più di morire di fame, è vero, ma imparò che soltanto da soli, si può fare qualcosa per se stessi e superare i momenti difficili, mente gli altri hanno sempre uno scopo, sempre. Certo non parlava d'amore, e come potrebbe? Non è mai stata amata veramente e lei stessa, è stata incapace... (continua)

Savino Spina 19/09/2016 - 05:04
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Come un sasso nello stagno

Pensieri deliranti, in una lunga solitaria e noiosa domenica.
Mi domando "perché sono qui, come è successo….quale destino si sta compiendo?"
Mi rispondo con un concetto che dentro di me è abbastanza chiaro ma non riesco mai completamente ad esprimere, e che più o meno recita "nessuna azione, di nessuno di noi, è fine a se stessa. Avrà ripercussioni piccole o grandi nel tempo, e non solo su di noi."
Cioè ogni azione è come un sassolino gettato nello stagno che provoca cerchi concentrici via via più larghi.

Ogni decisione, ogni scelta anche la più personale, e la meno "importante", avranno incalcolabili ripercussioni nel nostro e altrui destino.

Cose importanti e cose banali. Un esempio per chiarire: in questo paesello della bassa, che non amo, che non avrei mai scelto, ci vivo perché mia figlia e l'allora suo fidanzato trovarono qui l'appartamento che costava meno. Scelta loro e basta sembrava. E invece eccomi qui, perché amo mia nipote e lei ha... (continua)


Marilla Tramonto 18/09/2016 - 10:54
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Di cosa sono fatti i sogni?

Di cosa sono fatti i sogni?

Camminavi lungo la mia strada. Era gialla di foglie umide, era stretta come la mia vita. Di tanto in tanto alzavi il capo con lentezza, ti stringevi nelle spalle. Tra le mani custodivi il libro che ti ho regalato, la copertina sbiadita come questo tempo di settembre.
Abbassavi lo sguardo sui tuoi passi incerti, deglutivi parole mai pronunciate e silenzi notturni. Non c'erano più rondini e gazze ladre a distrarti, non c'erano più le mie poesie a rubarti i pensieri. Sui tuoi capelli piovevano gocce lucenti, mentre un cane nero alla catena s'infuriava al tuo passaggio. Indossavi pantaloni di lino e una camicia bianca, ed erano troppo grandi sul tuo corpo stanco. Eri solo come quando ti ho incontrato la prima volta, perso tra le note di uno strumento divino, vinto dall'indolenza di una tristezza nuova. Se solo ti fossi voltato, mi avresti trovata. Sarei stata accanto a te fino alla fine della strada, avremmo raccolto i pochi fiori di campo rimasti, avremmo c... (continua)


MARIA MADDALENA MERISI 17/09/2016 - 15:17
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La ragazza della vetrina (Seconda parte)

Mi chiedevo se quella ragazza già da tempo mi guardasse e come mai non mi fossi mai accorto di lei, mi chiedevo se ci sarebbe stato un prosieguo, e soprattutto se quel suo sguardo significasse qualcosa o meno. Noi maschi ammiratori della femminilità, siamo famosi per cadere facilmente in equivoci.
Non sarebbero comunque mancate le occasioni di ripassare da lì, a parte il baretto uscivo spesso per altre commissioni, tutte collocate vicino al nostro ufficio e sarei dovuto passare per forza davanti a quella vetrina.
La mattina seguente come da copione andai a prendere la colazione, mi venne un piacevole batticuore.
Una volta giunto davanti al negozio, per mia fortuna la ritrovai e come il giorno prima mi guardò, a mio parere più intensamente, oserei dire anche ammiccante.
Quel suo sguardo risultò troppo penetrante, non riuscii a sostenerlo e dovetti, ad un certo punto, abbassare gli occhi e puntarli, poi, da un’altra parte, con un atteggiamento visibilmente insicuro. Stessa e identica... (continua)

Giuseppe Scilipoti 16/09/2016 - 20:37
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