RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

UNA STORIA DI OGGI

Oggi vi voglio raccontare la storia di Pierluigi perché mi sembra emblematica del modo di vivere "moderno" verso il quale si è orientata, da tempo, una buona parte della popolazione maschile.
Pierluigi è un mio collega, mi è simpatico ma non lo posso definire mio amico; siamo troppo diversi come pensiero e modo di vivere. Io sono metodico, riflessivo, altruista e dedito al lavoro mentre lui è qualunquista, impulsivo, egoista e vive il lavoro come una pena inflittagli dal Padreterno. Di tanto in tanto, all'uscita dall'ufficio, ci beviamo una birra insieme nel bar vicino ed in qualche occasione mi racconta di sé.
Ha quarantadue anni, vive con la madre vedova e benestante, frequenta, a suo dire, un sacco di ragazze ma non ha mai pensato di sposarsi; troppi vincoli e responsabilità che, come sul lavoro, non si vuole assumere.
Io, al contrario, mi sono sposato da anni, ho una moglie con cui vado d'accordo ed un figlio che frequenta la scuola media. Viviamo del mio lavoro e di q... (continua)

Gaetano Antonioli 03/01/2016 - 11:41
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la vera leggenda della befana

Da quando i Magi dissero al Re Erode che cercavano il nuovo re d'Israele per adorarlo, la paura
di perdere il trono ossessionò la sua mente.
La bramosia del potere offuscò sua la ragione, ordinò così che fossero uccisi tutti i maschi nati nel regno, negli ultimi due anni.
I soldati, iniziarono ad uccidere i bambini e si adempirono così le scritture profetiche di Isaia,
"le grida di RACHELE, s'udranno in Gerusalemme"
Rachele era una donna, che aveva da poco partorito un figlio maschio, cercò in ogni modo di proteggerlo dalle spade dei militi, ma fu vano, il bambino venne ucciso.
Mentre vagava, impazzita dal dolore, scorse da lontano la Sacra famiglia che stava scappando verso l'Egitto, in quanto un angelo aveva avvisato Giuseppe del pericolo che il Sacro Bambino correva.
Rachele sentì il morso dell'invidia: non era giusto che lei fosse disperata, che le avessero ucciso il figlio, mentre Maria aveva vivo il suo bambino.
Decise di denunciare la loro fuga alle guardie d... (continua)

loretta margherita citarei 03/01/2016 - 08:21
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Un anno dopo al solito posto

All’uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto.
Ma lui non lo sapeva, d'altronde in quel luogo ci era arrivato per caso, seguendo una via che nessuno gli aveva indicato. Era una località sconosciuta, come tante altre che aveva visto, non conosciuto: del resto non aveva tempo di scoprire la città, nè di familiarizzare con gli abitanti.
Stava scappando da una frase: "Non sei assolutamente capace di fare il padre e il marito. Non lo sei mai stato. Il tuo apice è stato mettermi incinta, ma per il resto..." Lei invece era davvero molto brava! Quella frase gliela sputava in faccia mentre al cellulare rispondeva con un messaggino al nuovo amante, che piano piano, stava scalzando il vecchio.
Lui stava evadendo anche dalle tante umiliazioni subite per amore del figlio. Col passare del tempo Giulia, sua moglie, era diventata necessaria come un'unghia incarnita, ma il figlio, Luigi, otto anni,... (continua)

Ivano Migliorucci 02/01/2016 - 16:10
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Per chi?

Ma che sono io?
Chi sono?
Di cosa faccio parte?
È davvero tutto così pessimo?
Sbagliamo modo di vivere. Non faccio che ripetermelo sempre eppure io sono il primo a non cambiare le cose.
Volere è potere ma fino a che punto? Siamo disposti a sacrificare una vita basata su consumismo materialismo?
Voglio staccarmi. Voglio allontanarmi a costo di sembrare malato. Che poi Italo Svevo non faceva altro che dire che chi per "la massa" non è altro che un malato molto probabilmente è più sano di chi lo critica. Che poi son nato sbagliato è un altro discorso, ma non è poi tutto questo problema. Il problema di fondo è che a me non va di vivere e morire come fanno tutti. Io voglio morire soddisfatto, e non grazie alla pensione che ho oppure grazie alla moltitudine di nipoti che mi troverò accanto al mio letto di morte. Non mi trovo a mio agio fra di noi. Io non sono a mio agio con me stesso. So cosa non voglio ma non so cosa voglio.
Potrei anche andare a ballare, a impasticc... (continua)

Antony Mandaglio 02/01/2016 - 16:00
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IL VENTO CAMBIA

sentiva il rumore della risacca in lontananza. Aveva il cuore pesante. Il cielo grigio e plumbeo appariva proprio come i suoi pensieri. La testa la sentiva pesante, il vento gli arruffava i capelli. Si allontanò dalla veranda. Era un uomo solitario ma non avrebbe saputo dire se e quando lo fosse diventato, magari lo era sempre stato. Aprì il frigo e ne estrasse una lattina di birra. Incollò un lungo sorso. Ormai era un'abitudine, uscire fuori, sentire il rumore del mare, guardare il cielo, rientrare e prendere una birra. Non sentiva il sapore di nulla, non aveva neanche voglia di bere. Incollò un secondo sorso di birra, in quel posto la vita era solo un'insieme di abitudini, stupide abitudini. Aveva deciso di allontanarsi dalla vita caotica della città, ma iniziava a credere di aver fatto una stupidaggine: era andato a rinchiudersi in una cittadina di provincia. Cosa aveva sperato di trovare? Pace? Silenzio? La risposta alle sue domande? Non lo sapeva. Incollò un terzo sorso di birra e... (continua)

Marirosa Tomaselli 02/01/2016 - 12:24
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