RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Il vero motivo per il quale il mare va in burrasca

Il mare rifletteva la luna, la luna lo amava

Lei lo rendeva vivo, lui viveva e si  muoveva per lei.


Lei lo irradiava coi suoi dolci raggi, lui ricambiava disegnando vortici di soffice schiuma infrangendosi sugli scogli.


Arrivarono delle nuvole a coprire la luna, che si sforzava di creare più luce per far sapere al suo amato che lei c'era anche se lui non la poteva vedere.


E lui si ingrossava,  scagliandosi sempre più violentemente contro la terra, si infuriava, prendendo sempre più rincorsa, generando onde sempre più alte, voleva raggiungere il cielo.


Ma non era arrabbiato con la sua amata, mai le avrebbe fatto del male, lui voleva semplicemente lavare dal limpido cielo quell'obrobrio nero e cupe che stava impedendo loro di amarsi.


Luna non capiva, a volte si impauriva per tale furia, ma era devota e davvero innamorata del suo mare, così al passare delle nuvole, lei si tranquillizzava,  e il mare tornava mansueto.


Da sempre nuvole oscurano il cielo, sem... (continua)


Daniel Bertuolo 28/08/2015 - 09:14
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UN SOGNO (3-3)

Una volta a casa dello zio, approfittando del fatto che la zia era fuori per compere, Ignazio affrontò subito l'argomento, dandogli del vigliacco e accusandolo della misera fine della madre, nonché di non aver mai avuto il coraggio di far uscir fuori la verità.
Lo zio Piero, impressionato dalla rabbia del nipote/figlio, lo lasciò parlare e riversargli addosso tutto il rancore, poi lentamente gli disse:
- Ignazio, potrai mai perdonarmi? Quello che ho fatto non si può riparare purtroppo...
I miei errori ti hanno privato della tua vera madre, hai avuto un buco nero riguardante le tue origini, io non so perché ti ho fatto questo, ma so che non volevo fare del male a nessuno. Volevo bene a tua madre, lei era fresca come la rugiada nel bosco al mattino.
Con lei, ho colto il più bel fiore che potessi avere tra le mani in tutta la mia vita!
Le cose non dovevano andare così, io volevo lasciare mia moglie ma non ne ebbi il coraggio, Angela non insistette, disse che avrebbe tenuto il bambino... (continua)

Maria Rosa Schiano 27/08/2015 - 08:55
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Ti voglio dire di più

E' quasi canzonatoria la sorte: ha la stessa stramberia dei sentimenti.
Ambedue, infatti, rinfrancano e allietano, ammazzano e addolorano; improvvisamente o nel tempo possono trasformarsi... trasformarti - per essere esatto.
Contro di loro,sovente, non puoi combattere: sono forze imprevedibili, tracotanti; benevole o nequitose.
Lo ho capito.
Ed è proprio per questo che adesso, mentre un clangore fa baccano nella parte interna del mio cuore, non vorrei tenere al guinzaglio le parole. Desidererei far traboccare dalle labbra quello che non ti ho ancora detto. E dirti quello che non ti ho detto abbastanza.... (continua)

Andrea Paolo Lunardi 27/08/2015 - 01:49
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die gequälte seele

Mi guardava.
Con quegl'occhi affamati di gelosia, mi stava divorando.
Eppure, affogando nell'indifferenza, era un respiro.
Mi corrompeva.
Con quella bocca impastata di crudeltà, mi aveva sporcato, sputandomi addosso tutta la sua verità.
Alla luce della confessione mi torna in mente una giornata speciale, dove per la prima volta mi presentò la sua migliore amica: la morte.
Faceva caldo e nulla poteva impedire a quella palla infuocata di incendiare tutto.
Il troppo calore a volte ci porta a fare cose senza pensare, la mia follia fu quella di cadere tra le sue braccia.
Entrai nella cantina, convinto di poter trovare un po' di refrigerio ed un odore s'insediò nelle narici, non avrei mai scordato quell'essenza.
E poi lo vidi, sembrava molto impegnato.
Dello strano coraggio si era fatto strada nella mia razionalità, insomma potevamo aver avuto la stessa idea di salvezza, con un fil di voce osai chiedere:" Cosa fai?".
Al suono della mia voce parve risvegliarsi, alzò lo sg... (continua)

Olga Carra 26/08/2015 - 16:50
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Le occasioni sprecate

Negli ultimi suoi giorni di vita il noto Professor Alessandro Banditelli, in lunga degenza presso l'Ospedale Oftalmico di Torino per una incurabile malattia, sentì aprirsi la porta bianca della sua stanza ed entrare un infermiere mai visto prima, con tre contenitori in mano.
“Buongiorno professore, come andiamo stamani?”
“Come al solito”, rispose il Banditelli serafico, poi prosegui circospetto: “Cosa avete in mano?”
“Ah queste, sono delle sacche per delle “flebo”, per alleviare un poco il vostro dolore e la vostra sofferenza.”
“E quelle lettere incise sopra?” Domandò di nuovo il professore, incuriosito dal fatto che su ciascuna delle “flebo” fosse riportata una lettera a caratteri macroscopici: “R” “G” “S”.
“Le lettere...??? Nulla.” Rispose vago l'infermiere, “sono lettere indicative e simboliche, in codice, sa....per l'ospedale....Ora però riposatevi, basta domande.”
E così ripose le tre flebo negli alloggiamenti, le collegò tra di loro con un ponticello improvvisato da un tubi... (continua)

Michele Emidi 26/08/2015 - 14:48
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