RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Baudelaire

Si era costruito il personaggio di artista maledetto, di uno che non sta alle regole, di un trasgressivo.
Narrava di una vita controcorrente, tutta fatta di libertà all'opposizione, sempre all'eccesso.
Narrava la vita di strada dei negletti, dei fuori rotta, come un ottocentesco poeta francese sempre in direzione ostinata e contraria.
Esortava all'assenzio nelle notti all'aperto: “Enivrèz Vous!”

All'ora di pranzo, però, si trovava con i piedi sotto il tavolo di un ristorantino accanto a casa sua a mangiarsi una insalatina ed una mozzarella accompagnata da un bicchiere d'acqua "della cannella”, lamentandosi dell'osteoartrosi.

La moglie divorziata, aspettando l'assegno di mantenimento del figlio, ogni mese gridava in suo nome: “Maledetto Baudelaire!”


Centodieci d'artista... (continua)


Glauco Ballantini 24/03/2017 - 12:13
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La casa disabitata

Quella che ormai era ridotta ad un rudere a metà degli anni ’30 era ancora una casa bellissima costruita proprio dove iniziava il bosco e sovrastata da un’alta rupe di arenaria, tappezzata da cespugli di ginestre che a stento riuscivano a nascondere la prua del vascello di suo padre, arenatosi lì quasi un secolo prima. Quella casa non aveva più abitanti al suo interno, non apparteneva più a nessuno perché era di Sabitata.
La donna morì quando aveva 43 anni, anche se alcuni di essi, quando usciva, li lasciava sempre in casa perché non ce la faceva a infilarli tutti nello zaino. Fu proprio quello zaino, un giorno di primavera durante una spensierata passeggiata nel bosco, a causare l’incidente facendole perdere l’equilibrio e precipitare in fondo ad una scarpata.
Il suo corpo ormai senza vita fu estratto da quell’agglomerato di suole, tacchi e tomaie solo alcuni giorni più tardi. Il ciabattino del paese, il primo a trovarla, non riuscì mai spiegarsi come avesse potuto finire laggiù, s... (continua)

Bruno Frullani 23/03/2017 - 18:38
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Sogno Realizzato

Otto anni fa, in una fredda sera d’inverno italiana, quando per una strana coincidenza Giorgio e Barbara s’incontrarono alla periferia di Milano, una città a due velocità, il centro che viaggia tranquillamente per conto suo e una periferia che arranca. Quarto Oggiaro è al primo posto per disagio e difficoltà, si trovavano lì per protestare contro il degrado e lottare affinché si prendessero le contromisure contro la criminalità. Entrambi alla fiaccolata erano fianco a fianco; hanno capito all’istante che per qualche reazione chimica c’era attrazione. Giorgio lavorava come chef presso un importante ristorante di Milano e aveva fatto una gavetta importante in diversi ristoranti stellati; Barbara era una tatuatrice con una laurea in architettura all’Università di Milano. Stanchi di lottare e di non cambiare le cose a Quarto Oggiaro, hanno deciso di cambiare le loro vite con un progetto di vita assolutamente alternativo. Giorgio e Barbara partono alla volta dell’Inghilterra, nel dicembre 2... (continua)

Savino Spina 23/03/2017 - 17:19
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AMICO MIO

AMICO MIO 2° MEDIA
Ti ricordi amico mio i tempi della scuola,
quell’aula fatiscente all’ultimo piano del comune,
io che venivo dalla campagna accavallo alla strada,
nevicasse, piovesse o tirasse vento.
Ti ricordi quando arrivavo a scuola inzuppato,
oppure infreddolito, mi mettevo davanti la stufa,
ti ricordi quella stufa in terra cotta alta 2 metri,
voi scrivevate io li a scardarmi o asciugarmi.
Ti ricordi vi prendevo in giro con risatine, e il gesto dell’ombrello, se si accorgeva la professoressa
mi mandava al posto e dovevo fare il compito.
Ti ricordi amico mio quanti bei giorni si è trascorso
assieme nello stesso banco che scricchiolava,
la professoressa sempre diceva:-Rosati ti sento agitato-
tu amico mio con la testa nel quaderno ridevi.
Il nuovo anno scolastico ci portò nuova scuola,
bella, bianca dentro e fuori, cerano pure i termosifoni,
venivo sempre dalla campagna,
non cera più l’amica stufa a legna che riscaldava.
Quello fu l’ultimo anno... (continua)

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL'AMORE 23/03/2017 - 13:24
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Storie

C'è stato un tempo in cui mi affascinavano porti e stazioni ferroviarie. Luoghi di passaggio che raccontano tante storie, dove gli odori e l'alternarsi delle stagioni assumono connotati sempre nuovi. Al contrario rigettavo aeroporti e centri commerciali: i primi perchè a volte trasmettevano addii troppo marcati, i secondi per il loro aspetto di finte cattedrali del capitalismo e del consumismo.

La stazione di Roma Termini è il luogo per eccellenza dove la vita passa e si dissolve: una città nella città, un imbuto, un detonatore, la tranquilla sala d'attesa dell'umanità in calore. Potresti passare una vita intera in un luogo così e scoprire, alla fine, che la vita non ha senso: tutto cambia per restare immobile, immutato. Quante storie! La bellezza di scegliere una pizza al taglio scelta con maniacale cura, la possibilità d'incrociare la bellissima imperatrice di uno stato africano o la diva che cerca nel treno una meravigliosa evasione.

Ricordo i coloratissimi vestiti di una donn... (continua)


Vincent Corbo 23/03/2017 - 07:58
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