RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



ottobre

ottobre mi entra nel cuore
così come le foglie rosse, le nuvole veloci e quei tramonti repentini, i profumi delle castagne, quelle prime sciarpe avvolgenti di cotone, l’abbronzatura come un ricordo ed i colori "veri" nei volti della gente.
ottobre è fresco al mattino quando veloce, sui tacchi, esco di casa per correre in ufficio
è tepore al pomeriggio, quando lascio il posto di lavoro e comincio la mia vita
è pile di sera, con il mio libro sulle gambe alle luci tiepide della mia casa
ma è anche tutta una farsa, tra i negozi ed i passi veloci della gente, le prime luci di Natale, i primi dolci, i primi addobbi
è una farsa che non desidero condividere, è consumismo, è illusione, è pane per gli inetti, è senso del benessere mentre la barca affonda, è quel che la gente vuole vedere per non vedere, come quando decide di acquistare un’automobile di lusso vivendo in una casa popolare che non gli spetterebbe, ma parla di equità, o come quando si innamora di un paio di sca... (continua)

laisa azzurra 08/10/2017 - 15:05
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Certezza di vivere

I giorni d’autunno passano in fretta, ma sono i migliori giorni che io conosca.
Quando penso all’autunno, ed io ci penso spesso, lo vedo passare… insieme alla mia vita; e non fa male.
Se dovessi descrivere il mio carattere, lo definirei “autunnale”. L’autunno non è una sorpresa per me che lo porto dentro.
Ora mi vengono in mente le lunghe camminate nei sottoboschi dei cerri, a cercare funghi, ma solo quelli veramente buoni. Ce n’erano alcuni molto grossi, con il cappello bianco e verdognoli sotto (molto velenosi), che mi piaceva prendere a calci per vederli schizzare come morbide schegge contro gli alberi; e devo dire che i funghi, quanto gli alberi, erano pacifici e indifferenti alle mie gesta.
Andavo a caccia di funghi speciali. Ne conoscevo una specie nota come “le recchie d’prèvete” (le orecchie del prete), davvero ottimi per il sugo: di un gusto sublime, croccanti al palato, profumati e leggeri al tempo stesso. I funghi porcini sono poca cosa al confronto.

Mia madre ... (continua)

Francesco Gentile 08/10/2017 - 13:10
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Tiempe belle 'e 'na vota...

Tiempe belle 'e 'na vota
Ai miei tempi, (sono nata negli anni cinquanta)noi bambini giocavamo con giocattoli improvvisati. Chi non ricorda il gioco della campana, (io la chiamavo "settimana"), acchiapparello, nascondino. Quanto eravamo belli quando giocavamo alle belle statuine! Partiva un'allegra filastrocca: "siam le belle statuine, uno, due e tre." Al termine ognuno rimaneva in una posizione diversa e poi veniva premiata la statuina più bella. Altro che selfie, oserei dire! Spesso aiutati dalla fantasia esploravamo posti incantati. Un ponte levatoio ci separava da un castello misterioso in cui, a seconda delle proprie paure, c'era chi ci incontrava mostri, chi fate, chi gnomi e chi folletti. Io sognavo (a dire il vero non ho mai smesso di farlo), di possedere una bacchetta magica. Non volevo la solita lampada di Aladino: quella che esaudisce solo tre desideri. Io volevo la bacchetta magica, perchè è solo con quella che ti senti davvero invincibile: puoi usarla q... (continua)

Giovanna Balsamo 08/10/2017 - 08:41
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Era un mondo perfetto

Era un mondo perfetto

Era un mondo perfetto. Tutto era stato robotizzato e nazionalizzato: banche, fabbriche, negozi eccetera.
Padroni, impiegati, operai, lavoro salariato; il modello sociale delle classi contrapposte, fu relegato nei libri di storia. Ogni famiglia era un gruppo imprenditoriale a se stante, che generava profitti gestendo uno dei robot che facevano muovere il sistema.

Era un mondo perfetto. Ma non felice, forse perché la vera felicità è un’onirica illusione.

Era un mondo perfetto. Ma il germe della cupidigia, dell’accumulo patrimoniale, minò le sue fragili fondamenta; appoggiate su un instabile serenità di facciata. E quando una famiglia ruppe il patto non scritto, acquistando un secondo robot per incrementare i profitti, fu l’inizio della fine.
Le famiglie imprenditrici fecero a gara per superare le altre come potenza economica, acquistando robot da impiegare in nuove fabbriche nazionalizzate, destinate a costruire altri robot da vendere in quantità industr... (continua)


vecchio scarpone 07/10/2017 - 18:21
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Quando mi faccio un panino ripenso…”

L’attenzione si era spostata, ora la priorità era di trovare Teresa; la piccolina non si trovava. Si era mobilitato perfino il burbero nonno. La trovarono rannicchiata sotto il letto dei genitori, si premeva forte le mani sulle orecchie e tirarla fuori da lì non fu facile, era spaventata e molto. Tutti si prodigarono a tranquillizzarla, non avrebbe più sentito quei versi disperati: il maiale era morto. Era stato questo ad inquietare la piccina; il sentire lo strazio dell’animale nella sua fine, l’aveva scossa e molto. Di li a qualche anno il problema non si presentava, perché quando tornava da scuola, il maiale era già appeso sotto al portico. Nei giorni seguenti assisteva incuriosita alla lavorazione della carne che si trasformava in prelibati salumi. Salami, pancette, soppresse, luganeghe, facevano bella mostra di sé, appesi nelle lunghe aste in cucina sino a che, una volta asciugati, venivano portati nella fresca cantina. Teresa temeva il maiale, dovette però superare la sua paura, ... (continua)

Ivana Piazza 07/10/2017 - 15:40
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