RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Cara mamma....

Sono tanti anni che sei andata via, mamma, ma io lo ricordo come fosse ieri. Era una giornata come oggi, scura, ventilata, quasi l'atmosfera sentisse il lutto che entrava nel mio animo. Te ne andasti in silenzio, quasi in punta di piedi, per non disturbare nessuno. Non hai mai voluto dare fastidio a nessuno, neanche a me che ero tua figlia e che, anche se non te lo dicevo, ti amavo tanto. Non lo sapevo allora quanto eri importante per me. Sono stata sempre una figlia ribelle, viziata. Tu mi hai viziata ed io ci stavo bene. Mettevo a dura prova la tua pazienza e il tuo amore, ma eri incrollabile. Dopo, tutto è stato diverso, non c'è stato più nessuno che ha perso la pazienza con me perchè ero io che ero diventata brava, come avresti voluto che lo fossi con te. Non ci siamo mai capite io e te; tu vivevi le tue frustrazioni che la vita ti aveva largamente elargito e riversavi su di me le tue insicurezze, ma io non potevo capirti allora. Il mio pensiero era libero, ... (continua)

Annamaria Palermo 13/08/2017 - 17:35
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Quel battito in più

Improvvisamente ,senza sapere neppure come si ritrovò col battito cardiaco accellerato ma non era un battito qualsiasi: era il battito dell'effetto che cadeva su di lei quando capitava di pensare a lui.
Sempre lui, la vita le scorreva davanti piena di gioie e serenità,una storia d'amore immersa nel cielo più roseo che potesse mai esserci,contornato di cuori stellari ma.. nonostante tutto quando lui penetrava nella mente di Miriam tutto cambiava, calava il gelo in lei mandando a disperdersi quel bellissimo luccichio che da sempre possiede i suoi occhi.
Erano passati già diversi anni ma purtroppo nell'ultimo anno le capitava spesso di sentirsi perduta. Sentiva amore dentro di se, quello forte, quello potente ,quello per il quale doneresti l'anima all'inferno pur di far felice una persona; quella persona che non era il suo compagno ma una vecchia e breve storia che fra le tante era l'unica che non riusciva a dimenticare così, per la millesima volta chiuse gli occhi ascoltando il suo... (continua)

Cristina Del perugia 13/08/2017 - 02:16
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La missione

Il primo colpo di pistola lo sentì appena si era lasciato alle spalle la gioielleria e le commesse in stato di shock. I sedili posteriori della macchina erano occupati da tre grandi borse piene di orecchini, braccialetti e collane d’oro dal valore inestimabile gentilmente prelevati dalla più cara oreficeria della regione. Di tutta quella roba però lui non se ne sarebbe fatto nulla. Questo colpo l’aveva fatto per lei, per la sua amata, cui tanto piacevano quegli oggetti luccicanti che lui vedeva come semplici cianfrusaglie. L’amava da impazzire, e nonostante la conoscesse da meno di un anno erano già in attesa di un bambino, che sarebbe dovuto nascere di lì a pochi giorni. Quella parte di refurtiva che non avrebbe regalato a lei come simbolo d’amore eterno l’avrebbe venduta sul mercato nero, e i verdoni che avrebbe guadagnato li avrebbe usati per comprare altri regali per lei. Tutto il suo mondo girava attorno a lei, tutte le azioni che compiva, dalla più spontanea alla più calcolata, e... (continua)

Nicola Lo Russo 12/08/2017 - 13:22
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Arijane.

Ansia nervosa era quella che le rodeva il cuore: si infiltrava malignamente e ne scarnificava le cavità. Trovare le parole giuste era diventata una piccola vittoria personale: che fossero molte e trepidanti o ermeticamente brevi non era importante. L'importante era scriverle, rispondere, ribellarsi. Era un infinito spezzato capace di comunicare solo a versi eppure, se avesse pensato a tutti quelli che freneticamente le invadevano le meningi e lì restavano imprigionati, si sarebbe meravigliata: la scarsa autostima le calzava a pennello e non per scelta. L'amor proprio si conquista. Stava conducendo questa piccola battaglia personale in uno stato di guerra, con Hobbes nel cuore e i piedi in riva al mare. Era stata ferita, pugnalata, spinta a terra: si era ritrovata a guardare un grosso cielo nuvoloso con rabbia esplosiva. Aveva gridato maledizioni e impallidito quella distesa grigia che vorticava sopra di lei. Ma poi aveva capito, aveva pensato. Un piccolo spiraglio nella sua mente affol... (continua)

Giulia Cacopardo 12/08/2017 - 13:08
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Diceva mio Padre ...

Mi sembra ancora un sogno quando mio padre mi parlava del Africa e del canto dei nomadi. Diceva sempre, che il mio pianto era una nenia, e così narrava:
Fra le dune e alture scoscese del Sahara i nomadi viaggiavano di notte, e di giorno si accampavano con i loro cammelli dietro quelle alture sabbiose.
Senza nessuna tregua del sole, impiantavano le tende, formando un cerchio, aspettando il tramonto per riprendere il loro cammino.
Durante il viaggio, di notte, sotto un chiarore lunare, intonavano il loro canto, una nenia.
Le note sfioravano la sabbia e poi, issate dal vento e trascinate fino a quel minareto, dove si confondevano con la preghiera del fedele che inneggiava "Allah" e cosi via …
Ne aveva fantasia mio padre!... (continua)

Salvatore Rastelli 11/08/2017 - 18:58
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