RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

L'Albero dei Desideri

Uno scoiattolo, un verme e un uccellino facevano tutti insieme una passeggiata al fresco della piccola foresta vicino al mare.
A un tratto videro un cartello con una freccia, dove c’era scritto: L’albero dei desideri.

Lo scoiattolo corse subito a vederlo, era un grosso pino, tutto storto dal forte vento di libeccio che batteva in quella zona. Arrivato prima degli altri, chiese subito all’albero:
“Voglio una ghianda gigantesca per quando avrò fame”.
L’albero scosse la sua chioma spelacchiata e, quando l’ultimo ago cadde a terra, esaudì il suo desiderio.
Appena avuta la ghianda, tutto contento, ne cominciò a mangiare un pezzetto dopo l’altro.

L’uccellino, vedendo il gusto che lo scoiattolo provava nel mangiare il suo desiderio, preso dal suo istinto e vedendo il verme lì vicino disse:
“Voglio avere il verme in pancia!”
Lo scoiattolo, sorpreso, smise di mangiare. L’albero restò fermo, titubante sul da farsi, ma poi si apprestò a esaudire il desiderio iniziando a muovere la r... (continua)


Glauco Ballantini 16/03/2016 - 11:37
commenti 7 - Numero letture:630

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Cronaca di un insuccesso

Conosciuti banalmente per caso con una birra in mano.
Lui attira la sua attenzione: "Adesso ti dirò una cosa molto interessante". Lei ride un po' ma non gli da peso "..cosa?".
Lui "Ho due tartarughe".
Come si fa a trovare un'affinità in questo breve dialogo. Eppure è incominciata una danza di vibrazioni.
Non hanno più vent'anni, anzi si va verso i quaranta, i movimenti magnetici tra un corpo e l'altro seguono ritmi meno impellenti, la sessualità diventa un aspetto secondario, in questa fase e la conquista punta a cercare l'altro in diversi anfratti.
La serata finisce in fretta, non ci si scambia numeri o si fa in tempo ad organizzare un futuro incontro "casuale".
Si deve andare; in fondo i due erano usciti con altre persone che avevano in testa altri progetti.
Lui però conosce la sua amica, un giorno la va a trovare e le chiede di dare a lei il suo numero.
L'ambasciatrice porta la missiva alla destinataria.

Punto, gira la pagina, com... (continua)


ellis lio 14/03/2016 - 21:31
commenti 3 - Numero letture:293

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Una chitarra a freccia

UNA CHITARRA A FRECCIA


Novembre 1966. Una triste serata d’autunno.
Pioveva a dirotto.
Giuseppe udì sbattere la porta d’ingresso: uno di quei rumori domestici, fastidiosi, che tra l’altro avevano il potere di ridurre la già scarsa concentrazione nello studio.
Emerse dalla sua versione di latino e si lasciò andare contro lo schienale della sedia, sbuffando.
- Insomma, Lorenzo! – rimproverava in quel momento la mamma, intenta a preparare la cena. – Devi sempre essere scambiato per un plotone di bersaglieri, quando entri?
Fece seguito un urlo, come quello di Tarzan quando si lancia appeso a una liana.
Giuseppe balzò in piedi. Questo era troppo, non si poteva stare tranquilli in quella benedetta casa. Nel momento che usciva dall’angusta cameretta, urtò contro il fratello.
Lorenzo era eccitatissimo.
- Ma che diavolo…- fece Giuseppe, al colmo dell’irritazione.
- Ce l’ho fatta, Giuse. Vieni a vedere che roba! - Lo trascinò c... (continua)


Giuseppe Novellino 14/03/2016 - 19:20
commenti 5 - Numero letture:254

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La mia Napoli

Il volto di Napoli che io amo ha la fresca risata dei bambini avvolti in cappottini rossi che si insudiciano con le briciole di pane date ai cani per placarne i guaiti. Questa città si regge sui piedi dei giovani che si rincorrono nascondendosi in quei vicoli da cartolina che odorano del bucato pulito, steso ad asciugare sui terrazzi di case in cui ogni inquilino sembra perennemente dormire, fin quando, all’improvviso, tuona una voce dall’interno intimando a quei ragazzi “scugnizzi” di abbandonare il campo.
E mentre si sale su per strade martoriate dagli pneumatici delle auto o dalle suole di scarpe rumorose e irrequiete, si incrociano uno per uno gli sguardi di chi quelle vie le conosce bene: di una studentessa che, borsa a tracolla, parla al cellulare superando la soglia di decibel consentita, perché ogni napoletano ha sempre l’impressione che la propria voce non giunga abbastanza chiara alle orecchie dell’interlocutore; dei proprietari dei negozi di articoli “scaccia-malocchio”, i... (continua)

Rosalba Caraddi 13/03/2016 - 15:58
commenti 4 - Numero letture:270

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PICCOLE DONNE

“Sto uscendo, vado da Grecheddu. Quando la pentola inizia a bollire abbassate la fiamma.”
Nel mio paese c’erano due empori che si facevano la concorrenza dagli anni cinquanta, uno era della famiglia Farris, soprannominato Botto e l’altro era appunto della famiglia Grecu, Grecheddu per via del diminutivo.
Giusto il tempo che mia madre si infilasse una borsa sul braccio e varcasse l’uscio ed io e mia sorella Graziella sprangavamo la porta, che altrimenti restava spalancata per tutto il giorno, per dedicarci, occhio alla sveglia con la gallina che beccava poggiata sul caminetto, alle nostre attività segrete.
Mentre lei spalancava la credenza per tirar fuori il pentolino io trascinavo la Borletti in mezzo al corridoio, davanti alla porta del cortile, in modo che fosse ben illuminata dalla luce che vi entrava.
Capitava spesso che nostra madre, dimenticata qualcosa, tornasse indietro entro qualche minuto e noi nel giro di quei pochissimi istanti garantitici dalle sei mandate del passante... (continua)

Millina Spina 12/03/2016 - 23:34
commenti 13 - Numero letture:319

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