RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



Sergio chi?

eppure, e la memoria non m’inganna, quella parete era dalla parte opposta….

vi starete chiedendo cosa stia dicendo..beh, provo a spiegarvi

sapete quelle case di paese terra cielo, con quelle scale strette che conducono direttamente alle grandi cucine?

ebbene, una di queste era la casa di mia nonna….

salivo su, sempre di corsa e quando entravo nella grande cucina, un calore ed un profumo di legna mi si infondeva in tutto il corpo…la vecchia madia bianca con la farina ed il mattarello, la vetrina con le tazzine da tè e da caffè, il bricco del latte, il camino, la stufa in ghisa, il grande tavolo bianco al centro e la splendida finestra sull’orto…..

però, "rientrando" con la memoria in quella casa che ora è diventata uno studio d’architettura, ricordo il lavandino in pietra sulla sinistra, proprio accanto alla grande finestra.

-no, mi risponde Claudia al telefono, non ricordi cugina….il lavandino era proprio accanto alla madia, sulla parete destra

-ma come? ... (continua)


laisa azzurra 06/11/2017 - 19:47
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Una fidanzatina molto accorta. Prima parlo io…

Brano in dialetto siciliano e in italiano.

Na zita troppu valintuna…
Prima parru iu…

(Parla il fidanzatino)
Senti nicuzza mia adurata
T’ha vo fari sta bedda ballata?

Mi pari na musica troppu bella.
È chidda ca piaci a mia,
ed è propriu na siciliana tarantella!

(Risponde la fidanzatina)
Ma tu, cu quali facci ti presenti dinanzi
a na criatura innucenti comu a mia?
Iu nun mi merutu n’imbrugliuni comu a tia.

Scrianzatu, licinziusu e fimminaru!
Nun sulu sì n’homnu senza cori e libirtinu,
ma sì puri sfasulatu senza un sordu di dinaru.

Ti ni po iri di unni vinisti veramenti,
ca tu d’onuri e d’amuni pi mia,
ci n’hai picca e nenti!

Rumpemu ora stu fidanzamentu in tutta svelta.
Vistu ca tu, i to occhi e i to manu,
ni sa teniri fermi na sacchetta.

Chi ti pari ca nun sacciu ca ti facisti l’occhiu tortu,
cu chidda ca tutti diciunu ca c’havi u diavulu ni lu corpu?

Propriu cu chidda bedda fimmina di strata
mi facisti sta bedda cantunata!

E ora, secunnu t... (continua)


Vincenzo Scuderi 06/11/2017 - 19:11
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Alessia

Le avevano dato un nome, ma chissà cosa ne capiva lei. Si, perchè Alessia "era" un gatto ed "era" non è riferito al fatto che abbia esaurito la sua scorta di vite ma perchè ormai non lo è più; ha ormai perso la sete del gatto, le stimmate, per diventare un peloso soprammobile timoroso di tutto ciò che non siano le crocchette o la carne cotta.
I suoi "genitori" le dedicano tutte le attenzioni fin da quando era entrata, piccolissima, in quella foresta di divani e mobili.
La domenica la portano sul lungomare con il suo bel trasportino rosa, come si addice ad una femmina; vede il lungomare attraverso le rete della gabbietta fino a quando la donna non la fa uscire col suo bel guinzaglio con la corda estensibile lunghissima che da ai suoi genitori la senzazione di darle quella libertà della quale non sa, o non ha mai saputo, che farsene. Si aggira timorosa camminando sui resti di canne e sassetti sulla spiaggetta della rotonda, gli occhioni verdi spalancati s... (continua)

Glauco Ballantini 06/11/2017 - 09:20
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Il principe e i suoi princìpi

Amo la figura del principe, poiché per principio non cambia principio.
Non importa se il principe risulta azzurro, bianco o arancione, l’importante è che abbia dei sani princìpi nonchè si contraddistingua da altri principi che si credono dei principi, mentre in realtà di principe hanno ben poco, se non il solo titolo di principe.
Il vero principe DEVE essere così e non lo dico tanto per dire o per principio.
Non c’è niente di più nobile che essere di parola, altrimenti citando Tito Livio: “A cattivo principio cattiva fine”.
Colui che disse questo veritiero aforisma non era un principe, ma uno storico romano di cui bisogna ammettere che di princìpi ne capiva eccome.
Torniamo al principe.
Se un principe afferma che si cimenterà in un’impresa ardua o in un qualunque compito, anche quello più banale, per principio dovrà riuscire nell’intento, mentre se un principe si innamorerà di una principessa e le prometterà amore eterno, non sarà più un principio ma… parola di principe!
La Bibb... (continua)

Giuseppe Scilipoti 06/11/2017 - 01:14
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Casa secca e sdoppialdo

Io Mastiff e Fugo attraversiamo due porte e finiamo in casa di Pappara. L’aria ha un aspetto grigio come i muri della casa. All’apparenza sembra vuota. Svuotiamo la dispensa di babbo Orso e mamma Secca, bevendoci tutta la loro birra. Finito di bere usciamo barcollanti dalla casa. È buio. La notte è chiara e pullula di stelle. Attraversiamo il lungomare che sembra essere quello di Stintino. È un ebbrezza che gode di se stessa e accompagna dolcemente i nostri passi.
Ad un certo punto si sente una voce che mi chiama. È mamma Secca che urla il mio nome dalla sua finestra. Evidentemente lei e babbo Orso sono rientrati nel momento in cui siamo usciti e hanno scoperto che abbiamo fatto fuori la loro scorta di birra. A quelle urla isteriche mi vedo costretto a tornare indietro. Mastiff e Fugo si trasformano in Perda e Pappara. Lo scenario si spegne.
Nella seconda parte il lungomare pare sempre quello di Stintino. Benaldo mi chiede insistentemente il perdono. Vuole fare una partita con le pie... (continua)

Fabio Piana 05/11/2017 - 19:46
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