RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



La mia fidanzata Annettina, quella imbrogliona. A me zita Annettina … Chidda farfalluna

Brano in italiano e in dialetto siciliano)

Dolce mia amata Annettina
Dove sei andata in tutta fretta stamattina?

Sei volata al mercato a fare delle strane spese,
di quelle sconvolgenti ed eccitanti?
Non è che per caso hai fatto altre cose un tantino provocanti!

Perchè… uno strano uccellino canterino
mi ha riferito…
che ti hanno vista accompagnata a quel… mio cugino,

Te lo ricorderai di certo chi è?
Proprio quello che dicevi che più fico, prestante, al mondo non ce n’è,
e che ti piaceva averlo come un vero re.

E me, che credevo d’essere il tuo innamorato,
mi hai lasciato da solo, come un minchione buggerato.

L’ho capito adesso che ti piace comportarti come una farfalluzza,
e perssonalmente, non mi va più, fare la parte di una rancida cocuzza.

Ho l’impressione che questa mia che consideri testa grossa da zuccone,
sia diventata oramai acida e rancida come la ricotta in un cestone

Non mi va più di stare a te accompagnato.
Mi senirei come un allocco o un... (continua)


Vincenzo Scuderi 12/11/2017 - 22:00
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ECCE HOMO!

Sono rientrato a casa circa un’ora fa dopo una giornata pessima e noiosa e improduttiva di lavoro. E sì, dovete sapere che io lavoro, più o meno (e ancora per poco…). Consiste, sic et simpliciter, nel rompere le palle alle persone. Tutto qua. C’è chi abbocca e chi no. Non sempre va bene, però. Alle volte sono i tizi all’altro capo della cornetta che le rompono a me. Il più delle volte, a dire la verità. Oddio, se non ho i coglioni girati, mi va anche bene. Ma se il giorno è “no”, ahia ahia ahia ahia povere persone!
In un modo o nell’altro, chi ci perde, sono sempre io. Fino a un certo punto. Ma a me non interessa più di tanto. Presto le mie straordinarie doti momentaneamente, per un breve periodo e solo per riscuotere il compenso dovuto.
Un mese.
Anche se sento odore di licenziamento.
Sono appena rientrato a casa. Non c’è nessuno. Immagino come dev’essere bello se ci fosse una donna ad aspettarmi. Ma non c’è.
(Mi sono lasciato trasportare troppo e ho dimenticato quello che dove... (continua)

Cristian Iapaolo 11/11/2017 - 22:15
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LA NAVE DEL DESTINO

la nave stava tornando a Londra. Annotò la traiettoria seguita, le condizioni del tempo e la velocità raggiunta. La candela mezzo consumata illuminava appena, il buco di cabina. Chiuse il diario di bordo. Il minuto dopo il fragore di una bomba risuonò nel silenzio della notte. Per qualche istante tutto sembrò oscillare, sospeso, si precipitò sul ponte. L'inferno si manifestò ai suoi occhi.

L'acqua era scura e fredda, sempre più fredda. I vestiti erano fradici e le impedivano i movimenti. Ricordava a stento come era finita in acqua, aggrappata ad un pezzo di legno, che a malapena reggeva il suo peso, tanto più che la gonna, ormai sempre più pesante la spingeva giù, sempre più giù e lei era tanto stanca. Per lungo tempo, la nave era stata ai suoi occhi solo un vago punto in lontananza, avvolto dalle fiamme, e ora neanche la vedeva più. Le membra erano pesanti, e la mente sempre più annebbiata. Chiuse gli occhi. Che male c'era a lasciarsi andare? Infondo, cosa le importava di andare g... (continua)


Marirosa Tomaselli 11/11/2017 - 18:17
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La più sconvolgente App.

Finalmente Giuseppe era riuscito ad acquistare l'ultimo modello di smartphone, contenente la più sconvolgente App che fosse mai stata creata.
Arrivato a casa, Giuseppe accese lo smartphone e installò subito l’App.
L'App, per l'installazione, gli richiese il giorno, il mese, l'anno di nascita, il codice fiscale e il colore degli occhi.
L’App memorizzò i dati e, dopo circa 30 secondi, gli restituì una data: 14/04/2018.
Era la data che l’App aveva indicato come la data della sua morte.
Giuseppe venne preso dal panico e incominciò ad impaurirsi. Mancavano meno di sei mesi.
Egli stava benissimo. Non poteva credere che entro sei mesi sarebbe morto.
Giuseppe cercò di ragionare e di cercare una logica a quella cosa assurda: come poteva un' App dirgli il giorno della sua morte, dandogli come informazione soltanto la data di nascita, il codice fiscale e il colore degli occhi?
Ritornò al negozio informatico dove aveva acquistato lo smartphone e ne chiese un altro dello stesso modello.
Ri... (continua)

dave cuper 11/11/2017 - 17:55
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15 Ottobre 2010

* mi hanno suggerito di precisare che non è autobiografico, ma credo si sarebbe capito comunque…


Il gran giorno fu esattamente il 15 ottobre di sette anni fa: lo aspettavo con ansia, si può dire, da una intera vita. Curiosamente coincise con la data del mio trentesimo compleanno, e devo ammettere che il cambiamento fu così importante da poterlo paragonare addirittura ad una vera e propria rinascita.

Non è facile spiegare; e neppure voglio provare a farlo. Tanto lo so bene che anche la persona più aperta del mondo, quella che riesce a stabilire la massima empatia possibile con te, non arriverà mai a sentire le stesse cose nella stessa identica maniera in cui le senti tu.

E le sensazioni che provavo fin dalla più tenera età riguardavano la sfera strettamente personale, quella più intima e meno condivisibile. Non ne parlavo mai con nessuno; d’altra parte era chiaro che nessuno poteva capire un bambino che si poneva certi problemi. E ancor meno, poi, un adolescente che v... (continua)


andrea guidi 11/11/2017 - 12:49
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