RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Volto e corpo scoperto

Sai quante volte ho guardato fuori dalla finestra? Che fosse inverno, autunno, primavera o estate...Ma avevo sempre il petto scoperto. Sentivo il freddo invadermi, il caldo uccidermi...Ma ero sempre la, a guardare fuori dalla mia finestra la luna...Cercavo i tuoi occhi...Speravo di trovarti qui fuori...Esci se ci sei. A volte sento ancora il tuo odore e lo seguo...Ma dopo un po' lo perdo...C'è troppo vento qui affacciati alla finestra, troppe luci puntate su di me e su di te, destinate a spegnersi. E la verità é che ci siamo già spenti...siamo diventati semplici conoscenti, pazzesco quanto é facile passare da amore a odio in un solo istante, proprio come aprire la finestra a petto nudo con zero gradi...Brrrr senti che scossone mi hai dato... (continua)

filiberto Zan zan 08/03/2017 - 20:59
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Otto marzo

Per Jimmy oggi era un giorno nel quale azzerava le sue colpe.
Era un bel giorno perchè rinasceva dal suo peccato come Fenice, come un battesimo o una cresima.
I cazzi suoi tutti i giorni ma mai far mancare a Alison un mazzo di fiori per il genetliaco, mai per San Valentino e una telefonata l'otto marzo.
Lei, invidiata e felice, viveva con i suoi genitori e il figlio orfanizzato nella casa con otto stanze da letto.
Per scelta, certo – diceva.
La cosa divertente è che Lui era dovuto arrivare davvero a cavallo del bianco destriero ingualdrappato e impennacchiato millantando castelli.

“C’è qualcuno al telefono per te, Alison.”

Centodieci di giornata... (continua)


Glauco Ballantini 08/03/2017 - 12:13
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Francesco 1960

Un prete dispettoso, per scommessa vuole redimere Francesco convinto che facendolo venire a messa e dandogli la comunione prima o poi la medicina farà effetto e diventerà un brav'uomo.


Quell'uomo anziano che chiamano Francesco non è contento della vita che ha vissuto e farebbe chissà cosa per barattarla con quella di chiunque altro.
Lui beve, lo fa per disperazione.
Francesco ha tre figli, chissà se tutti suoi. Si sbaglia chi pensa che non lo sappia.
Ogni volta che gli riaffiora il dubbio si mette a bere.
Consciamente sa di non poter resistere all'evidenza della verità così ha deciso di ucciderla col vino. Si è arreso. Il vino è la medicina che guarisce i brutti pensieri e anestetizza le preoccupazini. Ha un prezzo accettabile e lo si trova ovunque. Per Francesco i problemi non risolti accumulati dagli anni sono troppi. Così il bicchiere di vino viene assunto come una medicina e il gesto meccanico del bere è diventato un riflesso condizionato che scatta senza bisogno di cer... (continua)


Rochi Pinto 08/03/2017 - 00:32
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Il podere

La sera di Pasqua s'andava a cena da Zia Delvina
C'erano i miei genitori e il mio cugino Silvano . Aveva la stessa età di babbo perchè zia lo aveva fatto quando nonna Cesira fece babbo. Che divenne suo zio.
Quando arrivava il tramonto sull'albero alto e quasi secco davanti casa si appollaiavano tre o quattro faraone e quelle sono state le ultime volte che ho visto le faraone dormire all'aperto.
Si mangiava la stracciatella e “gli americani”,dolci fatti con il rosso delle uova. Non mancavano i cialdoni riempiti di crema fatta con le uova delle galline che raspavano tutt'intorno alla casa.

A volte si passava la notte lì ,al podere Lagrimana ,e si andava a vedere il granaio, vicino alle camere e il giorno dopo, con Cinzia , la bimba di Silvano, ci si buttava sopra alle balle di crine e di grano e ci si divertiva a guardare fuori dalla finestrina e si vedevano i campi in fondo al podere con il noce gigante che stava in piedi da anni e dava noci dolcissime che col vento cascavan... (continua)


paolo fidanzi 07/03/2017 - 23:32
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Quella notte bianca di neve...

Nella notte la neve si trasforma, cambia colore, riveste le cose di nuova luce e avvolge i miei passi.
Amo girovagare di notte nella mia città addormentata.
Nessuno incontro, nessun rumore, nessun suono, solo il silenzio…
In questa notte bianca di neve, mi lascio avvolgere dal suono dei miei passi che segnano il tappeto bianco e intatto degli ultimi fiocchi caduti solo un’ora fa.
Lascio dietro di me le mie orme, a volte mi fermo ad osservare i segni del mio camminare, e quando torno a camminare penso ai miei passi, al mio camminare, alla vita passata.
Da qualche tempo sento il peso degli anni che porto sulle mie spalle, il tempo trascorso…
Decido di fermarmi a sedere su quel muretto in fondo alla via, da qui vedo il buio illuminato dal bagliore della luna riflessa sulla neve, da qui vedo le mie orme.
Un lungo binario di passi, un lungo sentiero…
E penso al passato, ai giorni che mi hanno condotto fin qui.
Assorto nei pensieri vedo coloro che non ci sono più, coloro che non ve... (continua)

Carlo Canalis 07/03/2017 - 20:10
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