RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



FATTI MANDARE DALLA MAMMA A PRENDERE IL LATTE

(Versi della canzone Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte di Gianni Morandi)

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È un'ora che aspetto davanti al portone,
su trova una scusa per uscire di casa.
… Che rottura! Finiscila di perseguitarmi. Ti ricordo che questo è stalking… Pensaci a…

< = >

Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte,
devo dirti qualche cosa che riguarda noi due.
… Oh, hai ‘na coccia! Vuoi capirla che me fai schifo. Vaffa… una buona volta!

< = >

Ti ho vista uscire dalla scuola insieme ad un altro,
con la mano nella mano passeggiava con te.
… Embè, è il mio ragazzo! Soni innamorata pazzamente. Che te frega poi…

< = >

Tu digli a quel coso che sono geloso
e se lo rivedo gli spaccherò il muso.
… Ah, ah, ah, Non farmi ridere! Lui è iscritto alla scuola di karate. Ti stenderà in due sole mosse.
Via… Fila… Sono stanca del tuo scocciare.... (continua)


Rocco Michele LETTINI 08/02/2017 - 08:43
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Tutti in gabbia

Stasera sono triste.
Mi succede spesso quando rifletto molto, e in questi momenti mi chiedo se sia stata una buona idea disfarmi del mio Velo di Maya, ma forse era inevitabile.
Oggi, tra un'ansia e l'altra, ho capito che siamo tutti in gabbia, ciascuno nella propria.
Chissà chi ci ha messo qui dentro. Dio? O forse noi stessi?
Le gabbie non sono isolate dall'esterno, in quanto sprovviste di pareti.
Sono semplici gabbie che ci rinchiudono tra sbarre più o meno arrugginite.
Possiamo scorgere l'uno lo sguardo dell'altro e possiamo anche toccarci, se vogliamo.
Ma ogni gabbia è gelosa di ciò che custodisce.

Siamo tutti in gabbia.
E uscirne ci rende alieni.
Ma la mia gabbia è quella sbagliata.... (continua)


Marco A. 07/02/2017 - 20:32
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Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detto

Quando parliamo di universalità di un pensiero, immaginiamo che qualcuno ha saputo elevare la propria sensibilità, razionale o affettiva, al di sopra del proprio IO per farla diventare qualcosa di condivisibile.
In altri termini nel prendere contatto con un concetto, frase o espressione inizialmente prendiamo contatto con qualcosa che è “Al di fuori di noi” ma che riusciamo immediatamente ad “interiorizzare” per appartenere definitivamente al nostro IO intimo e personale.
Questo lo abbiamo constatato con il dolore del Leopardi, la tristezza del Carducci per il figlio morto, altri drammi interiori che riconosciamo come qualcosa che anche noi abbiamo provato, o stiamo provando, se ci siamo trovati di fronte a questi eventi.
Quindi, il nostro dolore non è minuscolo, ma soltanto muto. Non ha il dono o la capacità della parola, non per questo è inferiore o meno importante.
A differenza dell’allegria, gioia, spensieratezza, buonumore, non uso volutamente il termine felicità, proprio perc... (continua)

ALFONSO BORDONARO 07/02/2017 - 17:39
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Turi Lacca in viaggio di nozze.

L'imbarco per London Gatwik fu aperto alle nove in punto, tutti i passeggeri erano accodati nelle immediate adiacenze del varco d'uscita.
C'erano anche tutti i parenti dei novelli sposi dietro le transenne, compreso anche il parrino -padre Don Devoto- che il giorno prima aveva officiato la funzione religiosa.
Turi Lacca era alla sua primissima esperienza di viaggio.
Il sito più lontano, che prima di quel momento aveva visitato in tutta la sua vita, era stata la città di Palermo.
Mai preso un aereo o una nave in trentanni di vita vissuta.
Tra l'altro non aveva conosceva niente di lingue straniere,tipo: inglese, francese, spagnolo etc.etc.
Di converso, dei suoi animali, pecore mucche e quant'altro, conosceva ogni forma di linguaggio e loro connesse esigenze.
In poche parole, era una persona molto istruita in materia di ignoranza.
La povera Concetta sua novella sposa, ogni tanto lo osservava di sbieco e chissà cosa pensava tra se...
Ma il bello che trae forza dai miei ricordi, d... (continua)

Giovanni Santino Gurrieri 07/02/2017 - 12:33
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L'ARTE

Dicono che Arte sia creare del bello.
Dicono che Arte sia immaginare.
Dicono che Arte sia sognare.
Dicono che l'arte sia per pochi.
Gli altri lo dicono, io no. Io non lo faccio perché, semplicemente, non la penso così.
L'arte non si può definire.
Ma, infondo, cosa si può definire senza apporre un limite alla definizione stessa di quel qualcosa?
Ecco perché ci provo comunque, ci provo proprio perché non posso, ci provo perché l'arte può tutto, e più una cosa è sbagliata, più lei la fa.
L'arte è occhio, l'arte è parola. Occhio per osservare, parola per riferire. So già che questa definizione sembra di parte. Ma lasciate che ve la spieghi prima di giudicare.
L'arte è occhio per osservare e parola per riferire. Osservare quello che tutti vedono senza guardare, riferire quello che tutti pensano senza realizzare.
E per osservare non serve la vista. Come per riferire non serve la voce.
Con la vista si vede, con la sensibilità si osserva. Con la voce si parla, con la sensibil... (continua)

Vera Serrau 07/02/2017 - 00:39
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