RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

UN LUNEDÌ ALL'IMPROVVISO.

Una notte. Una sola infuocata notte. Una parentesi come tante, eppure non riusciva a scrollarsela di dosso. Posò il suo bicchiere su di un tavolino ed uscì, sulla veranda. L'aria umida della sera, e il vento lo calmarono, un poco. Ma sapeva che era solo un'illusione, non si poteva sfuggire ai propri tormenti, specialmente se provenivano da ricordi così dolci. Chiuse gli occhi per un istante. Fu un errore. Subito alla mente gli tornarono le delicate curve di lei, esposte ai suoi avidi baci, la sua aria innocente, il suo sorriso invitante, i capelli sparsi sul cuscino, le loro mani intrecciate, i loro corpi vicini...Il trillo del telefono. Impudente, feroce, lo strappò dal sogno dei suoi ricordi, per scaraventarlo nella realtà, con la forza di un uragano. Rientrò. Gli squilli continuavano. Afferrò la cornetta.
«Si?» Chiese passandosi una mano tra i capelli sale e pepe.
«Avocato, sta bene? Oggi non si è presentato allo studio.»La sua segretaria. Al diavolo!
«Un imprevisto.» Tagliò cort... (continua)

Marirosa Tomaselli 03/10/2016 - 12:32
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Il Sentiero di Luce

La brezza sfiora e accarezza il mio viso mentre posiziono la gamba infortunata su una sedia. La caduta di ieri dalle scale di casa mi ha regalato un inizio vacanze molto particolare: parcheggiata al bar dell’hotel. I pini marittimi rasserenano un animo turbolento fasciato da rabbia, dolore e frustrazione. Il piede duole, il ginocchio urla tutta la sua sofferenza. I miei familiari, gli amici, gli altri ospiti di questo piccolo paradiso in riva al mare sono in spiaggia o in piscina incuranti di tutti i dubbi che mi assalgono. Perché? Che cosa ho fatto di male? Forse nulla, ma ho dovuto fermarmi perché rallentare non era sufficiente evidentemente.
La musica in sottofondo nel contempo mi culla e mi infastidisce, lo stomaco in subbuglio non sopporta il cibo squisito servito in una sala dai toni delicati dello stile shabby chic provenzale. Sono attorniata da una cornice deliziosa, ma non faccio che rimuginare, vagliare, pensare a come avrebbe potuto essere un giorno migliore. Non serve a n... (continua)

Magia 66 03/10/2016 - 11:26
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Patente d'amore: attentE ai segnali!

Lina non si poteva dire bella ma avvenente sì; di corporatura minuta ed armonica, aveva un viso luminoso, roseo con il quale facevano bel contrasto i capelli neri e setosi. Gli occhi, scuri anch'essi, avevano una luce lievemente malinconica che suggeriva una predisposizione alla fragilità. Nonostante avesse appena diciassette anni Lina si curava molto; la pelle del viso sempre idratata, gli occhi sottolineati da una sottile riga di eyeliner, le ciglia infoltite e arcuate da mascara di ottima qualità, le unghie laccate con smalto trasparente, le gambe, le ascelle e le labbra rigorosamente depilate. La cura della sua persona era per lei un impegno e, contemporaneamente, un piacere quotidiano di cui non si privava mai.
Nella nostra classe, 2^ liceo classico, era molto ammirata sebbene ci fossero diverse ragazze più carine di lei, proprio perché la cura che aveva del suo aspetto fisico la rendeva, agli occhi dei maschi, più femminile ed attraente.
Parecchi, sia della nostra classe che ... (continua)

Aurelia Strada 03/10/2016 - 09:40
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Il chitarrista sul marciapiede

Il marciapiede grigiastro riprendeva i tristi colori del cielo. L'inverno stava arrivando ed io ero lì, su quel marciapiede, ad aspettare. Sì, ma ad aspettare cosa?
Le dita pizzicavano le corde della mia chitarra. Ogni tanto qualche persona, mi guardava impietosita o disgustata, ma non ci facevo più caso. Nel cappellino rosso rovesciato scintillavano appena due euro e qualcosa. La testa china, in quello che poteva essere un gesto di pura vergogna ed umiltà. La gente passava e non si fermava. Come fossi infetto da chissà quale insulsa malattia contagiosa. Non ero solo su quel marciapiede: mia figlia, seduta sulla terra fredda, allungava le gambine per poi ritirarle un attimo dopo. Gli occhi azzurri scintillavano, le labbra tese, i capelli di un arancione intenso stretti in una codina sopra la testa.
<< Vedi, Windy... - le dicevo, stringendole la manina - Tua madre, quando sei nata, con quel ciuffetto rossastro e gli occhioni blu che ti facevano sembrare un piccolo elfo, ti acc... (continua)

Valentina Diretto 01/10/2016 - 22:57
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Ermanno

Il vecchio Ermanno, di buon mattino, se ne stava seduto beatamente se una panchina del parco. Si mise dapprima a fissare i piccioni per poi divertirsi a lanciargli mollichine di pane che teneva in tasca.
Quando le mollichine finirono e i piccioni presero il volo e di conseguenza lo lasciarono da solo, cavò la pipa dal taschino della camicia bianca e l’accese. Per un momento si accontentò di osservare il cielo, gli alberi e il laghetto che gli si paravano davanti, per poi cimentarsi a leggere “La gazzetta dello Sport” sua lettura preferita.
La lettura venne ben presto interrotta, si sentii chiamato per nome da una voce familiare. Era Paolo, suo amico da una vita, nonché coetaneo.
«Ermà immaginavo di trovarti, qua, dai che ti tengo un po’ di compagnia»
Ermanno gli sorrise, ripiegò il giornale e si spostò leggermente più a destra per fargli più spazio, era lieto di vederlo, gli piaceva moltissimo parlare con lui, ma soprattutto stuzzicarlo come solo lui sapeva fare. Si sedette e te... (continua)

Giuseppe Scilipoti 01/10/2016 - 18:35
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