RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Pensavo di conoscerlo bene il mare...

Pensavo di conoscerlo bene il mare, ma mi sbagliavo: è quanto mi sbagliavo.
Verso la fine degli anni settanta, in un porticino del sud Italia, ero lì che sistemavo gli ormeggi alla mia barca.
Il vento sbatteva le barche una contro l’altra, nonostante fossero legate bene. Finito di sistemare gli ormeggi, mi avvio per tornare a casa, sento qualcosa simile a un canto, era la voce di un mio amico che cantava: mi giro, ed era lì In un angolo riparato dal vento che cuciva la rete. Lui e Bartolo un vecchio pescatore, un uomo segnato dal tempo, con le sue rughe facciali Bruciate dal vento, dal mare. Difficilmente sbaglia le previsioni del tempo: conosce palmo palmo i fondali. Buon giorno capitano Bartolo, cosa canti? Non capisco le parole! Lui mi dice: non le capiresti mai, perché questo canto, non ha parole… è un qualcosa che senti… e la voce del mare.
Io conosco bene il mare: io non la sento questa voce! eppure sono tanti anni che navigo, esploro?
Lui mi dice: non lo conosci affatto... (continua)

donato mineccia 09/02/2015 - 17:34
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Tutto in una notte

Era da poco passata la mezzanotte.
Il silenzio innaturale sembrava avere inghiottito l’aria.
Valerio Valdés indugiava immobile. I muscoli della mascella contratti.
Il sudore gli imperlava la fronte. Dalle ascelle e il torace scendeva a bagnargli i fianchi e lo stomaco. La maglietta fradicia non tratteneva rimandandogli il suo stesso odore: un odore acre, vischioso, di animale. Si concentrò sul respiro. Ansimava forte. Si disse che doveva calmarlo o lo avrebbero sentito. Non poteva permettere che il branco gli sfuggisse. Sarebbero passati di lì a poco. Doveva solo pazientare e rimanere nascosto fra gli alberi.
Una fortuna trovare il cancello dell’istituto aperto. Non dovendo scavalcare aveva scongiurando il pericolo di rimanere infilzato, o peggio, di essere notato. Contava di cogliere il branco di sorpresa all’esterno, dove non si sarebbero mai sognati d’incontrarlo. Doveva solo fare attenzione e non incrociare il loro sguardo. Quelli del branco avevano una strana luce negli oc... (continua)

Claretta Frau 08/02/2015 - 18:55
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Lydia

Lentamente il giorno si stava assopendo.
Il sole,nel suo pigro calare,dipingeva il cielo coi suoi colori più belli. Alcune rondini,preludio di una primavera che tardava ad arrivare,giocavano ad inseguirsi;
delle piccole scie nere,perfettamente in contrasto col rosso creato dal tramonto.
La spiaggia,regno incontrastato di una colonia di gabbiani reali,veniva accarezzata dal mare,seguendo un ritmo quasi perfetto, creando una musica silenziosa che
armonizzava,suo malgrado,il cupo rombo dei motori che di tanto in tanto sfrecciavano sul lungomare.
Sull’immenso piano azzurro,apparivano quasi timidamente le prime barche da pesca,che tornavano ad affrontare l’oceano dopo una lunga settimana di tempesta. I lunghi
bilancieri,erano perfettamente mimetizzati con l’orizzonte.
Da dietro la collina del ciliegio che sovrastava la piccola cittadina di Monroe,la luna faceva capolino,come se volesse accertarsi,prima del suo ingresso,che il sole
si fosse del tutto addormentato.
Andy aprì la ... (continua)

Enzo Mazzone 06/02/2015 - 19:58
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IL SEMINATORE D'AMORE

L’orologio ha appena battuto l’addio al Secolo dell’egoismo, dell’abominio, del bellicismo, del sangue e delle lacrime che, la rigente notte coglie in un superbo caseggiato il vagire di Davide, il primogenito del Duemila.
Cresce tra poltroni ed efferati, sfarzosi e smargiassi, tra chi non sciupa lo sciapo pasto d’un poverello e chi non solleva chi a terra intriso giace.
I bambini, suoi coetanei, sulle orme paterne, hanno orecchi turati al suo continuo implorare a non battere la strada del peccare. “E’ dall’igiene del cuore che sorge il primo raggio d’amore” – ripete loro senza alcun minimo riscontro.
Povero Davide! E’ inutile spronar a chi ignaro è l’amare!
Il cuore sente stringere. Non tollera subire cotanta indolenza Davide, non è raggiante se non divide la merendina col compagno di banco, o non sminuzza del pane per i passerotti, o non lascia un pò della sua minestra per un randagio micetto.
Solingo... sparge il chicco della carità nel solco della miseria, il chicco del sollie... (continua)

Rocco Michele LETTINI 06/02/2015 - 16:52
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I ricordi del primo giorno in cui lo vidi

La prima volta che lo vidi fu quel 26 novembre, faceva tanto freddo e sono quasi sicura che se qualsiasi persona si sarebbe permessa di togliersi la giacca in quel pomeriggio nuvoloso, sarebbe congelata all'istante.
Era passato tanto tempo da quando quel ragazzo mi prometteva che ci saremo incontrati un giorno, erano passati come minimo tre o quattro mesi, li avevamo passati senza scriverci, a perderci ed allontanarci senza ragioni a noi conosciute; ma quel giorno io ormai avevo deciso: me ne sarei andata da lui una volta per tutte.
Avevamo cominciato a riallacciare i rapporti da si e no due settimane prima io e lui, ma già eravamo tornati gli stessi due stupidi adolescenti che si raccontavano del più e del meno tra qualche risata e qualche incomprensione, come nei mesi precedenti.
Quando andai da lui non so bene spiegare cosa provai nel vederlo: mi si presentò di fronte un bel ragazzo, abbastanza alto, dalle spalle larghe, i capelli accuratamente tirati indietro messi assieme con d... (continua)

Panda Azzurra 04/02/2015 - 20:56
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