RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

AMORE E PARANOIA: LE DEBOLEZZE

“si, pronto “
“oi Kal che fai ora?”
“niente, facciamo un caffè? “
“ti ho chiamato per questo.”
“dai, a fra poco”.
Pochi minuti e ci trovammo nella cucina del collegio a chiacchierare, mentre lento e borbottante saliva il caffè.
Spesso ci si ritrovava li, e nell’ultimo periodo in particolare eravamo più incoraggiati ad andarci, chè una ragazza, molto affascinante e carina che abitava li, s’affacciava a prendersi un caffè con noi. Ovviamente essendosi Buch fidanzato da un po’ con Fra, ero io ad interessarmi ad Elena, così si chiamava, e abbarbagliavo Buch ogni pomeriggio per prenderci il caffè con lei almeno finché io stesso non sarei riuscito ad ottenere più confidenza. Perciò eravamo li anche quel pomeriggio, l’ambiente era calmo, fuori soffiava il vento e il cielo era grigio come il pavimento della cucina e pareva di essere avvolti da nebbiolina piatta, oltretutto, regnava il silenzio. Non una voce. Dopo un po’, il caffè era pronto, le sigarette rollate, e lei, così stupenda e... (continua)

Khalil Zemzemi 15/09/2016 - 20:11
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La ragazza della vetrina (Prima parte)

Mi sono sempre chiesto se gli anni più difficili della mia vita li ho vissuti nell’adolescenza, periodo di insicurezza e sempre in perenne conflitto con me stesso, oppure in quel turbolento 2013 che mi cambiò la vita.
Non ho una risposta precisa, ma una cosa è certa: il 2013 è stato un anno particolarmente negativo, in cui ho provato malesseri, angosce e inquietudini e solo verso la metà dell’anno dopo, una volta eliminata la causa di ciò che mi procurava dolore, potei ricominciare da zero e per di più con rinnovata vitalità ed energia.
Tutto ciò non è da attribuirsi solo alla mia voglia di reagire e di rimettermi in carreggiata, ma anche ad una persona che con poco riuscì a scuotermi e a donare delle emozioni indescrivibili alla mia anima martoriata e al mio cuore ferito.
Fatta questa debita precisazione, mi sembra, a questo punto, doveroso procedere col giusto ordine.
All’epoca dei fatti ero fidanzato da circa otto anni con Marta, le cose tra me e lei non andavano più affatto ben... (continua)

Giuseppe Scilipoti 15/09/2016 - 19:39
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Il ritratto di Saverio Giusti

Mi misi subito al lavoro, restaurando un quadro, olio su tela, ritratto di un antenato del conte, di 103 cm per 73 cm, non voglio annoiarvi con i dettagli del processo di restauro. A lavoro ultimato, il conte Giusti dopo avermi elogiato per il restauro svolto, mi dice che il ritratto, raffigura il fondatore della stirpe Saverio Giusti e incomincia a raccontarmi la storia del suo avo. Iniziando nel dire: La cavalleria rappresentava essenzialmente l’aristocrazia. I valori a cui si rifaceva erano di stampo feudale e vassallatico, in primo luogo la forza fisica, il coraggio, il senso dell’onore, fedeltà alle gerarchie ecclesiastiche e feudali, ma soprattutto per conquistare la donna amata. Aggiunse: amava alla follia Isabella, ma il loro amore era contrastato dalla famiglia di lei, che avevano promesso la figlia a un altro nobile; il mio antenato non si perse d’animo e rapì Isabella. Mise al corrente del suo intento, all’abate del monastero, dove aveva lo scopo di sposarsi nella chiesa del... (continua)

Savino Spina 14/09/2016 - 14:04
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IL RITRATTO (Seconda Parte)

Lord Rochester era nervoso. Continuava a misurare il salottino, guardando continuamente, ora il dipinto, ora il pendolo. Era ancora presto acché si aprisse il passaggio, ma egli era più impaziente del solito, aveva una strana sensazione, ed ogni minuto che passava, si convinceva che quella era la sera giusta, doveva esserlo, lo sentiva. Ma per quale diavolo di maleficio, le ore scorrevano così lente, quella sera?

Il passaggio si era aperto ed egli l'aveva passato, il cuore gonfio di trepidante attesa. Cercò per le stanze, e i giardini, chiamò a gran voce, ma nulla. La casa era vuota. Chiuse gli occhi, non poteva essersi sbagliato. Non poteva! Colpì il muro col pugno. Non poteva. Era troppo nervoso, doveva calmarsi. Andò nel salottino rosso, lei lo amava tanto...accese il fuoco e si versò del whisky, solo due dita, per cominciare, ma presto si trasformarono in un bicchiere, poi due, poi tre, ed infine ne perse il conto. Un solo pensiero in mente, gli faceva pulsare le tempie.

Loui... (continua)


Marirosa Tomaselli 14/09/2016 - 12:57
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Beato tra le rozze

Agosto inoltrato, incrocio tre tipe sulla ventina. E' venerdi notte e c'è poca luna. Il destino ci vuole su un vagone lercio della metro A, fermata Bologna. L'aria non è mai delle migliori dopo una giornata di schifo al lavoro, la senti miscelarsi al puzzo inconfondibile di plastica bruciata che invade i vagoni della lurida tratta blue. Le tipe sono gemelle mono-generazionali, schort mascara ed ombelico al vento. Una delle tre sfoggia una pancia che racconta di patatine salse e tanti, troppi Mc Donald. Si siedono affannate proprio fronte a me, che poveretto vorrei solo sprofondare nel nulla in corsa del finestrino di fronte. La tipa con gli occhi neri da panda occupa di scatto il primo posto, furtiva come una lepre inseguita da uno scorpione, mentre seguo la seconda saltargli direttamente sopra al grido "Mortacci tua sta stronza"; la terza, iphone incorporato tra le mani e sguardo post inverno nucleare, si accuccia di traverso a gambe divaricate, quasi a voler rodare i ferri ... (continua)

Ilario Lekin 13/09/2016 - 15:02
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