RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

L'ASPIRAZIONE DELLO SCALATORE IMMOBILE

La foglia sta cadendo, lentamente. La sua oscillazione mi fa girare la testa, come quando pensi all'infinità dell'Universo, al numero delle sue stelle, al peso dei suoi atomi minuscoli. Non vorrei dirlo, ma ho le vertigini. Quel genere di capogiri che ti fanno salire i conati appena riesci a distinguere un punto fisso al di là del vortice: sempre che così possa chiamarsi “il non sentirsi in equilibrio”. Sinistra. Centro. Destra. Centro. Sinistra. Centro. Destra. Centro. Sinistra. E ancora. Quella piccola lamina verde, un tempo attaccata al ramo ruvido del suo alberghiere, ora mi da fastidio, ora si fa disprezzare da me. “Perché?”, mi chiedo. “Che ti ho fatto di male?”. Il suo picciolo mi guarda, sempre ondeggiando, facendomi le boccacce. “Affaracci tuoi!”, le rispondo. “Sarai tu a dover toccare il suolo, tra pochi istanti”. Lei continua. Fa spallucce coi margini seghettati, accarezzata dal vento afoso di Giugno. E rimane sospesa a fissarmi, ondeggiando fuori dalla finestra, con gli occ... (continua)

Pietro Tellerini 16/04/2015 - 15:11
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Un buffet indigesto

Immagina di essere ad una festa,
inizi a mangiare di tutto
e con lo stomaco traboccante
ed il cibo che vorrebbe sgorgare ovunque;
arriva il cameriere con il tuo piatto preferito,
che ti era sfuggito dal menù...
Ecco,
in amore,
quella e' la persona giusta nel momento sbagliato!

Gaetano Pecoraro... (continua)


Gaetano Pecoraro 16/04/2015 - 10:30
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Su peti cocone

È arrivata, è arrivata la mattina de su peti cocone, giornata tanto attesa
per uscire gioiosi e speranzosi in un gruppo chiassoso, per chiedere le
offerte.
Le porte sono tutte aperte e, dove stranamente non lo siano, suoniamo il
campanello e, almeno questa volta, non scappiamo ma restiamo in attesa
che qualcuno ci apra e appesantisca il nostro carico.
L'unica nostra dotazione è una federa, talvolta consunta o rattoppata ma
sempre pulita, federa simbolo di intimità, capace da sola di portare fuori
casa tanti segreti e che impregnata dell'odore antico del legno del vecchio
comò ereditato si rivela il miglior raccoglitore nella nostra impresa.
Si parte e piano piano il carico diventa più consistente in un viaggio
attraverso i vicoli, aspettando sugli usci delle case dove ci accolgono
donne gentili e sorridenti e, sporadicamente, donne tristi e dagli occhi
arrossati di cui con innocente gioia ne ignoriamo i motivi....
Via via la federa si riempie di mele cotogne, fichi secchi... (continua)

Millina Spina 15/04/2015 - 14:20
commenti 5 - Numero letture:1081

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Lady Oscar

“Mi parli della rivoluzione francese” - mi chiese.
Era il presidente della commissione, e mi doveva interrogare, anche se non ne aveva voglia!
Ed io di rispondergli anche meno.

Non voleva sapere grandi cose, solo due date, qualche generica informazione, insomma, si sarebbe accontentato del minimo sindacale. Era un esame di due anni in uno, per essere ammessa alla classe quinta della scuola privata che avrei frequentato l’anno dopo, però non mi ricordavo niente, ma proprio niente di quell’argomento.

Balbettai qualche parola per prendere tempo, per cercare un bandolo, qualcosa che rimettesse in moto le informazioni che da qualche parte avevo nella memoria, anche se mi ero trastullata molto quell’anno, nella certezza che, insomma, se paghi poi “due in uno” te lo fanno passare, via.
Qualcosa dovevo pur dire. Si trattava anche di uno scatto, piccolo, di orgoglio. Non potevo fare scena muta!

A studiare ci avrei pensato l’anno prossimo, lo promisi a me stessa, lo avrei fatto!
... (continua)


Glauco Ballantini 15/04/2015 - 12:54
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Che belle le mollette colorate!

Che belle le mollette colorate!


Certo che le mollette per i panni
ne hanno da raccontare!
Ricordo mia madre utilizzare
quelle di legno.
Spesso, la pioggia le inumidiva
fino a deformarle.
La corda ,così comunemente chiamata,
a volte era di ferro imbrunito ed appesi
vi erano abiti da lavoro, calze rammendate,
qualche camicia bianca. Pochissima roba!
Ah, erano anni difficili quelli!
Piccole case, pochissimi mobili,
letti singoli con reti metalliche,
bambini già ragazzi in pantaloncini corti.
Cappotti rivoltati e abiti passati da un fratello all’altro.
Odore di sugo……….la domenica!
Un lavatoio di pietra in casa ed una donna
strizzava i panni attorcigliandoli con maestria
rendendoli pronti, poi,
per quelle mollette di legno.
Che bella la semplicità!
Il progresso ci ha poi portato la plastica.
Moplen era un famoso Carosello del boom economico .
Le mollette di legno affiancate da quelle
più moderne e un po’ colorate.
Anche i panni appesi cambiavano.
Qualche ca... (continua)


luciano rosario capaldo 15/04/2015 - 11:35
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