RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Solo per me stesso

Solo per me stesso ho deciso di nutrirmi del mio stesso dolore, perché solo la mia sofferenza, è in grado di generare parole che, una volta trasformate in versi mi danno sollievo e benessere.


Sono lacrime, è sangue che come un fiume in piena soffoca il respiro trasformandolo in un rantolo, che diventerà amore una volta vomitato sul candido bianco di una vergine pergamena che nessuno ancora ha toccato.


Ho scelto solo per me stesso, di vivere del mio amore, di ciò che ne rimane, e delle emozioni che mi provoca.


Per me stesso vivo della mia passione, del mio essere incompreso, del mio essere in qualche modo dannato e condannato a rimanere nell'oblio e nella dualità di questo bipolarismo.


Solo per me stesso ho deciso di intraprendere il cammino dell'inferno, tra le spine dell'anima evitando di ricopiarmi, facendomi piuttosto ferite nuove ogni giorno, per cercare tra le carni di nuovi tagli nuove parole, per rigenerare me stesso, per cambiare e migliorare rimanendo lo st... (continua)


Daniel Bertuolo 25/08/2015 - 13:42
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Carne fresca per Juan Torres

CARNE FRESCA PER JUAN TORRES

Alamito.
Adagiata nel fondovalle pietroso, non era altro che un insieme di costruzioni riunite intorno all’antica chiesetta spagnola. Il sole faceva risaltare alcune casupole bianche che si mischiavano con altre in legno e pietra porosa.
- E quella sarebbe una città? – disse Aleardo Pink, sputando un bolo di tabacco. Nelle sue vene scorreva un po’ di sangue messicano. Eppure non aveva il cuore tenero per i mangiafagioli. Suo padre era stato un combattente per l’indipendenza del Texas, aveva sposato una bella contadina di Matamoros che gli aveva dato lui come unico figlio.
- Hai ragione. Se il Texas assomiglia a una vecchia baldracca seduta, quello è il buco del culo – convenne Keith Whitcomb. Si era tolto il largo cappello e si asciugava la fronte madida. I suoi capelli rossicci si accompagnavano agli occhi azzurri: il classico uomo venuto dall’Est, in cerca di fortuna.
I due, fermi sui loro cavalli in cima all’arida c... (continua)


Giuseppe Novellino 25/08/2015 - 12:04
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Occhi neri

Lisa è sola, seduta su una panchina dell'unico parco del paese.
Un po' di quiete, il verde del parco, il sole caldo dell'estate. Attorno a lei, una decina di bambini giocano rumorosamente. Li osserva tenendo fra i denti una cannuccia di plastica. A tratti gioca nervosamente con una ciocca di capelli.
-" Ehi, così non vale!", grida una bambina alla sua compagna di giochi.
Poi un pianto improvviso, acuto.
Diviene paonazza in viso, il naso le si riempie di muco e gli occhi sono gonfi e arrossati. Tutte le madri, impegnate nel solito cicaleccio, tacciono. Solo una donna si volta verso lo scivolo riconoscendo il pianto della propria bambina e le corre incontro.
La bambina ha un'escoriazione sul ginocchio destro ed indica alla madre la compagna di giochi "colpevole" dell' accaduto.
La madre si avvicina a Lisa: " Scusa, hai un fazzoletto da darmi?". Lisa è la più vicina fra tutte o forse è l'unica fra le altre che le avrebbe dato un fazzoletto senza off... (continua)

Lucia Trucca 25/08/2015 - 04:45
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Piano man

La porta cigolò aprendosi. Nella sua testa quel cigolio suonò come un “benvenuto, signore”. Appena entrato, il calore del fiato di decine di uomini lo colpì in faccia come una sberla. Insieme all’odore un po’ animale dei luoghi piccoli e chiusi, dove si ammassano molte, troppe persone. Ma dopo il vento gelido che aveva dovuto affrontare, là fuori, accettò di buon grado sia l’odore che il calore.
Tirò su con il naso. Cavolo se faceva freddo quella notte.
In un’altra età, in un’altra era, un’altra era, cavolo, si sarebbe preparato una camomilla calda e si sarebbe buttato sul divano. Niente di più classico, una serata casalinga in famiglia. Famiglia… Già.
Ma nessun fiore profumato sarebbe stata scomodato quella notte. No, quella sera serviva qualcosa di più forte, qualcosa che avesse più carattere, qualcosa che gli ricordasse che era ancora vivo.
“Un Whiskey”, mormorò al barista. Quello alzò lo sguardo dal bicchiere che stava asciugando e fece un cenno del capo. Okay, aveva capito. S... (continua)

Tommaso Ferranti 24/08/2015 - 11:08
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Un sogno... (1-3)

Che sole stamane! Questo è il primo pensiero che gli veniva in mente quella mattina, mentre il treno correva via veloce. Nulla di nuovo si diceva, come al solito, ma c'era un tarlo nella sua mente che non smetteva mai di scavare...
Ignazio era un impiegato di una grossa azienda che produceva profilati in metallo, destinati all'industria edile. Lui era la punta di diamante dell'ufficio sviluppo, le sue capacità di disegnatore industriale, erano indispensabili per la messa in produzione di intere nuove linee di prodotti, via via sempre più ergonomici e competitivi sul mercato.
Lui abitava a Napoli, e tutte le mattine all'alba, prendeva il treno per recarsi al lavoro in un'altra città.
Era un uomo sulla quarantina, con i capelli scuri appena spruzzati di grigio, non molto alto ma asciutto nel fisico. Una famigliola affiatata, la moglie insegnante di Scuola Elementare, due bambini e... la sua famiglia adottiva.
Già, Ignazio era stato adottato da piccolino. La mamma adottiva non parlav... (continua)

Maria Rosa Schiano 24/08/2015 - 09:29
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