RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

GIRASOLI

Sono davanti alla tua porta, vestito in modo impeccabile e con un mazzo di girasoli in mano.
Ho intenzione di suonare, di attendere qualche secondo per vedere apparire la tua testa nella cornice della porta d’ingresso con un’espressione di cinica sorpresa, perché sappiamo entrambi che mi stai aspettando. Ho intenzione di entrare, buona sera, come stai, fare il primo passo, il tappeto bianco, la poltrona, un caffè, sigarette sul tavolo, lodi per il buon gusto nella scelta dei mobili.
C’è qualcosa di marziale nel gesto di cercare con l’indice il pulsante nero del campanello, di entrare in contatto con la superficie, di premere con una certa sensualità per poi rendersi conto che non si sente alcun suono.
Il dito ripete l’operazione un po’ più velocemente, stavolta preme con maggiore forza il campanello, lo tiene schiacciato per qualche secondo, ma non si ode nulla. Deduzione immediata: paranoia dei fili elettrici.
Allora indietreggio venti centimetri, mi aggiusto il nodo della crav... (continua)

Riccardo Graziani 20/10/2015 - 12:54
commenti 8 - Numero letture:510

Voto:
su 20 votanti


Ciò che fece, tra l'altro, Nemesio dopo pranzo.

CIO’ CHE FECE, TRA L’ALTRO, NEMESIO DOPO PRANZO

Dopo pranzo, Lino Nemesio uscì a fare il pedone.
La zona in cui viveva, dichiarata A.C.A.V. (Area di Conservazione dell’Antica Viabilità), era abbastanza vasta, comprendeva sei isolati e un giardinetto pubblico in cui ci andava praticamente nessuno, tranne qualche collaboratore domestico extracom per i bisogni del cane. L’area verde appariva assai trascurata e sporca ( un vero merdaio). I suoi tre lati erano lambiti da un traffico intenso e congestionato, a causa dei rallentamenti provocati dalla zona A.C.A.V.
Nemesio si avviò verso quel luogo.
Un pallido sole faceva filtrare la sua luce dorata attraverso la nebbiolina di polveri sottili che avvolgeva gli edifici.
Camminava lentamente sul marciapiede, tenendo le mani in tasca.
I veicoli transitavano sui due sensi del largo vialone. Si beccò solo un “pedocchio!” da un motociclista incazzato.
Arrivato nel giardinetto, andò a sedersi su un... (continua)

Giuseppe Novellino 20/10/2015 - 11:05
commenti 2 - Numero letture:264

Voto:
su 8 votanti


Sul mare alle otto, una mattina di settembre

C’è un uomo barbuto che sta pescando con la canna, un ragazzo più giovane, un uomo biondo e una coppia di anziani che ha piantato l'ombrellone, aperto le sdraio e posato un piccolo zainetto.
A un certo punto il ragazzo giovane è chiamato dall’uomo barbuto con la canna perché ha preso qualcosa di grosso. I due cominciano a lottare col pesce mentre gli anziani incuriositi si alzano e lentamente li raggiungono.
Arrivati dai due con la canna, questi ultimi la lasciano immediatamente e corrono all'ombrellone degli anziani derubandoli del portafoglio e dello zainetto, salendo rapidamente sullo scooter che avevano lasciato sul bordo della strada.
L’uomo biondo commenta: “Ci cascano sempre!”... (continua)

Glauco Ballantini 19/10/2015 - 23:33
commenti 4 - Numero letture:301

Voto:
su 9 votanti


Karenina

A volte accade di entrare in una dimensione diversa. Basta salire due rampe di scale poi un mezzanino e, chiusa la porta, il mondo dietro si ferma.
L'atmosfera si riempie del colore giallo e rosso dei girasoli, del suo maglioncino nero, del trucco fresco, dei foulard, dei grandi orecchini che vi si posano sopra, delle parole e dei gustosi cibi preparati in quelle due ore pronte d’atmosfera.
Poi la porta si riapre sul mondo e discendendo le rampe c’è il solito gradino diverso dagli altri che trovi in ogni scala, e pensi che quel gradino sia come quel tempo piccolo.
Quel gradino è Karenina.
Diversa tra tutti e da tutte.... (continua)

Glauco Ballantini 18/10/2015 - 23:31
commenti 1 - Numero letture:350

Voto:
su 7 votanti


Lettera ad un amico I

Ciao Marco,
ti scrivo queste parole cominciando così, dal nulla. Non ho ben chiaro in mente nemmeno io cosa affronterò, ma so che il mio cervello ha voglia di gridare e che la mano è l'unica cosa che può far uscire quel "suono".
A te come va ?
Qualcosina l'ho saputa.. So che hai compagnia e che siete una bella coppia, so che hai tanti progetti e che sei fortemente deciso a portarli avanti.
Sono felice per te.
Davvero.
Perché tu sei una persona buona che si merita il suo angolo di felicità.
Quanto a me.. Eh.. Ti ricorderai quanto mi piaccia molto e poco, allo stesso tempo, parlare di me. Tu sei partito ed io sono rimasto qua. Non fermo, chiaramente, non si può restare fermi. Anche se rimanessi immobile comunque mi muoverei, andrei avanti o forse indietro, ma fermo non potrei rimanerci neanche volendo. Che posso dirti di me ? Beh.. Sono il solito, adesso ho pure un lavoro, incredibile eh ? Di progetti non ne ho, non ne ho. MI sono scontrato con quel mondo che avev... (continua)

Simone Pazzaglia 17/10/2015 - 23:38
commenti 1 - Numero letture:304

Voto:
su 6 votanti



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