RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



SOLO CENERE

Forse a casa tua si parla sardo e al bar bevi solo Ichnusa, forse sventoli la bandiera dei quattro mori ad ogni occasione, con orgoglio magari, forse sei uno di quelli che asserisce che i prodotti sardi siano i migliori e che il nostro mare sia il più bello al mondo.
Forse nelle feste scorgi la bellezza delle donne della tua terra, nelle loro vesti intessute di storia, di silenzi, di sofferenze e di speranza in un domani migliore.
Forse hai ballato stretto insieme alle tue sorelle ed ai tuoi fratelli in un magico ballu tundu dove la musica arrivava da un tempo remoto.
Forse hai figli da abbracciare ogni sera ed una donna da amare mentre ti tuffi nella profondità della sua anima.
Forse non sai che il suolo che occupi non è opera tua: è l’eredità che il tempo con la sua pazienza e donne ed uomini dallo sguardo intenso e dal profilo deciso hanno tramandato perché ne avessimo cura con passione e fierezza.
Tante ipotesi, le mie, ed un’unica certezza, che tu un cuore non ce l’abbia.... (continua)

Millina Spina 14/07/2017 - 17:12
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La tempesta

Quanto tempo è passato da quel lontano settembre. Ricordo ancora udire quella voce di Elia in quella tempesta, quando quell'onda anomala ci investì e con la barca ci capovolgemmo. Quella inaspettata tempesta, così, in pochi minuti. Adoperai tutte le mie forze cercando Elia, inutilmente. Quel giorno ricordo bene era una bella giornata e come sempre io ed Elia decidemmo di andare con la nostra barca in una isoletta non lontano dalla terra ferma, circa trenta minuti di voga. A volte restavamo anche la notte. Quel giorno avevo un presentimento strano, tanto che nelle ore del pomeriggio soffiò un venticello del tutto anomalo, il cielo incominciò ad oscurarsi. Io avrei voluto restare, ma Elia mi costrinse di andar via, e cosi ci imbarcammo alla svelta. Intanto quel venticello aumentò la sua velocità. La pioggia d'un tratto sembrò un diavolo scatenato e dopo metà di voga una enorme onda, come una nube a noi addosso, ribaltò la barca e per alcuni secondi udii la voce di Elia: “Rudi, Rudi!” e p... (continua)

Salvatore Rastelli 14/07/2017 - 10:47
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La giusta dimensione della vita

(Dello stesso autore: Tratto dal libro “Filastrocche magiche e disincantate con dipinti e personaggi d’autore”. Ediz. Youcanprint self publishing. Settembre 2015)

Io non so davvero qual’è, cos’è la giusta dimensione della vita.
Troppi anni son passati da quando l’ho nella mia mente concepita.
Ma non ne ho scorto un lembo, nemmeno una traccia di matita.

Non lo so proprio cos’è la giusta dimensione della vita.
La verità è che non l’ho mai capita.

Non mi è arrivato nemmeno un raggio della sua luce.
Non so se consiste in una strada storta senza pace,
o se è delimitata dai cespugli d’erba inaridita.

Se ha un fine, se è iniziata o ancora deve cominciare,
se è abbozzata, definita o tutta la scoprire.

Se alberga nell’oscillazione monotona di un orologio con suo tic tac.
Se vive assieme al tempo, nelle ore, nei minuti, o dentro un dannato patratrtac.

Se è soltanto una cometa che sta lontano e mai s’afferra.
Se è un ideale che abita lontano dalla terra.
Io non so ... (continua)


Vincenzo Scuderi 14/07/2017 - 08:38
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RANDAGI

Andava solitario nella notte senza una mèta già prestabilita
senza pensieri, con la mente vuota e l’anima assopita
aspettando... che cosa? Forse fare un viaggio a ritroso nel tempo
per rivivere amori ormai sopiti? Ma ne aveva ben altri di ricordi.
Aveva percorso la propria esistenza consumando le scarpe e
la vita ad inseguire ideali illusori.
Già da molti anni aveva l’argento nei capelli
lentamente avanzava nella notte randagio e indifferente aspettando
che si chiuda il capitolo della vita, quando un cane randagio come lui
gli si affincò leccandogli la mano, un cane senza nome
in cerca di un padrone. Guardò quel cane dagli occhioni tristi
che lo seguiva mogio nella via cercando compagnia e fu vinto
da profonda tenerezza pensando: in fondo mi somiglia
come me è un’anima sperduta. Lo accarezzò dicendo: da oggi
sarai tu la mia famiglia, almeno avrò uno scopo per ricominciare
a vivere le briciole di tempo che mi resta.
Come se avesse capito il cane scodinzolò festos... (continua)

enio2 orsuni 13/07/2017 - 10:35
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Una mattina strana

Esco da casa triste, con il morale sotto i tacchi, tutta indaffarata nei miei problemi, senza scambiare qualche parola con la mia sorella. Con le mani in tasca cantavo qualche canzone, di qua e di là, tanto per animare il mondo, visto che la strada dove stavamo camminando, è più triste di me e di mia sorella messe insieme.
Gli alberi avevano foglie ormai secche, scure e morte che con una soffiata di vento, andavano giù per terra, accompagnando sassolini ed erbacce.
Dentro di me sentivo un peso così enorme e sporco di tristezza che, mostrava sul mio viso una smorfia che ancora oggi non so come curare.
Il tempo non è cattivo, non c'è neanche quel vento birichino e quella pioggia che ci si dovrebbe aspettare nella stagione d'autunno.
Al di là dei monti, si affaccia un bel sole che, con i suoi caldissimi raggi, rende il paese mite, ricordando a malapena l'estate appena trascorsa.
Camminavo calpestando quelle foglie ormai brutte e prive di vita che, ad ogni mia 'carezza' davano strani... (continua)

Rajaa Sarboub 12/07/2017 - 16:37
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