RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

L'immortale

Ricordo che ero in un letto d'ospedale. Immobilizzato, non ero in
grado di parlare, né di connettere efficacemente. Sentivo
vagamente delle voci provenienti dalla stanza, dove ero
ricoverato, che parlavano di un’emorragia cerebrale localizzata
ma devastante. Credo stessero parlando di me, a qualche mio
parente o amico, (penso Claudia) ma non so o non ricordo a chi.
Sono stato trasportato al Pronto Soccorso, dove sono rinvenuto
per pochi secondi, paralizzato completamente; dopo di che sono
svenuto ed entrato in coma. E poi, credo di essere morto.
Comunque se sono morto, non ho provato alcuna sensazione
speciale. Non mi è apparso Dio, non ho visto luci celestiali, non ho sentito voci ultraterrene.
Non mi accorsi subito di essere completamente nudo.
Mi accorsi però di non essere in un ospedale, il letto duro come il
marmo, e coperto da un lenzuolo bianco.
Non avevo cuscini, né indumenti, né alcunché intorno a
me; non c'erano altri letti, né infermieri. Assolutamente
niente... (continua)

Savino Spina 25/06/2016 - 19:06
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SCHEHERAZADE

Fu così che un giorno uno dei piu grandi regista del mondo di quel tempo, Frank Wood, andò a girare un film sul Giordano, in un paesetto proprio al confine fra l'Israele e il Libano. In quel tempo le auto non avevano la technica di
oggi. Nell' auto di Frank mancava l'acqua nel radiatore. Per sua fortuna vide una ragazza monita di due brocche di terra cotta ad attingere nel fiume. Frank si avvicinò alla ragazza e chiese di versare dell' acqua nel radiatore. La ragazza eseguì e Frank la ricompensò con venti lire libanese. A circa cento metri la carovana cinematografica prese posto per le prime azioni fra gli artisti: la grande Greta Bith che doveva interpretare Schehrazade. Ma non fu cosi: due giorni dopo la Bith per un piccolo malore non potè fare le prove e cosi Frank rimandò. Nonchè dando uno sguardo verso il Giordano scorse la ragazza che attingeva nel fiume. Gli venne in mente la controfigura, chiamò la portatrice d' acqua, facendo un cenno e Saran - cosi si chiamava la ragazza ... (continua)

Salvatore Rastelli 25/06/2016 - 11:17
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Il grande giorno

Claudia era da più giorni di pessimo umore. Le meraviglie
della città, che vedeva per la prima volta, la
distraevano per qualche ora, ma poi ripiombava nella
solita tristezza.
Io, che ero avvezzo a vederla sempre serena, passando
i suoi giorni da un sorriso ad un altro sorriso, le
avevo chiesto già più volte:
- Ma che cosa hai, amor mio? Ti senti male? Ti senti
stanca? Vuoi forse riposarti per qualche giorno dalle nostre continue escursioni?
Ed essa rispondeva seccata, con quel piglio che rende
quasi sempre impossibile l'insistenza della domanda:
- Non ho nulla, mi sento benissimo.
Un giorno però alla domanda Ciro aggiunse anche le
carezze e a tante forze alleate messe insieme, ella non
seppe, non poté più resistere.
- Ecco qui perchè io sono di cattivo umore. Tu mi hai
detto sempre che la prima prova di amarsi e di vivere
una vita sola in due era quella di non avere il più piccolo segreto l'un per l'altro. E mi hai ripetuto non so quante volte, che la prima bugia dett... (continua)

Savino Spina 24/06/2016 - 15:08
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INCONTRO CON SORPRESA

Dannazione! Era in ritardo e il traffico caotico non aiutava, schiacciò l'acceleratore della sua macchina sportiva e tentò una scorciatoia, non poteva fare tardi, il primo giorno e soprattutto doveva restare concentrato. Ma l'immagine tentatrice di un sorriso dolce e due grandi occhi verdi, continuava a distrarlo. Accidenti! L'aveva incontrata solo la sera prima e non riusciva a togliersela dalla mente.

Era in ritardo, si sentiva come quei personaggi goffi dei fumetti, mentre cercava di perdere tutto ciò che le serviva: chiavi, cartelletta, cellulare, documenti, relazione, girando alla rinfusa per il piccolo appartamento, sotto lo sguardo stranito del gatto che la spiava da sotto il tavolo.
«Sì, sì, ridi tu! Tanto se mi licenziano mica mangi!» sbottò guardandolo di traverso. Afferrò l'ultimo oggetto che le serviva e schizzò via. Se ieri non avesse fatto tardi, ora non sarebbe stata così in ritardo, e pensare che quel giorno, sarebbe arrivato il nuoco capoufficio, perché il vecchio ... (continua)


Marirosa Tomaselli 24/06/2016 - 12:47
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Eternamente tuoi amici

Conosco un amico di tutti noi,
un amico fedele di tutti noi,
il suo nome è Dolore,
esatto Dolore;
un giorno Dolore si sposo,
prese in moglie una certa Solitudine,
anche lei tua eterna amica,
ebbero due figlie ed un figlio,
che si chiamano: Sofferenza, Pena e Ricordo.
Non ti lasciano mai,
non ti lasceranno mai,
eternamente tuoi amici,
eternamente tuoi amici.
Un giorno chiesi a Dolore: " Come mai sei dolore?"
Mi rispose: "Perché il dolore è ovunque, dovunque"
Dopo aver sentito questa risposta gli domandai: "Come mai non mi abbandoni mai?"
Mi rispose: "Perché il tuo cuore prova eterno dolore, amico mio."
Non ti lasciano mai,
non ti lasceranno mai,
eternamente tuoi amici,
eternamente tuoi amici.
Dopo aver parlato con Dolore incontrai Solitudine e le chiesi: "Tu come mai sei solitudine?"
Lei mi rispose: "Perché anche quando siamo insieme agli altri in realtà siamo soli"
Un po' angosciato per questa sua rispos... (continua)

Raffaele Ciriello 24/06/2016 - 12:06
commenti 1 - Numero letture:215

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