RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Sono una donna libera

Cerco disperatamente di non ascoltare i commenti delle gente che mi gironzola intorno. Vorrei quasi tapparmi le orecchie ma desisto perchè farlo significherebbe dimostrare loro che mi importa. Invece compro quello che serve per l'osteria e senza darlo a vedere scappo via. Alcune donne ridono. Sono schiave e ridono...ridono di me perchè io sono una liberta e quindi non sono nè carne nè pesce. Nè cielo nè terra. La mia padrona,la nobildonna Lucia Gavilla, non c'è più. Era una donna anziana che mi aveva preso nella sua casa dopo che fui trascinata qui, nella Grande Urbs, insieme ad altri novecentonovantanove ostaggi dopo la battaglia di Pidna. Lei mi prese con sè come schiava per poi donarmi la libertà poco prima della morte. Ma per i liberti la libertà è sono un'utopia. Quella che ci viene donata è una sua lurida copia, uno storpio che in pubblico cammina coperto da un ampio mantello per non dare a vedere quanto sia orribile. Quella che abbiamo noi non è libertà: siamo marchiati dal dolo... (continua)

Anna Di Maio 20/11/2014 - 20:53
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A cosa stai pensando?

La colpa di Facebook e' la globalizzazione del pensiero.
L'invito a tutti e' la banalizzazione del pensiero stesso.
I filosofi antichi seppure avessero un'idea ontologica, al contempo, sancivano oligarchia, Joyce lo aveva sviscerato delineandone la complessità.
Ma mai alla merce' di tutti.
Il pensiero cosi perde la sua arte, per ridursi a mero strumento di comunicazione di massa.
In cui pensare e' dato per scontato, un riflesso condizionato tout court!

Gaetano Pecoraro... (continua)


Gaetano Pecoraro 20/11/2014 - 13:29
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In preda al passato ...

C’era solo una sedia in mezzo a quell’ enorme stanza. Ed io seduto senza far nulla. Senza muovere un muscolo. Senza proferire parola che potesse avere un senso. Completamente nudo.
Intorno al mio collo una catena chiusa con un lucchetto, pesante e che puzzava di metallo.
Non potevo scappare da lì. Non c’era via d’uscita.
Urlavo ma nessuno sembrava sentire le mie grida che si facevano doloranti e terribilmente strazianti.
Stavo male e non c’era nessuna medicina per guarirmi.
I miei movimenti sembravano quelli delle gocce di pioggia quando cadono sull’asfalto. Gesti a scatti senza il minimo controllo.
Non possedevo più la concezione di me stesso.
Mi faceva male la testa e con le mani me la reggevo per provare a sentire meno sofferenza.
Il mio cervello chiedeva perdono incessantemente ed io pregavo perché qualcuno mi considerasse.
Non c’era nessuno. Me ne convinsi.
Ero solo in quelle quattro mura.
Ma cosa mi sta succedendo? Il mio passato torna a farmi visita, dipinge l... (continua)

FraAaron 759 19/11/2014 - 21:54
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Un'anima da cogliere

Quando il campanello suonò delicatamente, Paolo dette un'ultima occhiata alla sua fatica e la trovò perfetta. Il tavolo apparecchiato era per due, con in mezzo uno stupendo bouquet di rose rosse, vino bianco nel porta ghiaccio, luci soffuse e nell'aria un delicato aroma. Dalla porta più lontana, leggermente aperta si poteva intravedere un letto: c'erano anche “le lenzuola con il grigio” come consigliava il guru del tradimento. “Si, tutto preciso come un orologio”, pensò Paolo, mentre col telecomando faceva partire la musica. Aveva inserito nel lettore dieci tra i più romantici Cd che aveva scaricato: gli avrebbero dato una mano per tutta la notte. Ecco, finalmente era giunto il momento di far entrare Anna, la caposala di Ortopedia. Paolo era anestesista nello stesso ospedale, a Voghera. Quando la donna entrò, fu profondamente colpita da quello che lui le aveva preparato curando con attenzione ogni minimo particolare. Si sentì orgogliosa di se stessa: aveva davvero messo gli occhi sul m... (continua)

Ivano Migliorucci 18/11/2014 - 19:08
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Corsie inverse

Quando ti svegli alle quattro del mattino in un paese al quale non è rimasto che le vene del suo popolo ed esci di casa con un borsone quasi vuoto,l'incrocio disegnato dalle conseguenti possibilità diventa un bivio: o ti dirigi verso l'avventura o ti dirigi verso la morte.

Il porto è pieno di gente e le loro teste sono un fiume i cui argini si sarebbero lacerati da qui a poco tempo lasciando scorrere un'angoscia che quasi si respira nell'aria, insieme all'odore di pesce e salsedine. Mio marito partirà domani,con lui anche i miei due figli e i miei genitori.

Il primo barcone sta arrivando e per quel fiume di gente quasi sembra un grande mare dove sfociare, per far si che i propri argini non straripino. L'iniziale entusiasmo è vivo tra la persone, coscienti che il viaggio li porterà alla salvezza. Provo ad alleggerirmi l'animo e ad immedesimarmi nel bambino che mi siede a fianco, il quale domanda alla madre a quale gioco stessimo giocando. Qualche minuto più tardi uno stormo di uc... (continua)


Giorgia Rosa 18/11/2014 - 15:09
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