RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Mattoni e lastre di pietra

Quanti bei ricordi si affacciano alla mente in questi ultimi tempi! Ho quasi paura che possa trattarsi di un presagio! Spero di sbagliarmi perché ora più che mai capisco la bellezza dell’esistenza e vorrei potermela godere. Finora ho sempre rinunciato a tutti i divertimenti per non spendere in cose inutili e non ho intrattenuto rapporti cordiali con alcuno per non essere costretta a fare regali. Non sono asociale, semplicemente non ho denaro da scialacquare!
Credete che non mi piacerebbe fare bella figura inviando qualche presente come forma di ringraziamento per una gentilezza ricevuta? Oppure un regalo alle amiche in occasione del loro matrimonio o della cresima o semplicemente del compleanno? O ancora festeggiare i compleanni dei miei figli, come fanno tutti i miei amici e conoscenti?
Lavoro tante ore al giorno, talvolta anche la notte per assicurare l’indispensabile ai miei cari. Se potessi farei molto di più e darei loro anche il superfluo! Nonostante il compenso per il mio lav... (continua)

Marianna Bonno 03/12/2013 - 21:25
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GIULIA (La figlia di nessuno)

Giulia
(La figlia di nessuno)

Viveva in una grande e bella casa di un paesino dell'entroterra della bella Sicilia una donna sensibile e cordiale di nome Matilde, sposa di un gentiluomo, che aveva il vizio di giocare frequentemente a carte. La casa si affacciava sulla piazza larga e lunga, palcoscenico di quei cittadini, attori più o meno protagonisti che abitavano il paese. Il sole era la fiaccola potente del luminoso giorno, mentre di notte cornice e luce della piazza erano gli antichi lampioni. Tutte le feste, le cerimonie tristi, gli incontri ed anche molti scontri avvenivano lì.
La signora Matilde, malata di cuore, usciva raramente e più raramente passeggiava. I suoi occhi cerulei perforavano i vetri dell'imposta di un balcone e di là rubavano immagini, ricordi, attese, lontane amicizie, desideri e tra questi il più soave, il più forte a cui una donna anela: un figlio. Aveva conosciuto l'amore di cuore e di sesso, ma il frutto che lo stesso produce a lei rima... (continua)


Gino Ragusa Di Romano 03/12/2013 - 16:34
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Follia

Era un trantranquillo paesino della campagna Francese, Levecourt, abitato da contadini e pastori che vivevano solo del loro sudore.
Lo era, prima che venisse invaso da un’orda di strani individui. Ragazzi, per lo più. Fricchettoni pieni di tatuaggi e piercing, vestiti di stracci e con neri anfibi ai piedi.
Ogni giorno vagavano come assenti per la cittadina quasi deserta. Chissà cosa vedevano nei loro deliri e nelle loro allucinazioni.
Ogni giorno all’alba si trovavano sul limitare del bosco, con lacci e cinture che si legavano al collo. Mini soffocazioni. Ipo ossigenazione del cervello, che come studiato da Jean Bernard portano ad uno stato d’estasi quasi onirico, ad una sorta di psichedelia che conduce verso il buio.
Il paese era abitato da fantasmi.... (continua)

Sole Biancalani 29/11/2013 - 17:49
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Dolore

La pavimentazione sconnessa del sentiero di montagna è sempre gradevole per un amante delle scampagnate come Marco. Saltella agile tra le rocce, evitando le fronde dei rami.
Per me, invece, è una tortura: c’è puzza di marcio, al limitare della foresta. Gli scarponi sono una macchina infernale, i piedi consumati dal continuo sfregamento.
Sento tre vesciche già gonfie premere dietro il calcagno, e Marco continua a correre qua e là.
–Dove cazzo vai?–
Simone è ancora più indietro di me. Certo, con tutto quel lardo come vuoi che faccia ad essere svelto?
Marco non gli risponde, e comincia a correre.
Simone mi supera ansimando come un mantice, e già aloni di sudore si aprono sulla sua schiena.
Comincio a correre anche io. Le vesciche si aprono, i miei piedi mi implorano di fermarmi, ma non lo faccio, e corro più forte.
Sento la pelle staccarsi dalla carne arrossata e cotta, ma Marco già non c’è più.... (continua)

Sole Biancalani 28/11/2013 - 15:28
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Rotta

Qualcosa punge la mia schiena. Qualcosa di duro, verde, ispido.
La mia testa è il punching ball di un pugile.
Tutto è bianco, luminoso, come la pagina perfettamente vuota della mia mente.
Mi rotolo su un fianco, e la puzza della terra smossa e dell’alcool impregna ancora i miei vestiti.
È vomito quella macchia rossastra sulla manica della camicia?
Avvicinando il naso, improvvisamente ricordo: il vino, amaro come il fiele, scorre nel mio esofago e ristagna tra le pareti del mio stomaco; la voce roca e scossa dalla tosse di qualcuno più ubriaco di me.
E poi più niente. E adesso i girasoli.
Con quelle facce contornate di giallo ridono di me, della pozza di merda in cui sono coricata.
Mi alzo barcollando e strappo un fiore.
In mezzo a tanta bellezza, non voglio essere l’unica cosa rotta.... (continua)

Sole Biancalani 26/11/2013 - 21:32
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