RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Capelli rossi

Mia moglie era stremata. Mai vista tanta sofferenza. Quasi mi insulta perché non sono in grado di alleviare le sue pene. Quando però il dolore prende il sopravvento, non è certo un massaggio che può attenuarlo. Mi getto in corridoio. Cerco aiuto: forse ci siamo. La portano immediatamente in un'altra stanza. Entro, le luci mi stordiscono. Intorno a mia moglie tutti calmi. Lei continua a urlare. Io, stranamente, non provo ne ansia o paura. Inconsapevolezza, forse. “Spinga signora, spinga!”. Si, amore, spingi. Non capisco come possa uscire da lì. Eccolo! Taglio il cordone. Ha i capelli rossi. È nostro figlio... (continua)

gabriele marcon 25/07/2016 - 11:55
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Agrodolce

Di tutte le figure che hanno accompagnato la mia infanzia la più cara per me è quella del nonno materno, Paolo.
Faceva un lavoro fa -vo- lo -so : il pasticciere.
Vista dalla parte di una bambina, si può pretendere una fortuna più grande?
Fino al mio matrimonio, cioè fino all'età di 26 anni, ho abitato nel palazzo del nonno che al primo piano era stato suddiviso in tre accoglienti appartamenti, uno per i nonni , gli altri per due sue figlie, mia madre Marina e mia zia Ilaria, anche lei sposata con figli; zio Riccardo e zia Elena, invece, abitavano fuori, rispettivamente a Macerata e a Napoli.
Quella casa, più che nella mente, mi è rimasta nelle narici perchè ogni giorno si impregnava del profumo dei dolci che nonno Pino con i suoi lavoranti preparava fin dalle prime ore del giorno: odore di vaniglia, fragranza di pandispagna e cioccolato, effluvi di spezie e aromi vari
si diffondevano nel fabbricato rendendo più dolce il risveglio a noi di casa ma anche agli inquilini che abi... (continua)

Aurelia Strada 25/07/2016 - 11:41
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Undici Chilometri 4.

La preparazione del pane era uno spettacolo che andava in scena due o tre volte la settimana, al quale assistevamo con mio fratello come se si trattasse di un film. Solitamente quando arrivavamo – eravamo alloggiati in una casa di proprietà della stessa famiglia, poco distante dal centro della frazione – il forno era già in funzione, alimentato con le fascine di legno di castagno stoccate in prossimità, ed Enrico era in procinto di iniziare la fattura del pane, servendosi di una conca di legno nella quale mischiare farina, acqua e lievito. Da lì in poi era un lavoro di braccia per girare e rigirare la farina facendola divenire un tutt’uno con gli altri elementi, formando una massa omogenea che si adagiava sul fondo della conca.
La prima fase della preparazione finiva con la formazione delle picce di pane da un chilo, pesate sulla bilancia a basculla, messe sulla pala di legno e infornate dopo aver liberato il forno ormai caldo dai resti delle fascine, chiuso infine con il suo coperchi... (continua)

Glauco Ballantini 25/07/2016 - 07:41
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Undici Chilometri 3.

Barga era il contraltare di Renaio; era comunque vacanza, ma quando ci andavamo, tornavamo a vivere un’atmosfera novecentesca. Si poteva fare la spesa in più botteghe, comprare il giornale, essere circondati dalle case, vedere le auto, c’era anche la farmacia e in caso di necessità l’ospedale. Solitamente ci andavamo, quando anche babbo era in ferie, ogni quattro o cinque giorni e il 16 agosto per San Rocco, in auto, ma si poteva andare anche in pullman, o meglio con la corriera che partiva dalla piazza di Renaio alle 8.00 per ripartire dalla cittadina verso mezzogiorno. Una discesa indimenticabile in auto è stata invece una sera in preda ad un attacco di asma, fu una discesa verso la farmacia su una mini guidata da una cugina di Enrico, seduto sul sedile posteriore: sembrava di fare un rally, strada completamente libera e alberi che correvano di lato e che si aprivano davanti a noi illuminati dai fari.

L’arrivo al paese avviene oggi attraverso la nuova strada, un’autostrada in conf... (continua)


Glauco Ballantini 23/07/2016 - 22:55
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ESTOTE PARATI - SIATE PREPARATI

Ho passato metà di questi miei anni fra gli amici scout.

Sono entrata nel gruppo che avevo appena sette anni ed ho lasciato a trentuno, ci sono quindi praticamente cresciuta tra canti a squarciagola, preghiere rivolte al Cielo, salite polverose, risate e lacrime sincere.

Era il 1974 ed io insieme ad altre ragazzine formammo il cosiddetto Cerchio delle coccinelle e la prima uscita fu in quella campagna appena fuori del paese, tra gli ulivi argentati ed i papaveri rossi, dove ora ci sono l'ufficio postale, le scuole medie e tantissime abitazioni.

Ricordo con quale entusiasmo tutte noi abbiamo vissuto ogni istante di quelle giornate dense di attività, di paure e di nostalgia di casa.

Allora non esistevano ancora le camicie azzurre della divisa e d'inverno usavamo quegli odiosi lupetti blu che al lavaggio si accorciavano nelle maniche e che non riuscivano ad occultare quelle piccole dunette, i nostri piccoli seni che con puntualità spuntavano e di cui tutte ci vergognavamo... (continua)


Millina Spina 23/07/2016 - 19:25
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