RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



PICCOLE DONNE

“Sto uscendo, vado da Grecheddu. Quando la pentola inizia a bollire abbassate la fiamma.”
Nel mio paese c’erano due empori che si facevano la concorrenza dagli anni cinquanta, uno era della famiglia Farris, soprannominato Botto e l’altro era appunto della famiglia Grecu, Grecheddu per via del diminutivo.
Giusto il tempo che mia madre si infilasse una borsa sul braccio e varcasse l’uscio ed io e mia sorella Graziella sprangavamo la porta, che altrimenti restava spalancata per tutto il giorno, per dedicarci, occhio alla sveglia con la gallina che beccava poggiata sul caminetto, alle nostre attività segrete.
Mentre lei spalancava la credenza per tirar fuori il pentolino io trascinavo la Borletti in mezzo al corridoio, davanti alla porta del cortile, in modo che fosse ben illuminata dalla luce che vi entrava.
Capitava spesso che nostra madre, dimenticata qualcosa, tornasse indietro entro qualche minuto e noi nel giro di quei pochissimi istanti garantitici dalle sei mandate del passante... (continua)

Millina Spina 12/03/2016 - 23:34
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Lavinia

Era una sera buia e senza luna ed un cielo oscuro era costellato di punti luminosi. La gente andava e veniva per le strade della città, a gruppi schiamazzanti che si salutavano, s’incontravano e passavano oltre. Io ero uscito da solo e fuori dalla porta di casa l’ombra mi aveva accolto come una tiepida coperta. Avevo raggiunto una piazza in pochi minuti, fumando una sigaretta per ingannare il tempo. Ero arrivato ed avevo incontrato un mio amico, Giovanni, era stato lui ad invitarmi ad uscire.
Non potevo fare a meno di percepire un turbamento in quella piazza. Mi sembrava che tutti volessero essere amici, volessero essere felici, conoscersi. Fioccavano sorrisi, pure mi pareva che ogni volto fosse irrequieto, in fondo. Sarebbero tornati a casa ed avrebbero aperto il frigo, si sarebbero spogliati tutti, si sarebbero messi tutti a letto.
Ad un tratto Giovanni fu strattonato per una manica e vedemmo Lavinia che ci salutava, una sua vecchia ragazza. Non la conoscevo e mi presentai: “Cosimo... (continua)

Piero Geddes 12/03/2016 - 11:15
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ARGENTO

ARGENTO
Stanotte ho preparato i colori.
Avevo le mie scatole sulla mensola una sopra l'altra, le scatole tutte uguali fuori, i colori tutti diversi dentro, ma non c'è bisogno di leggere sulla confezione per riconoscere cosa c'è dentro, qualche macchia di colore sulla scatola la trovi sempre, se guardi bene fuori, intuisci sempre cosa può esserci all'interno.
Ho preso una piastra di vetro dalla pila di quelle pulite e leggendo la ricetta ho incominciato ad aggiungere i vari colori, uno dopo l'altro sulla bilancia poi, al momento di mescolare i colori ho fatto un pensiero astratto, legato alla loro consistenza, una cosa curiosa ma profondamente vera che in 15 anni non mi era mai capitato di pensare, forse perchè a certe cose che facciamo abitualmente non prestiamo mai molta attenzione.
Ho notato che i colori che uso somigliano molto alle persone che conosco.
Ci sono colori morbidi, fluidi, che quando li prendi sulla punta della spatola devi essere abile e veloce a maneggiare perchè ... (continua)

Silvia Simona Biolcati Rinaldi 12/03/2016 - 02:52
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RICORDI DI SCUOLA

Alla sera preparavo la cartella per il giorno dopo. Due quaderni. Uno a righe per la bella scrittura e uno a quadretti piccoli per far di conto. Quindi l'album da disegno utile per farci gli aerei nell'ora di ricreazione. Vicino il sussidiario. Quando lo leggevi potevi scoprire le abitudini dei ruminanti ed anche i paesi della terra dove gli uomini si mangiavano le unghie e vivevano felici.
Ricordo che al mattino incontravo i compagni di classe. Tanti grembiuli neri con colletto bianco. Entravamo in classe e ci sedevamo subito al nostro posto. Quando entrava la maestra, ci alzavamo in piedi e salutavamo con il “Buongiorno signora maestra”. Lei si accomodava alla cattedra e faceva l’appello. Quando veniva chiamato il tuo nome, dovevi alzarti in piedi e dire “presente”. Se eri assente non rispondevi e i tuoi compagni di scuola si preoccupavano di portarti i compiti a casa.
Ricordo che quando venivo interrogato la maestra, da dietro la cattedra, mi chiamava alla lavagna scandendo nell'... (continua)

Paolo Delladio 11/03/2016 - 19:46
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La rotonda... dei matti

Oggi si diventa matti facilmente…
e non per la fame, o la sete, né per la fatica che ci vuole per procurarsi da vivere.
La fame, quella vera, magari è una tortura, e fa soffrire per i crampi allo stomaco, che spingono a cercar da mangiare.
Anche se, per la fame, da noi… basta rovistare un cassonetto.

No no! Non si diventa matti per un bisogno ma, piuttosto, quando esso è percepito erroneamente come tale.
Ci sono molti costumi… inventati per le moderne forme di schiavitù, celate da paraventi di regole luminose, abbastanza collaudate, per mandare avanti una società di matti, i cui membri vanno a zonzo per le strade, consumando moltissima benzina…
Al più prigionieri nelle loro case, costruite da una banda di matti.

Sulla vecchia statale, qui vicino, dove c’era la fermata dell’autobus… hanno realizzato una bellissima rotonda.
Quelli che l’hanno costruita si sono dimenticati di sistemare una nuova fermata per la corriera…
tanto che i poveri abituali viaggiatori,
sprovvisti ... (continua)


Francesco Gentile 11/03/2016 - 13:52
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