RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



Jeo so sardu, deo so sardu.

Jeo so sardu.
Deo so sardu.
Con quanto orgoglio esponiamo questa frase dove meglio ci capita e con che sguardo truce la formuliamo ai continentali, in sede od oltre il mare!
Viviamo su una Terra speciale, unica e dalla storia antichissima e salda come le rocce che la testimoniano.
Respiriamo profumi veri e differenti, con una gamma vasta e variegata per ogni stagione.
Per scoprire la nostra Terra arrivano visitatori da ogni angolo del pianeta; le fotografie delle nostre meraviglie sono spesso rubate e spacciate per angoli, evidentemente, meno paradisiaci dei nostri.
Eppure percorri svariati chilometri per visitare quell'angolo della tua Terra visto sulle foto o in un servizio in TV, ti fermi al bar di quel centro a fare la tua consumazione, chiedi indicazioni al/la barista che prontamente contrae le labbra come un culo di gallina, scuote la testa e ti risponde "Non lo conosco" tanto che ti penti di averlo/la messo/a in questa grave difficoltà.
Se solo noi sardi fossimo... (continua)

Millina Spina 15/10/2015 - 20:23
commenti 12 - Numero letture:669

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Era mio padre

Quando penso a mio padre ho ricordi sempre differenti, come se si trattasse di persone distinte, ma con la stessa faccia che entravano ed uscivano dalla mia vita coordinandosi.
Ricordo mio padre quando ero bambino, lo vedevo come una montagna da scalare,altissimo, fortissimo come i personaggi dei fumetti, sempre sorridente, come se l’attore che lo interpretasse in quel periodo fosse più grande degli altri che lo interpretarono poi, salirgli addosso era come se fosse il gioco più bello del mondo, riuscire domarlo, arrampicarmi sopra di lui e piegarlo al mio volere, ricordo che volevo sempre un contatto fisico, che fosse fare la lotta o salirgli sulla schiena, anche semplicemente tenergli una gamba addosso la sera mentre vedevamo la televisione.
Da ragazzino mi faceva sempre ridere, lo adoravo sarei rimasto con lui in ogni momento e separarmene era sempre un dispiacere … non cenavo mai senza di lui e mi addormentavo solo in sua presenza, le mattine per salutarlo, quando dovevo andare ... (continua)

Clelio D'ostuni 14/10/2015 - 17:49
commenti 2 - Numero letture:344

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Il quartiere

Serata da lupi nel quartiere popolare.

Non erano tanto i tuoni a far tremare, ma quelle macchine lanciate

a cento all’ora e che impedivano alle poche anime in circolazione

di far quattro passi o tornare alla propria abitazione.

Ma chi o cosa si credon d’essere questi idioti?

Perchè permettono loro di fare i piloti?

Qui ci vive gente normale che è già al limite.

Non ha certo bisogno di rischiare le proprie vite,

soprattutto se pensi che già rischiano grosso quando

a fine mese non è sufficiente l’incasso.

E allora che fare? L’agglomerato è già condannato.

Si , perchè droga, armi e prostituzione l’hanno devastato.

Che miseria in quest’angolo di mondo.

Che se guardi bene non è mica così sconosciuto sul mappamondo.

Si: Italia, Campania, Napoli, Ponticelli e Scampia.

E’ qui che molte vite, anche innocenti, si buttano via.

E loro ad esaltarsi ed urlare che il Pil ha fatto più zero virgola uno:

non avete capito nulla. Mi sa che di sapienza sie... (continua)


gabriele marcon 13/10/2015 - 23:10
commenti 1 - Numero letture:304

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La guerra di Piero

“Non voglio vivere da ammalato per morire da sano”.
Questa la frase che diceva il dottor Piero. In vecchiaia lo aveva colpito il diabete, dopo che era andato in pensione; ora che poteva godersi due soldi gli era arrivata questa rogna.

Minimizzando i sintomi dei suoi pazienti, quando glieli spiegavano diceva:
“Ce l’ho anch’io!”
Non si perse d’animo e minimizzò anche la sua malattia dichiarandole guerra, continuando a divertirsi, a fumare, mangiare e bere in cene conviviali con gli amici.
All’occorrenza si faceva un’iniezione d’insulina e via.

Certo morì, “come tutti si muore”, ma visse sempre a modo suo, col suo “ridere rauco e ricordi tanti, e nemmeno un rimpianto”.


Centodieci medico... (continua)


Glauco Ballantini 13/10/2015 - 22:00
commenti 1 - Numero letture:346

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I CAPRICCI DEL CUORE

Il giovane gentiluomo, dai capelli corvini e il mento deciso, era arrivato da poco più di un mese, ma già aveva portato scompiglio nella proprietà vicina. Mr Macomb, aveva tre figlie Janet, July e Judy, giovani graziose, in età da marito, pronte a dichiararsi innamorate del nuovo vicino. Ma egli aveva anche un'altra figlia, di poco minore delle altre, la quale non sembrava condividere con le sorelle, il medesimo interesse per Mr Deker.
Era Domenica, e come sempre le sorelle Macomb uscivano insieme per andare a Messa. Da un mese però, anziché tagliare per il sentiero, solevano costeggiare la via principale, allungando la passeggiata, pur di passare presso la proprietà del signor Deker, nella speranza d'incontrarlo. E la speranza era accresciuta, da quando la maggiore aveva sentito un pettegolezzo, da una delle donne del paese, la quale conosceva una delle cameriere, del signore in questione, che a sua volta l'aveva udito dalla governante. Sembrava che la festa che egli avrebbe dato di ... (continua)

Marirosa Tomaselli 13/10/2015 - 12:55
commenti 3 - Numero letture:430

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su 3 votanti



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