RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



Sguardo sulla vita

Vuoto, mi sento vuoto dentro, un vuoto che mi assale, come se, sotto la pelle non ci fosse nulla.
In questo momento sono così leggero che mi sento sollevare da terra.
Se potessi scegliere un superpotere vorrei volare.
Secondo me volare ti permette di osservare le cose da un' altra prospettiva, permette di sfuggire dalla monotonia e a credere un po di più nei sogni.
Oltre questo vetro un tramonto pallido quasi avesse paura di mostrare tutta la sua bellezza, ma paura di che cosa?
Oltre questo vetro un via vai di aerei carichi di gente che viaggia: chi per soldi, chi per bisogno e chi per piacere.
Non so perchè, ma è una sensazione bellissima: viaggio con la mente, viaggio sulla mia vita e la osservo dall'alto.
Tutto scorre inesorabilmente dinnanzi ai miei occhi e allora sapete che faccio?
Chiudo gli occhi e lascio il caos al di fuori, non mi appartiene, anche il tempo non mi spaventa più.
Riapro gli occhi e mi lascio rapire ancora una volta dai colori spenti di quel tramonto ch... (continua)

loris comi 25/11/2017 - 23:17
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ultimo addio d'un mondo che brucia

E tra le ultime fiamme che folgoravano i cieli, il mondo lanciò un ultimo grido ad un uomo oramai sommerso da una rimpianta indifferenza.
“ Non troverai che l’inferno ovunque t’insedierai, sei il tuo stesso cancro, e sei stato il mio” le disperate grida di un corpo celeste ormai morto echeggiavano inascoltabili nel vuoto, ma l’uomo le sentii , risuonavano estremamente dolenti nella sua coscienza.
“ Come hai potuto, figlio mio, voltare le spalle alla tua culla, inquinandola, sporcandola, consumandola e bruciandola con le tue stupide guerre?”.
Queste ultime parole fecero lacrimar i pochi fiumi rimasti , i pochi mari ancor estesi, le poche montagne ghiacciate consapevoli della loro fine.
L’uomo, di spalle, non si voltò, il suo corpo si allontanava dalla terra, ma il suo cuore bruciava con essa, una lacrima gli rigò il viso, e prima che la terra potesse esalare il suo ultimo respiro, girò la testa, e guardando il proprio pianeta estinguersi , percepii un fremito, la paura.
“Ho sbagli... (continua)

Carlo Comerlati 25/11/2017 - 16:55
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Il sorriso di mia mamma

Mentre stavo con gli amici a giocare in paradiso, un angioletto all'improvviso arrivò e disse così"presto andiamo svelti su vuol parlarvi il buon Gesù"
Noi felici lo seguimmo, ci batteva il cuoricino forte forte a ogni bambino chi sarà che questa volta uscirà da quella porta? Lui era la che aspettava sorridendo ci osservava,
poi silenzio e lui parlò.
Oh miei piccoli angioletti voglio solo dirvi che una mamma sulla terra sta aspettando il suo bebè.
Con un gesto della mano quella porta si aprì piano, ora vedo una gran luce poi pian piano appare un viso com'è dolce il suo sorriso, grido forte quanto è bella io per mamma voglio quella.
Ti prego buon Gesù questa volta sulla terra manda solo me laggiù ,io lhò scelta è la mia mamma!
Lui un po' triste mi guardò poi sorrise e sospirò...
ebbene sia, presto vai quella è la via.
Io la porta attraversai un istante mi voltai, li lasciavo il buon Gesù, i miei amici il paradiso, poi ripenso alla mia mamma e rivedo il suo sorriso,... (continua)

giuliana marinetti 25/11/2017 - 09:32
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RICORDI ELEMENTARI

La mia maestra si chiamava Grazia Canu. Anzi, il suo nome era Grazia Dessanay, sposata Canu. Era di Nuoro ed il suo cognome mi piaceva tanto, con quella lettera dell’alfabeto a me sconosciuta che lo rendeva così importante ed aristocratico.
Non so perché, ma a pensarci bene le maestre di quell’epoca avevano tutte il cognome dei mariti, eppure le donne della mia famiglia avevano conservato il loro. Forse perdere il proprio cognome era prerogativa delle classi agiate.
Io, quando mi si chiedeva figlia di chi fossi dicevo il nome di mio padre, poi di mia madre ed infine, se ancora non capivano, il nome di mia nonna. Allora capivano, e così presi l’abitudine di dire subito il suo nome. Ecco perché, così piccola, non mi tornava il ragionamento che le donne potessero in qualche modo perdere parte della loro identità.
La mia maestra era una donna dal sorriso molto dolce, ma era allo stesso tempo abbastanza severa da farsi ascoltare e seguire senza problemi. ... (continua)

Millina Spina 25/11/2017 - 08:46
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Gli occhiali di Lina

Per l'ottantesimo compleanno di suo marito Cesare, Lina aveva preparato la tavola in salotto. Quella domenica sarebbero venuti a festeggiare il compleanno il loro figlio, i nipoti e la nuora.
Quando suonò il campanello, Cesare si precipitò ad aprire la porta e ad accogliere gli invitati.
Mentre la moglie e la nuora, in cucina, preparavano il pranzo chiacchierando allegramente, Cesare portava i nipotini in braccio, per far fare loro, in volo, il giro della casa.
Il figlio di Cesare, in attesa del pranzo, era rimasto sotto il portone del palazzo a discutere con il vecchio vicino che lo aveva visto crescere.
Dopo aver mangiato le prelibatezze preparate con cura da Lina, tutta la famiglia si riunì dietro a Cesare per scattare la foto ricordo di quella giornata di festa.
Arrivò poi il momento dei regali.
I nipotini regalarono al nonno due disegni che avevano fatto a scuola, la nuora regalò al papà acquisito una bella ed elegante cravatta, il figlio regalò al padre la sua presenza a pr... (continua)

dave cuper 24/11/2017 - 19:34
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