RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Il binario unico

Un giorno triste non lo puoi cambiare. Può solo passare, con il dispiacere, i pensieri che fanno male, tanti perché… e le risposte che non ci sono.
Scrivono i giornali di un “binario unico” per due treni… e una strage tra gli ulivi.
Binario unico… riservato alle periferie, i borghi dimenticati, le campagne abbandonate, e i paesi sonnacchiosi, invecchiati e disillusi.

Un binario secolare… che ha segnato la strada d'intere generazioni. Il binario portava lontano, verso il sogno di una vita migliore, venduta a caro prezzo nelle grandi città o le metropoli ancora più lontane, dove di binari da prendere, per continuare a soffrire, ce n’è l’imbarazzo.
E il mio dispiacere diventa incontenibile… quando leggo che la responsabilità della strage sembra ricadere su quel povero… unico binario.

Si, è vero, potevano costruirne un altro… di binario, e magari lo faranno in fretta adesso…
Ma la verità e che i treni non sanno più dove andare.
Mi dispiace, sono addolorato, e spero che le fa... (continua)


Francesco Gentile 13/07/2016 - 11:47
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La Geode

Fresca di separazione, la prima cosa che fece fu andare a Parigi. A Parigi si sentiva a casa, spesso c'era andata da sola e dichiarava stupita che, diversamente da quasi tutte le altre città che aveva visitato, a Parigi non si era mai persa..
Quel giorno non sapeva dove andare...era un po' triste,ma non voleva rinchiudersi in camera e piangersi addosso. Non a Parigi! Così salì sul primo taxi libero davanti all'hotel e chiese al tassista (aveva un feeling speciale coi tassisti specie quelli parigini) di portarla in un posto poco conosciuto, perché lei Parigi l'aveva girata praticamente tutta e non una volta sola. Lui la squadrò da capo a piedi, fece un sorrisetto e propose:
La Geode ....le dice nulla? Era stata terminata tre anni prima, quindi ancora in pochi la conoscevano e l'avevano visitata.
E così si misero in marcia per questa sconosciuta Geode.
Quando furono vicini....Mariella rimase a bocca aperta: l'amico tassista non le aveva raccontato nulla e lei non sapeva assolut... (continua)

Marilla Tramonto 13/07/2016 - 10:05
commenti 16 - Numero letture:510

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Corbezzoli!

!

Corroborato da una corposa colazione a base di crauti di Cracovia, carrube cagliaritane, calamari alla curcuma, caciocavallo al coriandolo, cuori di carciofo in casseruola e crema catalana caramellata, mi costrinsi ad una corsetta tra campi coltivati a cucurbitacee cornute in compagnia di un cocker di nome Carlo, in custodia al compagno della mia ex cognata Cunegonda.
Fu così che tra un corsa e una chat con un cassintegrato della Cornovaglia inciampai in un cumulo di cimici verrucose causandomi una cospicua contusione craniofacciale
che curai prontamente con cerotti catramati all'essenza di cetriolo e un cataplasma concentrato di cioccolato colombiano.
Così conciato mi coricai su un comodo canape' ascoltando una vecchia cassetta dei Carmina Burana di Carl Orff, consultando con concentrazione un corposo corso di cucito caucasico in lingua colta coreana comparata.
Corbezzoli !!... (continua)


Ferruccio Frontini 13/07/2016 - 10:05
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La Terremoto

Era di una pinguedine esagerata. Stava seduta per delle ore su una sedia impagliata che scompariva del tutto sotto la sua mole. Faceva l’uncinetto e si godeva l’ombra di una pianta che stendeva i rami sull’ingresso del negozietto di alimentari.
Dopo il deserto della controra, la piazza cominciava a rianimarsi. Un’arietta asciutta rendeva gradevole il clima di quella bella giornata di luglio. Era la tipica situazione atmosferica che Giuseppe godeva in quel paese dell’Alta Irpinia. Suo padre, originario del posto, vi trascorreva i due mesi di vacanza con tutta la famiglia.
Il ragazzo si avvicinò alla donna.
– Avete del riso? – domandò con voce un po’ incerta. Nonostante la bonarietà casalinga, la bottegaia gli incuteva un po’ di timore. Aveva infatti due folte sopracciglia e lineamenti spigolosi.
Lei distolse lo sguardo dal suo lavoro e squadrò il ragazzo con espressione vagamente inquisitoria.
Giuseppe provò una sensazione di insicurezza. Sapeva che il ris... (continua)

Giuseppe Novellino 12/07/2016 - 19:19
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Ambulanti di spiaggia

Il Cocco e il Chicco

I venditori del cocco fresco in spiaggia erano dei veri urlatori. La loro dotazione era ridotta all’osso. Portavano il cocco già tagliato in un secchio col ghiaccio e, prima di dartelo, te lo sciacquavano con acqua dolce.
Dovevano essere in prevalenza del sud dell’Italia, perché con un accento prevalentemente napoletano gridavano:
“Cocco bbello Cooocco...”
Il Chiccaio, invece, vendeva il “chicco” alla menta, oltre che di altri dolciumi e bibite. Aveva un tormentone, un inno, una vera e propria annunciante cantilena di richiamo:
“E’ arrivata la menta, il mentaio: bambini piangete, che mamma, ve lo compra!
“Me ne vado! Vado via!”
Quasi una minaccia di terrorismo alimentare al quale ci arrendevamo!


Il Pasticcere

Il fine pasticcere da spiaggia era il venditore più elegante tra gli ambulanti di Tirrenia, vendeva i frati, le ciambelle fritte. Belli e zuccherati, in una cassetta portata a tracolla, dipinta di bianco, evidentemente per igiene; un’att... (continua)


Glauco Ballantini 12/07/2016 - 13:06
commenti 4 - Numero letture:293

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