RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

IL PONTE

Susan aveva trentotto anni ma ne dimostrava il doppio. Aveva due solchi sulle guance tra il naso ed il mento che le davano un’espressione di grande tristezza. Le borse sotto gli occhi poi esaltavano la disperazione che tutto il suo volto emanava. Certo in quel momento era l’unica espressione che poteva avere una che sta da tre ore appesa ad un ponte del cavalcavia di quella strada a grande scorrimento di Los Angeles . Grande scorrimento sempre, tutti i giorni, un vorticoso correre di automobili, autotreni, motociclette, tutti i giorni tranne quel giorno: un giorno qualsiasi di un mese qualsiasi di una anno qualsiasi per Susan. Un giorno importante per altri, importantissimo per alcuni, un giorno comunque da vivere per tutte quelle persone rimaste lì sotto, bloccate da lei, da quel gesto minacciato da tre ore . Buttarsi giù dal ponte no, non si poteva consentire un gesto del genere ad una giovane donna; era doveroso bloccare il traffico, mettere in moto tutto il sistema dei megafoni c... (continua)

SILVIA OVIS 26/08/2016 - 11:23
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Ermellina P.

Scappata dalla tradizionalista lucchesia cristiana e democristiana, arrivò nella Livorno atea e comunista dei primi anni settanta ad insegnare italiano nelle modernissime scuole medie Mazzini da poco costruite, con i deflettori al posto delle tende, la palestra seminterrata e l’ampio cortile avvolgente dove fare ginnastica nei primaverili giorni soleggiati.
Nelle terze classi, grazie al preside, introdusse la lettura del quotidiano un giorno alla settimana ed iniziò a parlare di argomenti sociali negli anni che annunciavano quelli “di piombo”.
Una scuola nuova nelle strutture doveva esserlo anche nei suoi contenuti.
L’italiano era solo un pretesto per farci ragionare con la nostra testa.
“…perché Pascoli ha scritto anche brutte poesie!”
Grazie Professoressa!

Centodieci amarcord... (continua)


Glauco Ballantini 26/08/2016 - 08:01
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Il caso Guidetti

L’ispettore Giulio Rossi, su una segnalazione anonima, si recò sul luogo del delitto, in via dei miracoli, al numero civico diciassette; arrivato sul posto trovò la signora Rosa Guidetti sul letto, completamente nuda e con il volto rivolto su una parte. Da pochissimo separata a Vincenzo Bianco il più noto banchiere della città, nonché sua ex compagna del liceo e la rivedeva in quella situazione scabrosa dopo vent’anni. Se non fosse stato per la patente lasciata sul comodino, l’ispettore Rossi di sicuro non l’avrebbe riconosciuta. Da una rapida e pietosa occhiata i cambiamenti erano notevoli. Quel corpo che aveva davanti, ancora bello, era tuttavia molto più sofisticato della compagna di scuola che ricordava, i capelli erano biondissimi e ricci, quando lui la ricordava con i capelli lunghi, lisci e castani. Gli occhi spalancati erano azzurri, se li ricordava verdi smeraldo; lenti a contatto? Boh, forse aveva scarsa memoria. Il Dottor Mattia Esposito avanzò con passo lento verso l’ispett... (continua)

Savino Spina 25/08/2016 - 12:11
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PERE LACHAISE

Al cimitero di Père Lachaise ho esorcizzato la morte. Incantevole e mistico luogo non solo perché ho potuto vedere e omaggiare le tombe di grandi artisti, quanto perché vi si respira aria di libertà, quella che si respira in tutta Parigi. E i corvi, appollaiati su molti alberi, uccelli che di solito sono forieri di malaugurio, davano al posto una veste di cortigiano rispetto; è come se fossero lì a custodire la memoria di quelle anime defunte, guardiani di un tempo che fu. Pareva si muovessero in silenzioso ossequio, quasi a non voler disturbare il sonno dei molti. Père Lachaise è una città forse più viva di una città dei vivi, dove ogni cosa appare diversa, eterna e immutevole, dove lo spirito aleggia incontrastato, dove tutto si confonde e dove un brivido ti scorre nelle membra. E’ più popolata della via principale di una qualsiasi metropoli, la gente cammina, si insinua nelle immense stradine, mappa alla mano non per paura di perdersi ma per non perdere nulla di ciò che è venuta ... (continua)

Maria Pia Perrotta 23/08/2016 - 17:19
commenti 3 - Numero letture:250

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Situazione molto problematica

Quando ci sono malattie mentali, non bisogna mettere paura e far seguire ad ogni malato la cura che prescrivono i medici, se necessario, anche i calmanti, soprattutto quelli, per non far impazzire pure chi ci sta accanto. All'inizio fanno intontire ma dopo che il corpo si è abituato, come tutti sappiamo, no, facendo rilassare, quindi una qualità della vita migliore. Il medico a meno che non sia un incompetente, va seguito alla lettera, soprattutto, se non è l'unico a dire che servono. Chi ha la demenza, ha bisogno di essere controllato da persone che siano capaci di tranquillizzare, anche coloro che ci vivono insieme. Se non si è idonei, bisogna farsi da parte, e affidarlo a un altra persona, che sia all'altezza, capire, innanzitutto, cosa fargli fare, senza esagerare, non dargliele sempre tutte vinte, quando conviene, nel suo interesse, che ci rinunci. Insomma metterlo nelle condizioni, che non corra nessun pericolo.... (continua)

MARIA ANGELA CAROSIA 22/08/2016 - 14:04
commenti 3 - Numero letture:254

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