RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Deca-denza

Nella prima decade di dicembre mi dedicai alla preparazione della cerimonia del decennale dell'"Associazione decani delusi dalla diminuzione dei decibel nei concerti dei Duran-Duran" stilando un decalogo di regole valide per il prossimo decennio.
Conclusi la cosa dopo dieci minuti,
dopodiché mi dedicai ad un convivio con una decina di commensali dove assaggiai diversi piatti degustazione; sogliole di Dover, dentici di Durazzo,
ditalini alla Dostoevskij, dadolata di dindo delle Dolomiti, datteri del Darfur alla diavola e infine
un dolce con doratura di diatomee di Damasco.
Ciò mi procurò difficoltà di digestione che curai con un decigrammo di bicarbonato e, dopo una decina di ruttini, mi diressi verso il davanzale ma inciampai e presi un colpo nello stomaco tanto che vomitai dalla finestra, come un dromedario alcolizzato della Dancalia, tutto il mal digerito !
Distrutto, mi diressi verso una dormeuse e , in preda ad un devastante delirio, mi addormentai sognando di domin... (continua)

Ferruccio Frontini 01/10/2017 - 07:27
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UNA SERA COL CAPO

Era arrivata da pochi giorni, ma già sentiva una forte nostalgia di casa. Era possibile? Stava per realizzare il suo sogno, il sogno per cui aveva faticosamente lavorato, studiando come una matta, negli ultimi anni, eppure, era quasi tentata di buttare tutto all'aria. Perché? Sospirò non conosceva affatto la risposta a quella domanda.
Si affacciò alla finestra. La sua camera, era un buco, e aveva bisogno di un poco d'aria, sebbene tutto in quella città frenetica, le era estraneo. Rabbrividì, quando una folata di vento le sferzò il viso. Era gelido. Si affrettò a richiudere il vetro. Non era abituata a tutto quel freddo, e non si era neanche a dicembre. Ma non era solo il clima, a darle fastidio. Il suo cellulare squillò. Rabbrividì ancora. Già sapeva, chi era, e sapeva che doveva rispondere. Ma non voleva. Quello era il suo primo pomeriggio libero, e il suo capo non aveva diritto di interferire. Si allontanò dalla finestra. Aveva voglia di un bagno caldo, ma, purtroppo si sarebbe dovu... (continua)

Marirosa Tomaselli 30/09/2017 - 20:53
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Ricordo di una estate

Ricordo una notte del mese di Luglio, con un caldo torrido,
sdraiato davanti all'uscio del balcone nella mia abitazione.

Parecchi alberi impedivano la visibilità, impossibile guardare l'orizzonte, nessuna foglia d'albero si muoveva, sembrava un enorme dipinto.

Impossibile dormire, mi alzai inquieto, smicciavo fra gli alberi l'orizzonte, sotto un cielo stellato e un chiarore cubo. Mi resi conto dello spaccar dell'alba, rimasi immobile, seguendo lo spuntar del giorno.

Passavano i minuti e il cielo incominciava a colorarsi di rosso. Un bel crepuscolo, pian piano affiorava l'azzurro, che disegnava una maestosa aurora.

Attraversai quel involucro di alberi, fulgente strale di mille colori, sembravo varcare un arcobaleno, e poi pian piano vidi affiorare quella falda rovente, sua maestà il Sole, con il risveglio di un cinguettio d'uccelli che annunciava il buon giorno alla vita.... (continua)


Salvatore Rastelli 30/09/2017 - 18:46
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Ricordando la mietitura

C’era davvero una gran polvere, per non parlare poi del rumore, Teresa doveva gridare per richiamare l’attenzione: aveva portato da bere e tutti le furono grati, la polvere scendeva e seccava la gola. Era l’ultima volta che si trebbiava così, l’anno dopo sarebbe arrivata la mietitrebbia direttamente sul campo; Teresa ne fu dispiaciuta, le piaceva la confusione del trebbiare sull’aia. Arrivava gente ad aiutare e tutto si concludeva con una bella mangiata. Lei era una piccola donnina di dieci anni, forse troppo matura per la sua età, ma dall’altra parte non si poteva fare diversamente: la mamma aveva bisogno del suo aiuto e Teresa lo capiva coscienziosamente, anche se la voglia di giocare era tanta, ma veniva presto ripresa dal papà che la invitava a tornare ai suoi compiti domestici. Per tornare alla mietitura, Teresa aveva memoria di quando piccina veniva portata nei campi e sistemata all’ombra di qualche albero al limitare del campo, dove la mamma andava ad aiutare il papà. Le piaceva... (continua)

Ivana Piazza 30/09/2017 - 17:19
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storia di un racconto breve

F: Ciao Laisa, domani andrò a prelevare un bel po’ d’uva “Montepulciano D'Abruzzo”, la deliziosa variante del Montepulciano originale. Poi ti faccio sapere; magari a Natale ti spedisco una bottiglia di novello.

L: Grazie del pensiero, ma sono astemia. So che mi perdo tanto piacere, ma questa è la vita!

F: Oh, mi fai pensare sai? Ho conosciuto tanti amici che si dichiaravano astemi; ma dopo aver assaggiato il mio vino... No! Non te lo dico, così non sai cosa ti perdi!

L: Il mio considerarmi astemia, è dato dal fatto che mi basta un goccio per perdermi. E, comunque, se non so cosa mi perdo… non mi perdo nulla, o no?

F: Sì, in effetti, con la tua considerazione furbesca, sembrerebbe che non ti perdi nulla; giusto? Eppure mi hai suggerito un'idea! Una sorta di incipt, che potremmo sfruttare per un raccontino. Già immagino il titolo: "Astemia delle donne. Tra finzione e realtà!". Potremmo costruire una sorta di dialogo!

L: Francesco, non amo scrivere in coppia. ... (continua)


laisa azzurra 29/09/2017 - 15:59
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