RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Potrò dire male di te

Sei come un demone imprigionato nel corpo della mia musa. Ispiri le mie poesie, illudi la mia musica, incanti il mio cuore, ma rifiuti il nome che ti ho regalato. Hai specchiato i tuoi occhi con un manto d'acqua come argento, e lasci che veda l'amore che si riflette senza casa. Sei l'odio che provo senza volerlo nel tuo corpo perfetto, e la bramosia delle mie labbra. Mi costerai infiniti anni nell'inferno dei lussuriosi. Ho tappezzato la stanza del diavolo delle peggiori intenzioni, e ad ognuna ho prestato una tua smorfia.
Mi accompagno da mesi solo con le preghiere per il tuo bene, che rappresentano l'unico momento in cui mi permetto di pensare a te. L'ansia e la paura che tu, preziosa e trasparente, stia piano diventando traslucida e brillante, per riflettere l'emozione.
Vedere ancora la profondità della tua anima giocosa, e nel profondo vedere ancora gioia, solo gioia. felicità. tranquillità. finezza. Purezza lontana dalle ombre dei problemi che ti crei.
Pregai, per illuminare u... (continua)

Luca Agosto 07/05/2017 - 01:51
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I denti e le scarpe

Un tavolo verde fumo con attorno vuoti neri stile anni settanta mi parla, mi dice che ho una paralisi dentale ma che si può curare. Dall’oscurità del fumo appare Clint Eastwood. Girandomi attorno con occhi in stile ispettore Callaghan mi dice ‘ posso sostituirti il dente malato con un cacciavite’
Al ché il mio volto diventa verde come il tavolo che il sogno ha messo come prima comparsa, e lo scenario cambia lasciando una stele nera e fumosa.
Il tutto lascia il posto a spiagge sassose con scogliere a picco sul mare, magiche meraviglie di luoghi sempre desiderati.
Ad un tratto il buio. Un fuoristrada appare nella notte. Mastiff ha in mano un bastone nero. Un tetro sorriso gli esce dalle labbra. Fa roteare il bastone per poi sbatterlo continuamente a terra, emettendo rumori misti a frusta su schiena e automobili da cartone animato rovesciate.
Poi di nuovo il buio. Il muro sopra il mio letto si riempie di luci giallo porpora che simulano figure geometriche che appaiono e scompaiono com... (continua)

Fabio Piana 06/05/2017 - 18:31
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SEBBENE LA PRIMAVERA

Il sole accarezza le mie palpebre che piano piano si sbarrano per accogliere quell’infuocato, quanto fastidioso, spiraglio di luce che fuoriesce dalla tapparella.

Con la mano a penzoloni cerco di avvicinarmi al cellulare poggiato sul comodino per sapere che ora sia; sbuffo: mancano due minuti prima che suoni la sveglia.

Con fatica, scosto le coperte dentro cui mi avvolgevo fino a qualche secondo prima, e mi precipito in cucina per preparare una tazza di caffè, che spero mi aiuti nel risveglio.

Sarà questo calore che mi sembra di avvertire guardando oltre la mia finestra, o forse il cielo azzurro senza nessuna macchia bianca, o forse ancora gli uccellini che sento cinguettare da lontano, non so perché esattamente, ma avverto una sensazione di rinascita questa mattina.

Mi scappa un sorriso.

Penso che l’aria della primavera stia facendo sbocciare in me nitidi ricordi, che subito si impossessano della mia mente, in balia fra emozioni e profumi.

Il caffè: ne sento l’odore,... (continua)


Jessica Cardullo 05/05/2017 - 20:27
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Il vecchietto e la rondine

Era il mese di Ottobre, in un casolare in una campagna.
Sei tu, sperduta rondine sotto quella tegola, tutta la notte a zinzilulare? Che aiuto cerchi tu da me? Il tuo garrito è un lamento. Sei ferita? Aspetta, io da te vengo.
Il vecchio contadino prese la scala a pioli salì fino la tegola e vide la rondine con un’ala spezzata.
Con cautela cercò di prenderla, ma la rondine con il suo becco esitava.
Vieni, non faccio del male a chi chiede aiuto.
Parea che la rondine capì e si lasciò prendere. Il vecchietto, esperto del suo gregge, come loro ebbe cura del povero volatile, finché un giorno d'estate la rondine prese il volo e non fece più ritorno.
Orgoglioso e contento e senza rimpianto rimase il vecchietto, ma in una precedente primavera il vecchietto - legge della nostra natura - stava per lasciarci.
All'ultima alba, strano ma vero, uno stormo di rondini zinzilulava sopra il casolare, mentre il vecchietto ci lasciava e con mezzo sorriso il suo labbro socchiuse.... (continua)

Salvatore Rastelli 05/05/2017 - 19:20
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Piccola Atene

Leonardo Sciascia era solito passeggiare lungo il corso principale di Caltanissetta, soffermandosi a gustare la pasta di mandorle e i taralli all'interno del caffè Romano. Poco distante c'era la sede della casa editrice di Salvatore Sciascia, uno dei luoghi della cultura italiana del Novecento. Malgrado l'omonimia, il grande scrittore non era neanche lontanamente imparentato con l'editore, ma si son trovati a collaborare per puro caso. Nell'istituto magistrale frequentato da Leonardo Sciascia insegnava un altro grande della letteratura, Vitaliano Brancati.

Quel giorno il caso mi portò nei pressi del vecchio istituto magistrale, la chiesa era chiusa, i gradini consumati dal tempo. Caltanissetta era chiamata "la piccola Atene", i fantasmi dei grandi letterati che hanno fatto grande la mia piccola città, avrebbero voluto che questa terra non fosse collassata su se stessa, come è accaduto. Eppure, qualcosa rimane di quel ch'è stato. Lo sento e forse, probabilmente, lo sentira... (continua)


Vincent Corbo 05/05/2017 - 07:39
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