RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



Su peti cocone

È arrivata, è arrivata la mattina de su peti cocone, giornata tanto attesa
per uscire gioiosi e speranzosi in un gruppo chiassoso, per chiedere le
offerte.
Le porte sono tutte aperte e, dove stranamente non lo siano, suoniamo il
campanello e, almeno questa volta, non scappiamo ma restiamo in attesa
che qualcuno ci apra e appesantisca il nostro carico.
L'unica nostra dotazione è una federa, talvolta consunta o rattoppata ma
sempre pulita, federa simbolo di intimità, capace da sola di portare fuori
casa tanti segreti e che impregnata dell'odore antico del legno del vecchio
comò ereditato si rivela il miglior raccoglitore nella nostra impresa.
Si parte e piano piano il carico diventa più consistente in un viaggio
attraverso i vicoli, aspettando sugli usci delle case dove ci accolgono
donne gentili e sorridenti e, sporadicamente, donne tristi e dagli occhi
arrossati di cui con innocente gioia ne ignoriamo i motivi....
Via via la federa si riempie di mele cotogne, fichi secchi... (continua)

Millina Spina 15/04/2015 - 14:20
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Lady Oscar

“Mi parli della rivoluzione francese” - mi chiese.
Era il presidente della commissione, e mi doveva interrogare, anche se non ne aveva voglia!
Ed io di rispondergli anche meno.

Non voleva sapere grandi cose, solo due date, qualche generica informazione, insomma, si sarebbe accontentato del minimo sindacale. Era un esame di due anni in uno, per essere ammessa alla classe quinta della scuola privata che avrei frequentato l’anno dopo, però non mi ricordavo niente, ma proprio niente di quell’argomento.

Balbettai qualche parola per prendere tempo, per cercare un bandolo, qualcosa che rimettesse in moto le informazioni che da qualche parte avevo nella memoria, anche se mi ero trastullata molto quell’anno, nella certezza che, insomma, se paghi poi “due in uno” te lo fanno passare, via.
Qualcosa dovevo pur dire. Si trattava anche di uno scatto, piccolo, di orgoglio. Non potevo fare scena muta!

A studiare ci avrei pensato l’anno prossimo, lo promisi a me stessa, lo avrei fatto!
... (continua)


Glauco Ballantini 15/04/2015 - 12:54
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Che belle le mollette colorate!

Che belle le mollette colorate!


Certo che le mollette per i panni
ne hanno da raccontare!
Ricordo mia madre utilizzare
quelle di legno.
Spesso, la pioggia le inumidiva
fino a deformarle.
La corda ,così comunemente chiamata,
a volte era di ferro imbrunito ed appesi
vi erano abiti da lavoro, calze rammendate,
qualche camicia bianca. Pochissima roba!
Ah, erano anni difficili quelli!
Piccole case, pochissimi mobili,
letti singoli con reti metalliche,
bambini già ragazzi in pantaloncini corti.
Cappotti rivoltati e abiti passati da un fratello all’altro.
Odore di sugo……….la domenica!
Un lavatoio di pietra in casa ed una donna
strizzava i panni attorcigliandoli con maestria
rendendoli pronti, poi,
per quelle mollette di legno.
Che bella la semplicità!
Il progresso ci ha poi portato la plastica.
Moplen era un famoso Carosello del boom economico .
Le mollette di legno affiancate da quelle
più moderne e un po’ colorate.
Anche i panni appesi cambiavano.
Qualche ca... (continua)


luciano rosario capaldo 15/04/2015 - 11:35
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Un tuffo nel presente

Un tuffo nel presente.

Oggi, invece sono precipitato all’indietro di 40 anni e oltre.
Che bello era incontrarsi di nascosto .
Quei baci vogliosi quasi a screpolare le labbra.
Scambiati sotto un porticato, dietro l’ultima colonna al buio.
Dati oppure in un portone dove, al minimo rumore,
ci si atteggiava in discorsi promettenti.
Le guance rosse e i capelli, allora rigogliosi , tutti arruffati,
ed un cuore che sorrideva e batteva forte.
Certo che un bacio era veramente tanto.
Il pudore .

Anche fumare una sigaretta aveva un altro sapore.
Tutti su una panchina a divorare l’ultima cicca.
Fumavano un tiro per uno.
Ci passavamo la sigaretta e non certo il fumo.
Non c’erano i soldi . La pizzetta dell’amico finiva sempre
in più stomaci e qualche volta ci scappava la partita al flipper o biliardino.
La semplicità.

Il furbetto che di tanto in tanto si infiltrava nel gruppo
veniva subito adocchiato.
Se qualcuno infastidiva l’amico dieci amici pronti ad intervenire.
Lo... (continua)


luciano rosario capaldo 14/04/2015 - 11:29
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ventagli

ventagli
ancora non so esattamente cosa vedesse in lei quando la guardava quello che so che si rifletteva in lei .
l immagine che le rimandava era migliore dell idea che lei aveva di se stessa qualcosa di piu ,quello che so e che non è cambiato nulla ,è sempre stato cosi..quando lei guarda lui , trema ancora .. quell espressione sua ,cosi.nuda ,esssenziale. come una preghiera ,..assoluto e inevitabile quell alchimia indissolubile, lui dipingeva ventagli per lei, mentre lei scriveva parolei,bozze che dimenticava dappertutto.ma poi custodiva quei ventagli.era piu dell amore ,qualcosa di piu di tutto.
dove siano adesso io non lo so ,volgio pensare che nulla è davvero cambiato ,che lei custodisce i ventagli che lui le dipinge ,mentre lei scrive e che quella sinergia fluida e potente sia intatta..è difficile credere che sia ancora cosi ma è bellissimo poterlo pensare ,e cosi che mi addormento la notte ,vedo lui che dipinge ventagli nei profili di grandi finestre del centro... (continua)

patrizia pine 13/04/2015 - 00:45
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