RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Frammenti...

La osservavo in quella stanza mentre frugava nell'armadio alla ricerca dei miei gioielli ,delle mie borse. La osservavo mentre si guardava allo specchio e scopriva la bellezza della femminilità. Ed ero consapevole che a volte avrebbe maledetto il suo essere donna,ero consapevole che quella disarmante sensibilità le avrebbe causato spesso dolore. E di certo non l'avrebbe aiutata guardare il mondo circostante ma sapevo anche che avrebbe scoperto poi in sé una forza indomabile,un coraggio selvaggio. Avrei voluto rassicurarla in quel momento ma essere donna é il più grande segreto insito nell'universo. Non avrei potuto darle le risposte che cercava fra quelle borse,non avrei potuto spiegarle cosa avrebbe affrontato. Sapevo che quella piccola donna sarebbe cresciuta e avrebbe trovato dentro se stessa tutte le risposte.... (continua)

Radha Q 10/04/2015 - 10:12
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Burattinaio di parole

Nonna sulla sua poltrona accanto alla finestra semichiusa, vista ormai la bella stagione che era iniziata, perché non entrasse tanta "aria" in casa; nonno alla mia destra davanti al tavolo tondo allungabile del soggiorno.
Alla televisione Gianni Minà presenta Joan Baez nel suo programma Blitz dicendo:
"Le abbiamo chiesto di cantarci una canzone italiana, le abbiamo proposto C'era un ragazzo... e la canzone di Marinella..."
La Baez sceglie quest'ultima e la canta.
Una versione particolare della canzone, alla fine della quale guardo nonno e lo vedo scosso. Mi sorprende, non credo avesse mai sentito la canzone poiché la musica leggera, specie quella dei cantautori, non gli piaceva per nulla.
Lo riguardo per trovare una conferma od una smentita:
"Mi ha commosso, ... non so perché ma mi ha commosso" mi dice asciugandosi gli occhi.
Non avevo mai visto mio nonno con le lacrime agli occhi eppure si commuoveva per una canzone, mio nonno.

Si commuoveva e s... (continua)


Glauco Ballantini 09/04/2015 - 10:57
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Androgino - 18 Marzo 2014

18 Marzo 2014
Amare una persona, vederla andare via, morire dentro.

Occhi dentro occhi, cuore contro cuore. Loro, loro e nessun altro. Loro e nient'altro. Silenzio. Nessun rumore, nessun suono che possa interrompere la loro contemplazione, se non il lieve fruscio del vento, al di là della finestra. Non ci sta capendo più nulla, Luna, ma di una cosa è certa. Fa male. Oh, se fa male. Inspira ed espira, irregolarmente, pensando a cosa dire. Vorrebbe dirgli tante cose. Vorrebbe dirgli quant'è importante per lei. Vorrebbe chiedergli di restare. Eppure le voce non le esce dalla gola. Lo osserva, in ogni sua minuzia. Lo penetra con lo sguardo, sperando quasi che la capisca, che capisca tutto ciò cui sta pensando, come lui sa fare. Lo ama. Eccome se lo ama, ma lui deve andarsene, via, lontano da lei. Perché ogni volta che si lega a qualcuno deve andare tutto a rotoli? Perché deve starci sempre male? La sta lasciando. Sola. Di nuovo. Ancora. Si impossessano del suo cuore, lo riscaldano e po... (continua)


Federica Petruzzellis 09/04/2015 - 01:13
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Il bianco roditore

Non era stata piena di sorprese, fino a quel momento, la vita di Nino. Figlio di una benestante famiglia dell’entroterra toscano, con terreni e proprietà immobiliari, che per emanciparsi dal suo essere figlio unico, si era trasferito in città, dopo aver vinto un concorso in una banca locale.
Avrebbe avuto, col tempo, la possibilità di avvicinarsi di nuovo al paese natale, ma non ne aveva fatto di nulla. D’altra parte la scelta di allontanarsi da casa non avrebbe avuto senso se alla prima occasione se ne fosse tornato al paese.

Per cosa? Voleva vivere in città, non al paesello, dove tornava spesso il fine settimana dai suoi.
Certo che poteva andare anche meglio la sua avventura, perché non aveva legato molto né con i colleghi e neanche fuori.
Si godeva la sua libertà che era però anche il suo limite. La sua misoginia aveva fatto il resto

La sola compagnia che sopportava era quella di un criceto bianco.
Bianco, sì. Perché erano stati sempre bianchi, per lui i criceti, per dist... (continua)


Glauco Ballantini 07/04/2015 - 23:22
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Lo Splendido

C'era una volta un cigno, era chiamato "lo Splendido"; un po' perché era uno degli esemplari più belli, effettivamente, della zona e un po' per ironia perché poi, via, negli atteggiamenti e nei modi... se la tirava!
I cigni erano i volatili più belli e imponenti di quella zona del Necktar, il fiume che bagna la città di Tubinga, e lui, pertanto, sentendosi il più bello tra i cigni aveva facilmente fatto le somme!
Il migliore dei migliori.
Si sentiva il re indiscusso di quella parte di fiume, di tutto il tratto che tagliava in due l'amena cittadina.

C'è un vantaggio, certo, a essere cigni, ma non bisogna approfittarne perché gli svantaggi sono in agguato. E il nemico era... un ponte.
Tutti i cigni ci passavano sotto; era il modo più semplice per passare da una parte all'altra del fiume che divideva. Scavalcarlo era faticoso e passarci attraverso pericoloso.
Non era un ponte piccolo, nel suo interno ci passava l'arteria principale del traffico urbano e due ampi marciapi... (continua)


Glauco Ballantini 06/04/2015 - 22:56
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