RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Il podere

La sera di Pasqua s'andava a cena da Zia Delvina
C'erano i miei genitori e il mio cugino Silvano . Aveva la stessa età di babbo perchè zia lo aveva fatto quando nonna Cesira fece babbo. Che divenne suo zio.
Quando arrivava il tramonto sull'albero alto e quasi secco davanti casa si appollaiavano tre o quattro faraone e quelle sono state le ultime volte che ho visto le faraone dormire all'aperto.
Si mangiava la stracciatella e “gli americani”,dolci fatti con il rosso delle uova. Non mancavano i cialdoni riempiti di crema fatta con le uova delle galline che raspavano tutt'intorno alla casa.

A volte si passava la notte lì ,al podere Lagrimana ,e si andava a vedere il granaio, vicino alle camere e il giorno dopo, con Cinzia , la bimba di Silvano, ci si buttava sopra alle balle di crine e di grano e ci si divertiva a guardare fuori dalla finestrina e si vedevano i campi in fondo al podere con il noce gigante che stava in piedi da anni e dava noci dolcissime che col vento cascavan... (continua)


paolo fidanzi 07/03/2017 - 23:32
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Quella notte bianca di neve...

Nella notte la neve si trasforma, cambia colore, riveste le cose di nuova luce e avvolge i miei passi.
Amo girovagare di notte nella mia città addormentata.
Nessuno incontro, nessun rumore, nessun suono, solo il silenzio…
In questa notte bianca di neve, mi lascio avvolgere dal suono dei miei passi che segnano il tappeto bianco e intatto degli ultimi fiocchi caduti solo un’ora fa.
Lascio dietro di me le mie orme, a volte mi fermo ad osservare i segni del mio camminare, e quando torno a camminare penso ai miei passi, al mio camminare, alla vita passata.
Da qualche tempo sento il peso degli anni che porto sulle mie spalle, il tempo trascorso…
Decido di fermarmi a sedere su quel muretto in fondo alla via, da qui vedo il buio illuminato dal bagliore della luna riflessa sulla neve, da qui vedo le mie orme.
Un lungo binario di passi, un lungo sentiero…
E penso al passato, ai giorni che mi hanno condotto fin qui.
Assorto nei pensieri vedo coloro che non ci sono più, coloro che non ve... (continua)

Carlo Canalis 07/03/2017 - 20:10
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L'insostenibile pesantezza dell'essere.

Vorrei poterti urlare,O mio dolore, a cui io proprio non riesco a dare un nome.
Vorrei saperti cantare una canzone
Leggerti una poesia
Cullarti dolcemente,adagio,come una ninna nanna,piano,culla il suo fanciullo.
Per poterti alleggerire,mio dolore,che pesante ti abbandoni a me,con l'ingenua spontaneità di chi può essere sorretto.
Ed io,mio dolore,vorrei poterti dare un nome.
ES'io potessi ti chiamerei giullare,per il riso compiaciuto di chi,dice di te come di innocente e scorrevole sofferenza.
Lieve,fluida,che lenta scorre nei meandri più riposti di quest'anima mia,quest'anima beffarda che gelosa,ti custodisce.
E tu dimmi,O innominato,quanto calda è quest'anima mia?
Ch'io giù di quí,da questi miei disordinati capelli alla punta dei piedi che di questo mondo mi fan vagabonda,non avverto che freddo
E cerco freddo,instancabilmente attratta sall'aridità che mi circonda.
Ch'io non dica mai che m'appartiene,questo mondo;possano maledirmi!
Ch'io non mi dica mai figlia di questa t... (continua)

Ludovica Gabbiani 07/03/2017 - 19:31
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Andare avanti?

Si vive di ricordi, di persone e sensazioni che ci hanno portato via per sempre, che ci hanno strappato dalle mani senza avere nemmeno il tempo di chiedere il perché. Il pensiero più straziante non aver potuto fare niente per impedirlo, non aver capito in tempo ciò che si stava perdendo, averlo considerato superfluo, quando in realtà era fondamentale. Te ne rendi conto quando è tardi, sentendo il tempo che passa, la gente che cambia, avvertendo sensazioni diverse, diventando ciò che nella vita avevi sempre criticato ed evitato. Le distanze più grandi, poi, non sono fisiche, sono emotive. Che vita sprecata quella passata a stare in un luogo col corpo e in un altro con la mente. La rassegnazione a ciò è l’infelicità. Non esiste nulla di più triste della speranza, dell’attesa di chi sa quello che vuole ma non può tentare nulla per prenderselo e stringerlo tra le braccia. Seguire i propri sogni vuol dire crescere, seguire i propri sentimenti vuol dire preferire l’irrazionalità. Crescita vu... (continua)

Martina Ciano 07/03/2017 - 18:20
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Pensiero notturno di un malinconico spettro

Nel letto.... Guardiamo il soffitto...
Io: questo maledetto tempo... Questo spazio... Mi lascia attaccato al tuo pensiero
Lei: Il tempo è solo un'inutile invenzione. Lo spazio? Cosa è lo spazio se non uno straccio di vuoto colmo di nero asfalto, grigio cemento e un'oscuro cielo?
Io: Se è questo ciò che pensi, vuol dire che è un male pensarti? Cosa è il pensiero se non una dolce riflessione?
Lei: Il pensiero porta ad un ricordo lontano, prigioniero del passato... Noi non riusciremo mai a liberarlo, siamo impotenti davanti a questa tirannia che ci circonda.
Io: Cosa spinge l'uomo, ebbene, al pensiero? Una idea. Un desiderio. Un sogno
Lei: L'idea, il desiderio, il sogno... Un dolce essere che affascina la mente umana e allo stesso tempo illude.... (continua)

Vincenzo Zagone 07/03/2017 - 15:26
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