RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Cronaca di un insuccesso

Conosciuti banalmente per caso con una birra in mano.
Lui attira la sua attenzione: "Adesso ti dirò una cosa molto interessante". Lei ride un po' ma non gli da peso "..cosa?".
Lui "Ho due tartarughe".
Come si fa a trovare un'affinità in questo breve dialogo. Eppure è incominciata una danza di vibrazioni.
Non hanno più vent'anni, anzi si va verso i quaranta, i movimenti magnetici tra un corpo e l'altro seguono ritmi meno impellenti, la sessualità diventa un aspetto secondario, in questa fase e la conquista punta a cercare l'altro in diversi anfratti.
La serata finisce in fretta, non ci si scambia numeri o si fa in tempo ad organizzare un futuro incontro "casuale".
Si deve andare; in fondo i due erano usciti con altre persone che avevano in testa altri progetti.
Lui però conosce la sua amica, un giorno la va a trovare e le chiede di dare a lei il suo numero.
L'ambasciatrice porta la missiva alla destinataria.

Punto, gira la pagina, com... (continua)


ellis lio 14/03/2016 - 21:31
commenti 3 - Numero letture:322

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Una chitarra a freccia

UNA CHITARRA A FRECCIA


Novembre 1966. Una triste serata d’autunno.
Pioveva a dirotto.
Giuseppe udì sbattere la porta d’ingresso: uno di quei rumori domestici, fastidiosi, che tra l’altro avevano il potere di ridurre la già scarsa concentrazione nello studio.
Emerse dalla sua versione di latino e si lasciò andare contro lo schienale della sedia, sbuffando.
- Insomma, Lorenzo! – rimproverava in quel momento la mamma, intenta a preparare la cena. – Devi sempre essere scambiato per un plotone di bersaglieri, quando entri?
Fece seguito un urlo, come quello di Tarzan quando si lancia appeso a una liana.
Giuseppe balzò in piedi. Questo era troppo, non si poteva stare tranquilli in quella benedetta casa. Nel momento che usciva dall’angusta cameretta, urtò contro il fratello.
Lorenzo era eccitatissimo.
- Ma che diavolo…- fece Giuseppe, al colmo dell’irritazione.
- Ce l’ho fatta, Giuse. Vieni a vedere che roba! - Lo trascinò c... (continua)


Giuseppe Novellino 14/03/2016 - 19:20
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La mia Napoli

Il volto di Napoli che io amo ha la fresca risata dei bambini avvolti in cappottini rossi che si insudiciano con le briciole di pane date ai cani per placarne i guaiti. Questa città si regge sui piedi dei giovani che si rincorrono nascondendosi in quei vicoli da cartolina che odorano del bucato pulito, steso ad asciugare sui terrazzi di case in cui ogni inquilino sembra perennemente dormire, fin quando, all’improvviso, tuona una voce dall’interno intimando a quei ragazzi “scugnizzi” di abbandonare il campo.
E mentre si sale su per strade martoriate dagli pneumatici delle auto o dalle suole di scarpe rumorose e irrequiete, si incrociano uno per uno gli sguardi di chi quelle vie le conosce bene: di una studentessa che, borsa a tracolla, parla al cellulare superando la soglia di decibel consentita, perché ogni napoletano ha sempre l’impressione che la propria voce non giunga abbastanza chiara alle orecchie dell’interlocutore; dei proprietari dei negozi di articoli “scaccia-malocchio”, i... (continua)

Rosalba Caraddi 13/03/2016 - 15:58
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PICCOLE DONNE

“Sto uscendo, vado da Grecheddu. Quando la pentola inizia a bollire abbassate la fiamma.”
Nel mio paese c’erano due empori che si facevano la concorrenza dagli anni cinquanta, uno era della famiglia Farris, soprannominato Botto e l’altro era appunto della famiglia Grecu, Grecheddu per via del diminutivo.
Giusto il tempo che mia madre si infilasse una borsa sul braccio e varcasse l’uscio ed io e mia sorella Graziella sprangavamo la porta, che altrimenti restava spalancata per tutto il giorno, per dedicarci, occhio alla sveglia con la gallina che beccava poggiata sul caminetto, alle nostre attività segrete.
Mentre lei spalancava la credenza per tirar fuori il pentolino io trascinavo la Borletti in mezzo al corridoio, davanti alla porta del cortile, in modo che fosse ben illuminata dalla luce che vi entrava.
Capitava spesso che nostra madre, dimenticata qualcosa, tornasse indietro entro qualche minuto e noi nel giro di quei pochissimi istanti garantitici dalle sei mandate del passante... (continua)

Millina Spina 12/03/2016 - 23:34
commenti 13 - Numero letture:333

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Lavinia

Era una sera buia e senza luna ed un cielo oscuro era costellato di punti luminosi. La gente andava e veniva per le strade della città, a gruppi schiamazzanti che si salutavano, s’incontravano e passavano oltre. Io ero uscito da solo e fuori dalla porta di casa l’ombra mi aveva accolto come una tiepida coperta. Avevo raggiunto una piazza in pochi minuti, fumando una sigaretta per ingannare il tempo. Ero arrivato ed avevo incontrato un mio amico, Giovanni, era stato lui ad invitarmi ad uscire.
Non potevo fare a meno di percepire un turbamento in quella piazza. Mi sembrava che tutti volessero essere amici, volessero essere felici, conoscersi. Fioccavano sorrisi, pure mi pareva che ogni volto fosse irrequieto, in fondo. Sarebbero tornati a casa ed avrebbero aperto il frigo, si sarebbero spogliati tutti, si sarebbero messi tutti a letto.
Ad un tratto Giovanni fu strattonato per una manica e vedemmo Lavinia che ci salutava, una sua vecchia ragazza. Non la conoscevo e mi presentai: “Cosimo... (continua)

Piero Geddes 12/03/2016 - 11:15
commenti 3 - Numero letture:273

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