RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Il passo incerto

Mi è rimasto sul braccio il contatto delicato
ma ben saldo,
della signora che mi ha chiesto di attraversare questa mattina,
...mentre andavo di corsa causa ritardo della metro e bus ormai pieni,
...mentre le macchine inchiodavano al semaforo,
...mentre il caos appannava la Grande Signora gradassa e compiaciuta che è Roma.
...Che bello smettere di affannarsi , di preoccuparsi dell'orario e andare invece
lenti, al ritmo del suo bastone,
del tremolio delle sue gambe,
della sua vita senza più affanni...
Pensare che anche i "vecchi" siano stati bambini mi ha sempre sorpreso,
ed oggi, così come i bambini, ha chiesto la mia mano
per attraversare.
Il suo "odore" di difficoltà quotidiana nel naso più acre dello smog, no, non mi dava fastidio, mi inteneriva
...e sì, sarei rimasta con lei anziché andare al solito lavoro,
a chiacchierare inevitabilmente del tempo e delle stagioni come già stava facendo,
mi avrebbe raccontato la sua vita,
mi... (continua)

adriana ferretti 07/11/2016 - 15:04
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Il palazzo della vergogna

Ammanettarlo non aveva creato problemi. Anzi sorrideva mentre i carabinieri lo circondavano, armi in pugno, sui portici di Palazzo Uguccioni in piazza della Signoria.
Una schiera di Fiorentini osservava la scena a naso in su’ nella piazza affollata da turisti errabondi.
Patergo guardava le manette ai polsi e rideva a crepapelle, continuava ad inciampare con gli stivali nei bordi del lungo mantello nero in cui era avvolto.
Il maresciallo si fece largo fino a trovarselo di fronte.
Lo guardò intensamente per cercar di comprendere dalle espressioni della faccia che persona fosse Patergo.
-Perché hai gettato di sotto quella donna? Gli chiese.
-Clementina era lo nome di costei. Quando le chiesi la mano lei si promise a me come donna di casa, e ciò fù per lungo tempo.Un dì cominciò a dipinger cose umane anziché d’agnello e pane, la tavola imbandir. Ordì, a mia insaputa un intrigo, del quale porto ancor vergogna. Ella ritrasse lo corpo nudo di un giovane a lei parente ed a tale offesa ... (continua)

paolo signorini 06/11/2016 - 19:33
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La lacrima del bambino

In lontananza la miopia non mostrava con chiarezza le immagini. La vita scorreva davanti, davanti agli occhi da bambino, davanti agli anni adolescenziali.. persi. Il pensiero si tramutava in assurdità. Il giudizio esterno non era dovuto da ciò osservato. Lo sviluppo sensoriale era praticamente in discesa, come su di una collina sbiadita dalle fitte nebbie di fumo tossico. Il frutto è stato lasciato a marcire tra le incoerenze e le insicurezze generali, coltivando senza sosta una splendida solitudine apatica. Le lenti ingrandivano la sostanza ingerita, le sensazioni apparentemente fornite rendevano i fumi molto meno fitti, traforando un cielo povero, pieno di toppe. Non vi era permesso attraversare la foschia, di discendere la collina. Un divieto mentale era in grado di lasciar marcire inconsciamente e interiormente quel povero frutto incosciente e inconsapevole del danno che gli si stava recando. I fulmini provenienti dai fori celesti a malapena riuscivano ad accendere quella sigarett... (continua)

Alessandro . 06/11/2016 - 17:25
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Un bel ricordo

Penso sempre quella estesa brughiera circondata da un castagneto e un vecchio casolare. Eravamo molto giovani,
nessuno di noi ancora aveva raggiunto la maggiore età di quell'epoca. Eravamo gagliardi, passavamo quasi sempre le domeniche insieme, ragazze e ragazzi, raccoglievamo le castagne nel loro periodo. Ricordo con un po' di pudore che
alcune volte entravamo in quel vecchio casolare e qualche volta uscivamo pentiti del fatto e magari facevamo una lacrimetta. Tutti ricordi che oggi frullano nella mia mente
come sogni di una gioventù, bella con i suoi anni verdi e
che non tornerà mai piu.... (continua)

Salvatore Rastelli 06/11/2016 - 13:20
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Eternità pulsante

Non esiste solo un tempo, ma miliardi. Uno per ogni essere vivente, uno per ogni pietra. Nella solitudine è più facile andare a scandagliare nel proprio tempo. Anche la poesia è un frammento del proprio tempo, come le gocce di sudore e i sogni.

Quando siamo insieme agli altri il nostro tempo interagisce con quello di chi ci sta intorno, creando delle interferenze, e così tutto diviene più difficile. Lo stordimento ne sarà una delle conseguenze, a volte avviene "la perdita del proprio tempo" perchè gli altri lo hanno influenzato.
Ogni secondo è prezioso e inutile, tutto dipende da noi far sì che non venga sprecato, anche un pensiero può comprendere l'eternità la quale rappresenta il fine ultimo del nostro tempo personale.

Vivere intensamente non significa fare bungee jumping, ma imparare a riconoscere il nostro orologio interiore, ascoltarne il tic tac, spianare la strada alle rughe e ai ricordi, trovare il velluto nel vecchio che avanza, accettare il dolore come fo... (continua)


Vincent Corbo 06/11/2016 - 09:58
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