RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

L'aquila

Ogni sera entro nella testa dell’aquila per usare i suo occhi, per guardare nel buio della notte diventando le penne, il rostro, la lingua, la gola, le ali , il corpo, la coda …l’animale stesso, che sfreccia nell’aria umida verso la luna e le stelle immote, alla ricerca di forme e colori che vedrò per la prima volta, alla ricerca di luoghi misconosciuti, isole, palazzi, villaggi, città , esseri nuovi, eterni uomini!
Ogni sera mi allontano dal mio corpo per acquisirne non uno astrale ma uno animale e in quanto tale vulnerabile, incerto, fatto di carne che fa male, di muscoli che si stancano, di stomaco che urla alla fame, di pelle che sente il freddo e il caldo, fatto di cuore che batte, accelerando o rallentando in ragione delle emozioni che vive e il tutto senza aver assunto droghe né alcoolici ma solo col tepore della coperta che mi avvolge come una navetta spaziale dalla quale trasmigro nel corpo volante: ogni sera una nuova paranoia!
Ogni sera ho bisogno di partire per allontan... (continua)

Antonio Gabriele Barca 04/03/2016 - 19:08
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Dal Vangelo secondo Jonathan (pseudonimo non meglio a’ posteri identificato)

I
Gesù Cristo, che tanto ha dato ai moti studenteschi, in particolare fondando StudentOffice.
Egli era il figlio prediletto del Signore: nacque in una mangiatoia, ed ebbe come nutrice un asinello.
A quei tempi, la contestazione imperversava; e l’Università di Gerusalemme era il cuore della rivoluzione. Ci avrebbe pensato lui, ma partiamo dall’inizio.
Com’è che cominciava? Ah già . . .
All’inizio era il Verbo; poi c’era anche il Padre, che aveva Monica Lewinsky come segretaria, ed Andreotti come consigliere. Berlusconi, poveraccio, s’era dovuto accontentare del ruolo di vice-presidente (si vociferava che avesse sobillato lui Lucifero alla rivolta, dando a Dio del comunista, ma si trattava di una voce non confermata, e difficilmente verificabile, visto che anche lassù i giornali e la tv erano tutti di Berlusca).
Quando nacque, Gesù Cristo era avanti coi tempi: un padre impotente; una madre con l’utero in affitto; un padre-triangolo “donatore”; il Signore come tutore. Non ci si cap... (continua)

Giuseppe Centamore 04/03/2016 - 09:50
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Stanchezza.

Lo vedi che sudiamo? Ci mancano le forze, a furia di trascinare quest'amore. Prima eravamo noi a seguirlo, l'amore era il nostro patronum un po' come il cervo lo era per Piton. Ci indicava la strada giusta nei momenti del bisogno, quando non sapevamo a chi appellarci bastava guardare la scia luminosa durante una notte oscura e sapevamo cosa fare. Dove andare, insieme.
Ora è tutto diverso. Davanti c'è solo nebbia ed oscurità, l'amore lo stiamo trascinando noi per forza. Lo vedi come sudiamo? Lo senti il fiatone? La stanchezza, ce l'hai anche tu nelle gambe nella testa e nel cuore?... (continua)

Antony Mandaglio 04/03/2016 - 09:36
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Drammaccio

C’erano una volta, a ridosso di un monte, alcune catapecchie, dove parecchie famiglie disgraziate sopravvivevano nutrendosi di castagne ed erba spagna.
Tutti lo sapevano, lo vedevano e passavano facendo finta di nulla.
Un giorno il monte rovinò sulle baracche e fece quel che non avevano fatto la fame e gli stenti: uccise le numerose famiglie di diseredati.
Subito dopo l’accaduto arrivarono le televisioni e i giornali. Commozione e pianto seguirono all’evento cruento e la maligna sorte accanitasi contro quei poveretti.

Finito il clamore, le autorità posero, pietose, una bella lapide a ricordo delle vittime innocenti che così recitava:
“Se il monte non cascava morivano di stenti, ma nessuno ci badava.”


Centodieci drammatico... (continua)


Glauco Ballantini 04/03/2016 - 09:05
commenti 4 - Numero letture:313

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Marcella non ha visto il mare.

Premessa: questa storia è il breve ritratto della vita dell'ultima zia di tanti nipoti, di una famiglia numerosa. Una donna bistrattata dalla gente, che ha vissuto, senza quasi mai uscirne, 86 anni dentro le strade di un piccolo paese.

Marcella nasce in casa nel lontano 1925, nona figlia di dieci fratelli, tirata su a polenta e castagnaccio, cresce intorno casa vestita di poche cose. Con lei la natura non è stata generosa, l'ha creata così, con qualche incertezza. La mamma l'ha capito subito, per questo l'ama di più.

Marcella è senza scarpe, quando può le ruba alle sorelle maggiori, le scarpe allora erano un sogno e lei già sogna di ballare. Marcella va a scuola, ma dopo qualche lezione, la maestra non gradisce la sua presenza perchè disturba la classe e così resta analfabeta, sorte purtroppo toccata a tanti all'epoca. Il paese e la gente per strada sono la sua scuola, lì forma il suo carattere.

In famiglia tutti patiscono la fame, chi arriva tardi a tavola non mangia e i frat... (continua)


Rochi Pinto 04/03/2016 - 00:30
commenti 6 - Numero letture:306

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