RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Stanchezza.

Lo vedi che sudiamo? Ci mancano le forze, a furia di trascinare quest'amore. Prima eravamo noi a seguirlo, l'amore era il nostro patronum un po' come il cervo lo era per Piton. Ci indicava la strada giusta nei momenti del bisogno, quando non sapevamo a chi appellarci bastava guardare la scia luminosa durante una notte oscura e sapevamo cosa fare. Dove andare, insieme.
Ora è tutto diverso. Davanti c'è solo nebbia ed oscurità, l'amore lo stiamo trascinando noi per forza. Lo vedi come sudiamo? Lo senti il fiatone? La stanchezza, ce l'hai anche tu nelle gambe nella testa e nel cuore?... (continua)

Antony Mandaglio 04/03/2016 - 09:36
commenti 3 - Numero letture:224

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su 1 votanti


Drammaccio

C’erano una volta, a ridosso di un monte, alcune catapecchie, dove parecchie famiglie disgraziate sopravvivevano nutrendosi di castagne ed erba spagna.
Tutti lo sapevano, lo vedevano e passavano facendo finta di nulla.
Un giorno il monte rovinò sulle baracche e fece quel che non avevano fatto la fame e gli stenti: uccise le numerose famiglie di diseredati.
Subito dopo l’accaduto arrivarono le televisioni e i giornali. Commozione e pianto seguirono all’evento cruento e la maligna sorte accanitasi contro quei poveretti.

Finito il clamore, le autorità posero, pietose, una bella lapide a ricordo delle vittime innocenti che così recitava:
“Se il monte non cascava morivano di stenti, ma nessuno ci badava.”


Centodieci drammatico... (continua)


Glauco Ballantini 04/03/2016 - 09:05
commenti 4 - Numero letture:365

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Marcella non ha visto il mare.

Premessa: questa storia è il breve ritratto della vita dell'ultima zia di tanti nipoti, di una famiglia numerosa. Una donna bistrattata dalla gente, che ha vissuto, senza quasi mai uscirne, 86 anni dentro le strade di un piccolo paese.

Marcella nasce in casa nel lontano 1925, nona figlia di dieci fratelli, tirata su a polenta e castagnaccio, cresce intorno casa vestita di poche cose. Con lei la natura non è stata generosa, l'ha creata così, con qualche incertezza. La mamma l'ha capito subito, per questo l'ama di più.

Marcella è senza scarpe, quando può le ruba alle sorelle maggiori, le scarpe allora erano un sogno e lei già sogna di ballare. Marcella va a scuola, ma dopo qualche lezione, la maestra non gradisce la sua presenza perchè disturba la classe e così resta analfabeta, sorte purtroppo toccata a tanti all'epoca. Il paese e la gente per strada sono la sua scuola, lì forma il suo carattere.

In famiglia tutti patiscono la fame, chi arriva tardi a tavola non mangia e i frat... (continua)


Rochi Pinto 04/03/2016 - 00:30
commenti 6 - Numero letture:407

Voto:
su 3 votanti


Lei

Lei è stato il termine di paragone per ogni donna nella mia vita,
era ardua l'impresa,
nessuna poteva essere bella quanto lei,
perché lei era bellissima,
di una bellezza che non aveva mai il tempo di truccarsi e che cercava sempre l'abito più comodo, si, ma per stare a casa...
Per quanto brava e disponibile, nessuna era dolce quanto lei, docile anche dopo un raptus rabbioso,
tanto da strapparti sempre un sorriso...
Nonostante le avversità passate, Dio aveva preservato la sua ingenuità,
non di quelle costruite a tavolino, ma di quelle che nessuno sarebbe riuscito a scalfire;
E poi quegli occhi, erano un tuffo nella grotta azzurra, ogni volta che il tuo sguardo aveva la fortuna di incrociare il suo;
Lei era la donna della mia vita, solo che qualcosa andò storto quando cupido faceva i giusti accoppiamenti, o forse no,
semplicemente tra le tante vibrazioni dell'amore, il cuore ogni tanto si piega alla genetica e lei era l'altra parte di me,
lei era mia Sorella!

Gaetan... (continua)


Gaetano Pecoraro 04/03/2016 - 00:01
commenti 3 - Numero letture:290

Voto:
su 3 votanti




Una storia del Vecchio Nostromo

“Qual è la tua sostanza, di cosa sei fatto
che milioni di strane Ombre ti fanno scorta?”.
(W. Shakespeare, sonetto 53)

Troppe volte la vita di un uomo è stata decisa nel suo bivio cruciale, da una piccola parola: “se”.
Se avesse fatto, se avesse visto, se avesse ascoltato… quel “se”, nella sua brevità, racchiude un grido di rimpianto, spesso una sentenza senza appello.
La vita di Konstantin Afanasevič Samaraev non aveva ancora incontrato quel bivio.
Alla soglia dei venticinque anni, Konstantin trascorreva i suoi giorni senza rimpianti tra San Pietroburgo e una delle grandi tenute di famiglia, nei pressi di Lebjaž'e, affacciata sule gelide acque del golfo di Finlandia.
Sebbene primogenito di un nobile dalle grandi ricchezze, a suo tempo insignito dallo Zar Nicola I dell’ordine di Cavaliere di San Vladimiro, Konstantin amava mescolarsi al popolo di pescatori e marinai che affollava la taverna di Jakov, al porto.
Spesso, nella buona stagione, lasciava a cavallo l... (continua)


mario malgieri 03/03/2016 - 22:56
commenti 3 - Numero letture:439

Voto:
su 2 votanti



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