RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Ritorno alla terra

Era veramente una strana visione, quell’uomo. Sul bordo della strada, dal lato del muretto che dava sulla valle, camminava con un passo che attirava istintivamente l’attenzione.
La giornata di luglio era caldissima, opprimeva con un calore secco che asciugava il respiro e bruciava la testa; ma lui non sembrava sentire disagio e andava come senza peso, uno zainetto che gli pendeva svogliatamente dalla spalla destra.
L’autista dell’auto che passava aveva meccanicamente rallentato, forse era un paesano – a tre chilometri dal paese? – . Passandogli a fianco lo guardò, non lo conosceva; l’altro girò lo sguardo. Uno sguardo luminoso e un sorriso; lo confuse, di più, quando lui lo salutò con la mano, gli fece pensare ad una persona anomala; non era il caso di fermarsi. In Sicilia a quell’ora non era normale sorridere.
Altre persone gli passarono vicino. Nessuno lo fermò, qualcuno non girò nemmeno lo sguardo.
L’aria rovente lo scaldava; il profumo d’elicrisia, così forte da stordire, lo es... (continua)

Francesco Clementi 10/12/2013 - 12:34
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Il Bosco e i suoi Popoli

.... Una volta, nel bosco dei non so, nacque un sapientone.
La mamma non sapeva come fosse nato, improvvisamente lo trovò nella culla che piangeva.
Quando il marito le chiese: perché piange quel bambino?
Lei non potè fare altro che rispondere: non so!
Anche se non seppero mai come arrivò in casa loro, lo crebbero come se fosse il loro figlio.
Unico figlio perché la natura aveva fatto sì che loro non ne potessero avere.
Quel bosco era strano, qualsiasi domanda venisse posta, la risposta era sempre la stessa: non so!
Il bambino crebbe bello e sano, gli occhi più azzurri del cielo, il sorriso luminoso come la luna d'estate, i capelli chiari più della luce del sole, e fu così che lo chiamarono... Nonso.
Nonso, non riusciva a capire come mai in quel bosco nessuno mai sapeva nulla.
Tra tutti gli abitanti del bosco, sembrava che solo a lui interessasse conoscere i perché.
Un giorno, stanco di tutti quei non so, chiese alla madre come mai nessuno rispondeva alle sue domande.
E... (continua)

Semplicemente Dreamer 09/12/2013 - 21:49
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Mattoni e lastre di pietra

Quanti bei ricordi si affacciano alla mente in questi ultimi tempi! Ho quasi paura che possa trattarsi di un presagio! Spero di sbagliarmi perché ora più che mai capisco la bellezza dell’esistenza e vorrei potermela godere. Finora ho sempre rinunciato a tutti i divertimenti per non spendere in cose inutili e non ho intrattenuto rapporti cordiali con alcuno per non essere costretta a fare regali. Non sono asociale, semplicemente non ho denaro da scialacquare!
Credete che non mi piacerebbe fare bella figura inviando qualche presente come forma di ringraziamento per una gentilezza ricevuta? Oppure un regalo alle amiche in occasione del loro matrimonio o della cresima o semplicemente del compleanno? O ancora festeggiare i compleanni dei miei figli, come fanno tutti i miei amici e conoscenti?
Lavoro tante ore al giorno, talvolta anche la notte per assicurare l’indispensabile ai miei cari. Se potessi farei molto di più e darei loro anche il superfluo! Nonostante il compenso per il mio lav... (continua)

Marianna Bonno 03/12/2013 - 21:25
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GIULIA (La figlia di nessuno)

Giulia
(La figlia di nessuno)

Viveva in una grande e bella casa di un paesino dell'entroterra della bella Sicilia una donna sensibile e cordiale di nome Matilde, sposa di un gentiluomo, che aveva il vizio di giocare frequentemente a carte. La casa si affacciava sulla piazza larga e lunga, palcoscenico di quei cittadini, attori più o meno protagonisti che abitavano il paese. Il sole era la fiaccola potente del luminoso giorno, mentre di notte cornice e luce della piazza erano gli antichi lampioni. Tutte le feste, le cerimonie tristi, gli incontri ed anche molti scontri avvenivano lì.
La signora Matilde, malata di cuore, usciva raramente e più raramente passeggiava. I suoi occhi cerulei perforavano i vetri dell'imposta di un balcone e di là rubavano immagini, ricordi, attese, lontane amicizie, desideri e tra questi il più soave, il più forte a cui una donna anela: un figlio. Aveva conosciuto l'amore di cuore e di sesso, ma il frutto che lo stesso produce a lei rima... (continua)


Gino Ragusa Di Romano 03/12/2013 - 16:34
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Follia

Era un trantranquillo paesino della campagna Francese, Levecourt, abitato da contadini e pastori che vivevano solo del loro sudore.
Lo era, prima che venisse invaso da un’orda di strani individui. Ragazzi, per lo più. Fricchettoni pieni di tatuaggi e piercing, vestiti di stracci e con neri anfibi ai piedi.
Ogni giorno vagavano come assenti per la cittadina quasi deserta. Chissà cosa vedevano nei loro deliri e nelle loro allucinazioni.
Ogni giorno all’alba si trovavano sul limitare del bosco, con lacci e cinture che si legavano al collo. Mini soffocazioni. Ipo ossigenazione del cervello, che come studiato da Jean Bernard portano ad uno stato d’estasi quasi onirico, ad una sorta di psichedelia che conduce verso il buio.
Il paese era abitato da fantasmi.... (continua)

Sole Biancalani 29/11/2013 - 17:49
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