RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Un anno dopo al solito posto

All’uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto.
Ma lui non lo sapeva, d'altronde in quel luogo ci era arrivato per caso, seguendo una via che nessuno gli aveva indicato. Era una località sconosciuta, come tante altre che aveva visto, non conosciuto: del resto non aveva tempo di scoprire la città, nè di familiarizzare con gli abitanti.
Stava scappando da una frase: "Non sei assolutamente capace di fare il padre e il marito. Non lo sei mai stato. Il tuo apice è stato mettermi incinta, ma per il resto..." Lei invece era davvero molto brava! Quella frase gliela sputava in faccia mentre al cellulare rispondeva con un messaggino al nuovo amante, che piano piano, stava scalzando il vecchio.
Lui stava evadendo anche dalle tante umiliazioni subite per amore del figlio. Col passare del tempo Giulia, sua moglie, era diventata necessaria come un'unghia incarnita, ma il figlio, Luigi, otto anni,... (continua)

Ivano Migliorucci 02/01/2016 - 16:10
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Per chi?

Ma che sono io?
Chi sono?
Di cosa faccio parte?
È davvero tutto così pessimo?
Sbagliamo modo di vivere. Non faccio che ripetermelo sempre eppure io sono il primo a non cambiare le cose.
Volere è potere ma fino a che punto? Siamo disposti a sacrificare una vita basata su consumismo materialismo?
Voglio staccarmi. Voglio allontanarmi a costo di sembrare malato. Che poi Italo Svevo non faceva altro che dire che chi per "la massa" non è altro che un malato molto probabilmente è più sano di chi lo critica. Che poi son nato sbagliato è un altro discorso, ma non è poi tutto questo problema. Il problema di fondo è che a me non va di vivere e morire come fanno tutti. Io voglio morire soddisfatto, e non grazie alla pensione che ho oppure grazie alla moltitudine di nipoti che mi troverò accanto al mio letto di morte. Non mi trovo a mio agio fra di noi. Io non sono a mio agio con me stesso. So cosa non voglio ma non so cosa voglio.
Potrei anche andare a ballare, a impasticc... (continua)

Antony Mandaglio 02/01/2016 - 16:00
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IL VENTO CAMBIA

sentiva il rumore della risacca in lontananza. Aveva il cuore pesante. Il cielo grigio e plumbeo appariva proprio come i suoi pensieri. La testa la sentiva pesante, il vento gli arruffava i capelli. Si allontanò dalla veranda. Era un uomo solitario ma non avrebbe saputo dire se e quando lo fosse diventato, magari lo era sempre stato. Aprì il frigo e ne estrasse una lattina di birra. Incollò un lungo sorso. Ormai era un'abitudine, uscire fuori, sentire il rumore del mare, guardare il cielo, rientrare e prendere una birra. Non sentiva il sapore di nulla, non aveva neanche voglia di bere. Incollò un secondo sorso di birra, in quel posto la vita era solo un'insieme di abitudini, stupide abitudini. Aveva deciso di allontanarsi dalla vita caotica della città, ma iniziava a credere di aver fatto una stupidaggine: era andato a rinchiudersi in una cittadina di provincia. Cosa aveva sperato di trovare? Pace? Silenzio? La risposta alle sue domande? Non lo sapeva. Incollò un terzo sorso di birra e... (continua)

Marirosa Tomaselli 02/01/2016 - 12:24
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Se io sono una ladra, tu sei un mostro

La mano guizzò dalla zuccheriera e gli afferrò il polso. Egli fece un balzo all’indietro, picchiando la nuca contro la parete piastrellata.
Mentre scivolava a terra, gli si annebbiò la vista e per un momento perse i sensi.
Si ritrovò seduto con le gambe divaricate. La zuccheriera era rovesciata, sull’orlo del mobiletto; una certa quantità di polvere bianca era ammonticchiata sul pavimento.
Giovanni Zecchi impiegò un bel momento a raccapezzarsi, prima di rimettersi in piedi. Doveva essere stata un’allucinazione. In tal caso c’era da preoccuparsi. Benché si sentisse benissimo, nella perfetta forma dei suoi quarantasette anni, non poteva escludere che gli stesse venendo qualche brutto accidente. E la sua mente andò subito all’amico Dario, coetaneo, morto un anno prima di tumore cerebrale.
Si sollevò con un po’ di fatica e rimase fermo in piedi, saggiando l’equilibrio. Sì, le gambe lo sorreggevano, ma una specie di nausea gli aveva preso la bocca dello stomaco. Rad... (continua)

Giuseppe Novellino 01/01/2016 - 19:23
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Le parole magiche

Dal suo finestrino si vedeva il mare. Dai seggiolini oltre il corridoio si vedevano montagne e colline, ma lei aveva scelto quel posto proprio perchè voleva guardare il mare. Aveva cambiato a Pisa e a Genova Brignole, ma solo allora, quasi all'arrivo, passò il controllore, un ometto calvo, con la divisa sgualcita, a cui s'illuminarono gli occhi quando la vide. La ragazza era un'autentica figlia dei fiori, una meravigliosa hippy: lunghi capelli raccolti in due trecce, sulla fronte un nastrino multicolore e abbigliamento decisamente anni '60. Peccato che fosse lontano dai suoi anni, quasi in un altro mondo. Si toccò il cranio lucido, sospirando e la guardò un'ultima volta, con una punta di nostalgia proseguendo in un altro vagone. La ragazza scese a Varazze, non aveva avuto un motivo particolare nello scegliere la destinazione quella mattina a Firenze: era la città più vicina alla Francia dove poteva arrivare con meno di 30 euro, 28 per la precisione.
Il treno ripartì subito e finito il... (continua)

Ivano Migliorucci 31/12/2015 - 17:52
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