RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Prendimi l'anima

Se qualcuno si fosse degnato di spiegarmi gli effetti collaterali mi sarei risparmiata milioni di lacrime. Avrei preferito che invece dei discorsi sul non accettare le caramelle dagli sconosciuti, discorsi sul sesso, mia madre mi avesse ammonito dal non innamorarmi. Mi avesse spiegato quanta dose di sofferenza e dolori di stomaco porta con sé l’amore, quante lacrime ti strappa dagli occhi, quanti battiti ti porta via. Avrei preferito questo,ma non si può sempre avere tutto nella vita. Non posso lamentarmi.
“I problemi sono altri” mi diceva sempre mia nonna quando ero piccola e mi lamentavo della ciccia in più sui fianchi e del fatto che nessun ragazzo mi portasse al ballo di fine anno.
“Non preoccuparti che lo troverai l’uomo giusto” mi sorrideva lei tirandomi la guancia in un pizzicotto affettuoso.
Sì, nonna, arriverà. Un giorno arriverà, ma quel giorno non è oggi. Ho donato tutta me stessa a un uomo che non sa cosa sia l’amore: un rapporto senza legami. Era quello che chiedevamo... (continua)

Anna Di Maio 11/07/2014 - 14:37
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L'albatro di Nietzsche

Il trentaquattrenne studiava attentamente lo sguardo della madre e del nipote, mentre un impeto di rabbia e di follia si faceva largo tra le pieghe della sua anima stordita. D'un tratto il volto si fece pallido, lo sguardo allucinato, gli occhi fissi sul ritratto di Manzoni appeso alla parete che lo guardava con aria minacciosa. La misura era colma. E fu in quel momento che, scosso da un tremito improvviso, decise di parlare, urlare al mondo la sua verità, la miserabile condizione del suo spirito. Del mondo stavano davanti a lui due perfetti esemplari, due parenti preoccupati del suo stato, stolti mortali senza intelligenza alcuna. "Voi non capite" disse con un filo di voce l'uomo , "voi non capite". Lo sconforto gli rodeva il cuore. "Nessuno capisce!" urlò infine in preda alla collera e alla disperazione. La povera madre tentava invano di calmarlo, ma apparteneva ad un altro universo, col quale aveva interrotto qualsiasi tipo di comunicazione e al quale o... (continua)

Roberto Edoardo 06/07/2014 - 19:56
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LA FIBBIA DI PERLE

Rientrai per il pranzo di buon umore. Claretta era in cucina a preparare uno dei suoi manicaretti. Si girò a guardarmi nel suo leggero abitino casalingo corredato da un minuscolo grembiule. Al mio saluto rispose:
- Sono nuda!
La osservai meglio: era senza maniche e con una scollatura a V. Normale per il mese di Giugno. Provai a capire se indossava l’abbigliamento intimo e mi parve di sì. Alla mia evidente perplessità replicò:
- Sono nuda! Non ho uno straccetto decente da mettermi per sabato sera!
- Non c’è problema, amore: questo pomeriggio andremo alla solita boutique…
- Sono stanca della “solita boutique”! Voglio andare in un negozio buono!
- D’accordo… - le dissi per placarla, chiedendomi che cosa determinasse la “bontà” di un negozio.
Mentre mi lavavo le mani e risciacquavo il viso, Claretta concluse il suo armeggiare in cucina e portò in tavola una profumatissima pasta con sarde (insegnatale da mia madre). Per lei soltanto un piattino, a causa della dieta (però mia m... (continua)

Michele Fiorenza 02/07/2014 - 10:33
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La ribellione dei capi

Dal guardaroba giungevano rumori strani, accompagnati da urla, lamenti e colorite espressioni.
Sembrava un vulcano in eruzione. Un bombardamento assordante.
Una vera e propria rivoluzione, tale da far arrossire i francesi.
Al pari dell’impero romano, abiti, giacche e pantaloni stendevano i loro tentacoli in lungo e in largo.
Formavano un serpentone più variopinto dell’abito di Arlecchino.
Tutti i capi di vestiario si ribellavano alla decisione presa, di fare il cambio di stagione.
Contrariamente a quel che avveniva in società, l’accedere al piano superiore, non indicava un avanzamento, ma una retrocessione, significava essere dimenticato e abbandonato per lunghi periodi.
E questo non piaceva a nessuno.
Così si pensò a una classifica, nell’intento di stabilire il grado d’importanza di ognuno.
La regina pelliccia infuriata, rizzò il pelo e dato il rango parlò per prima.
- Io sono la più importante, non c’è dubbio, a me spetta il posto migliore!
Quando esco, sono molto ammirat... (continua)

Tiziana Pedol Barone 25/06/2014 - 10:44
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NON E' MAI TROPPO TARDI

Luca uscì sbattendo la porta. Era arrabbiato, non tanto con sua moglie quanto con se stesso.
Tutte le volte che qualcosa non andava per il verso giusto o meglio come voleva sua moglie, lei gli si scagliava contro come una furia e a lui non rimaneva che subire le sue decisioni,
Ogni volta che accadeva, era sempre la stessa storia: per non “traumatizzare” il figlio, come diceva lei, bisognava non farsi vedere litigare di fronte a lui e Luca che amava molto suo figlio cercava di contenersi e quando proprio non ce la faceva preferiva uscire a fare un giro dell’isolato e calmare così i suoi bollenti spiriti.
Ormai erano sposati da dieci anni, tanti, forse troppi per come stavano andando le cose.
Dopo alcuni anni di tentativi, erano finalmente riusciti ad avere un figlio, Andrea, ormai di circa sette anni.
Neanche la felicità della nascita del figlio era riuscita a mitigare il carattere di sua moglie che voleva essere sempre al centro dell’attenzione e non perdeva mai occasion... (continua)

Roberta Sbrana 25/06/2014 - 00:50
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